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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID L’UAV AVENGER vola con il LEGION POD

L’UAV AVENGER di General Atomics è stato testato in volo con il LEGION POD di Lockheed Martin. Nel dettaglio, si è trattato di un test per valutare la compatibilità meccanica e strutturale del pod nell’inviluppo del velivolo. Il LEGION POD è dotato dell’IRST 21 per la scoperta ed il tracciamento in modalità completamente passiva dei bersagli aerei, ma la sua configurazione è completamente modulare ed è pertanto possibile impiegare anche ulteriori sensori. A ciò bisogna aggiungere la capacità di triangolazione network-centrica, che ne rendono uno strumento ideale per operare nei contesti ad alta densità di minaccia. Il test di un tale pod da un UAV come l’AVENGER mira a valutare l’impiego di velivoli non pilotati come l’AVENGER nel ruolo di gregario o “sentinella” per piattaforme ad alto valore strategico come aerei AWACS, SIGINT, rifornitori, ecc. Un concetto che si sta consolidando nella dottrina americana, ma non solo, e su cui General Atomics sta già investendo da tempo. L’AVENGER è un UAV con propulsione a getto e buone caratteristiche di bassa rilevabilità rimasto finora allo stato sperimentale. Diverse fonti, tuttavia, ritengono che alcuni esemplari siano operativi e che siano stato impiegati nei teatri operativi.

anteprima logo RID Crescono le capacità dei TYPHOON dell’AM

E’ previsto quest’anno l’avvio delle attività per l’aggiornamento della flotta degli Eurofighter T2 e T3 dell’Aeronautica Militare allo standard P2Eb che, tra l’altro, prevede l’integrazione del missile aria-aria a lungo raggio MBDA METEOR. Contestualmente, verrà avviata anche l’integrazione sugli stessi velivoli del pod RECCE LITE, attualmente impiegato solo sui TYPHOON T1 Drop4. Tutti i dettagli su RID 3/21.

anteprima logo RID L’Australia sceglie l’AH-64E

La capacità di ricognizione aerea armata dell’Esercito Australiano subirà un notevole incremento dal 2025, dopo la scelta, comunicata ufficialmente dal Ministro della Difesa, Linda Reynolds, dell’AH-64E GUARDIAN quale sostituto dell’Armed Reconnaissance Helicopter (ARH) TIGER. Lo stesso Ministro ha chiarito che la scelta è stata dettata dalla necessità di avere una piattaforma ad ala rotante in grado di avere un impatto immediato nello scenario strategico di riferimento e agire da subito, quindi, in deterrenza a possibili azioni ostili contro gli interessi nazionali australiani. La scelta finale del progetto denominato Land 4503 giunge dopo una lunga valutazione di diversi elicotteri d’attacco e ricognizione, in particolare riguardo all’abilità provata e la maturità unita alla possibilità di avere un sistema off-the-shelf. Con tali requisiti il GUARDIAN ha dimostrato secondo gli Australiani di essere l’opzione senza dubbio più letale, maggiormente protetta e priva di rischi per l’Australian Army, rispettando al tempo stesso i requisiti relativi alla facilità di supporto tecnico, sicurezza dei sistemi e di certificazione secondo le normative australiane. Le lesson learned ricavate negli anni di utilizzo del TIGER, tra i suoi alti e bassi rendimenti e problemi, hanno fornito una chiara idea sulle reali necessità dell’Australian Army nel delicato ruolo della ricognizione armata e di supporto alle truppe a terra. A rinforzare la scelta del Governo di Canberra, ha contribuito anche la conferma di solide opportunità per l’industria della difesa australiana di essere coinvolta nel progetto: supporto logistico, servizi di approviggionamento dei pezzi di rispetto, addestramento di equipaggi e tecnici, ingegneristica, manutenzione e riparazione. Massimizzando tali contributi, l’Australia avrà inoltre la possibilità di sviluppare un proprio know-how ed expertise nella gestione di piattaforme ad ala rotante e fornire quindi il proprio contributo alla catena logistica globale per simili sistemi. Ancora non noto il numero di velivoli che verranno acquisiti per sostituire le attuali 29 macchine in servizio.

anteprima logo RID Gli HARRIER dei Marines in servizio fino al 2029

La flotta di 114 AV-8B HARRIER II degli USMC resterà in servizio fino al 2029. 

anteprima logo RID Parte la produzione del JF-17 Block 3

L’Aeronautica Pakistana ha ufficialmente annunciato, lo scorso 30 dicembre, l’avvio della produzione dei caccia multiruolo JF-17A THUNDER Block 3. Tale variante, in primis, prevede la presenza del radar AESA a scansione elettronica attiva cinese KLJ-7A con 170 km di portata e raffreddamento ad aria. Quest’ultima caratteristica lo rende più leggero e di dimensioni più contenute rispetto al modello dotato di raffreddamento liquido, elementi che potrebbero agevolarne il retrofit sui JF-17 delle varianti precedenti. Oltre al nuovo radar, i Block 3 saranno equipaggiati anche con una suite EW completa (comprendente 3 antenne RWR montate sulla coda e sulla parte posteriore delle 2 prese d’aria), con datalink, con un pod per il targeting ed un cockpit completamente digitalizzato - composto da un singolo grande pannello multifunzione e da un ampio HUD olografico - e con un sistema di visione e puntamento montato sul casco del pilota. A queste caratteristiche, mancanti sulle versioni precedenti del caccia sino pakistano, dovrebbe aggiungersi anche la capacità di trasporto di una più ampia panoplia di ordigni, inclusi missili di tipo BVR. Per quanto riguarda il sistema propulsivo, non è chiaro se la nuova versione del THUNDER sarà equipaggiata con lo stesso motore turbofan di fabbricazione russa RD-93 presente sui modelli precedenti, o se avrà la sua variante aggiornata RD-93MA, in sviluppo dalla scorsa estate, che dovrebbe garantire un incremento di spinta pari a circa 2.000 libbre. Contemporaneamente alla cerimonia di avvio della produzione dei JF-17A Bl.3 - alla quale erano presenti il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica del Pakistan, Gen. Mujahid Anwar Khan, e l’Ambasciatore cinese in Pakistan Nong Rong - si è svolta la consegna ufficiale di 14 JF-17B Block 2 biposto da conversione operativa (con secondari compiti di Lead-In Fighter Trainer, attacco al suolo e ricognizione) all’Aeronautica Pakistana. Con questi aerei, Islamabad raggiunge una quota totale di 123 THUNDER, in attesa dei 48 JF-17 Block 3 che, secondo i piani, dovrebbero essere consegnati al ritmo di 12 velivoli all’anno tra il 2021 ed il 2024.

anteprima logo RID Avanza il METEOR giapponese

Il budget Difesa giapponese per l’anno fiscale 2021 ha confermato gli stanziamenti necessari per il proseguimento del programma bi-nazionale Joint New Air to Air Missile, lanciato nel 2014 insieme al Regno Unito. Il gabinetto del Primo Ministro nipponico Yoshihide Suga ha approvato il 21 dicembre scorso la prossima fase del progetto, stanziando 1 miliardo di Yen (circa 9,7 milioni di dollari) per il completamento dello sviluppo e la produzione di un primo prototipo del missile. Il JNAAM è entrato nella fase prototipica nel 2018 e il primo missile di prova sarà ultimato durante il Fiscal Year (FY) 2022. Il nuovo missile è il risultato dell’applicazione di tecnologie giapponesi sulla base del METEOR di MBDA, sviluppato come noto in un progetto multinazionale a guida britannica. Il Joint New Air to Air Missile impiega il corpo missile e la propulsione avanzata del METEOR ma integra un seeker radar avanzato, di tipo AESA, sviluppato dalla giapponese Mitsubishi Electric Corporation per il missile aria-aria nipponico AAM-4B. Il JNAAM dovrebbe quindi risultare in un’arma capace di combinare le prestazioni cinematiche straordinarie del METEOR con un seeker radar a scansione elettronica molto più performante, capace di tracciare bersagli più sfuggenti in modo più accurato. Non è chiaro se ci saranno ulteriori espansioni delle capacità del missile: per il METEOR sono stati in passato ipotizzati impieghi alternativi che includono la missione anti-radar nell’ambito delle missioni di soppressione delle difese aeree avversarie. Praticamente certo invece che il missile userà le alette tronche già sviluppate per il trasporto interno in stiva sull’F-35, se non anche ulteriori migliorie alla sua forma. L’attuale progetto di ricerca e sviluppo bi-nazionale dovrebbe concludersi nel FY 2023, che in Giappone termina nel marzo 2024.

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