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Notizie a cura di RIDlogo RID
anteprima logo RID Azerbaijan, accordo per l’M-346

Nel corso della visita di stato del Presidente dell’Azerbaijan Ilham Aliyev in Italia, dove ha incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Matteralla ed il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Leonardo ha sottoscritto una Declaration of Agreement con la quale si dà avvio alle negoziazioni formali per la definizione di una cooperazione industriale basata sulla fornitura al Paese dell’Asia Centrale dell’addestratore avanzato M-346. In pratica, vengono avviate formalmente le trattative che porteranno nelle prossime settimane alla firma del contratto. L’Azerbaijan si riconferma dunque un partner strategico dell’Italia, con un interscambio tra i 2 Paesi pari a quasi 6 miliardi. L’Italia è il principale partner commerciale dell’Azerbaijan ed il primo destinatario dell’export petrolifero del Paese centro-asiatico.

anteprima logo RID Airbus e MBDA insieme per i Remote Carrier

Airbus ed MBDA hanno firmato un accordo, nell’ambito della prima fase di dimostrazione del programma per il sistema di combattimento aereo del futuro FCAS, per lo sviluppo congiunto dei Remote Carrier che opereranno in tale ambito assieme a UAV/UCAV ed al caccia di nuova generazione. In particolare, MBDA si focalizzerà sugli RC di classe piccola e media, mentre Airbus, su quelli di classe media e grande, e sul sistema d’intelligenza cooperativa. Tutti i dettagli su RID 4/20.

anteprima logo RID Al NATO Defense College parla il CMC Peach

Ieri, giovedì 20 febbraio, ha auto luogo la cerimonia d’inaugurazione dei 2 corsi principali del NATO Defense College, il Senior Course 136 (SC136) e il NATO Regional Cooperation Course 23 (NRCC23).

anteprima logo RID In disarmo la fregata SCIROCCO

Ultimo ammaina bandiera per la fregata SCIROCCO, oggi, giovedì 20 febbraio.

anteprima logo RID Libia, la Francia vuole sfilarci la nuova missione UE

La nuova missione UE per la Libia che rimpiazzerà SOPHIA a partire dal 20 marzo, non è ancora definita che già Parigi sta facendo di tutto per ottenerne il comando. Attualmente il Comando di SOPHIA è a guida italiana, con un Quartier Generale ospitato nella struttura del Comando Operativo Interforze (COI) di Roma/Cenntocelle. L’Italia punta a mantenere la guida pure della nuova missione, ma la transizione da questo punto di vista non è automatica, e Roma dovrà imporsi su Parigi, visto che è in gioco l’interesse nazionale in un teatro, il Mediterraneo Centrale, di vitale importanza per l’Italia. Ci sarebbero poi, più banalmente, una questione di costi, che andrebbero sostenuti per mettere in piedi una nuova struttura in un Paese diverso, e di tempi, con la difficoltà in così breve tempo di assemblare e formare il personale necessario a gestire un nuovo Comando. Insomma, al solito i Francesi ci provano. L’altra problematica, che non ha nulla a che vedere con il comando, è quella del mandato, definito nell’ambito della Risoluzione 2292/3 dell’ONU, e delle regole d’ingaggio. Oggi è previsto per SOPHIA la possibilità di ispezionare un’imbarcazione sospettata di trasportare armi verso la Libia, ma solo con il consenso dello stato di bandiera. Se questo non arriva, dopo che è stato fatto in “buona fede” ogni tentativo per ottenerlo, si può passare all’abbordaggio ed all’ispezione. Generalmente questo consenso non arriva quasi mai – essendo i Paesi di bandiera tipicamente Panama, Ucraina, ecc. - ma cosa succederebbe se la nave in questione battesse bandiera, per esempio, turca o fosse scortata da unità da guerra turche, sempre più frequentemente presenti nel Mediterraneo Centrale? Sicuramente questo è un aspetto critico che andrà affrontato nelle prossime settimane, anche se è difficile immaginare in questo contesto una nuova Risoluzione dell’ONU “più incisiva”.

anteprima logo RID Libia, nuova missione dell’UE

L’UE ha deciso di lanciare una nuova missione nel Mediterraneo per garantire il rispetto dell’embargo di armi verso la Libia. La nuova missione prenderà il posto di SOPHIA, che sarà chiusa alla scadenza del suo mandato, il 20 marzo, ed agirà principalmente nelle aree orientali prospicienti le coste libiche. Inoltre, qualora dovessero tornare a crescere le partenze di migranti dalla Liba, la missione verrebbe bloccata, mentre il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha parlato di disponibilità di estendere la sorveglianza anche ai confini terrestri della Libia. Si tratta sicuramente dui un apsso in avanti postivo, ma prima di trarre ogni conclusione bisognerà attendere che venga messo nero su bianco il mandato, con le relative regole di ingaggio. Cosa potrebbe succedere se, per esempio, una nave turca che trasporta armi a Tripoli – magari scorata da una fregata – dovesse rifiutarsi di essere ispezionata? Uno scenario tutt’altro che irrealistico considerando la recente assertività di Ankara in tutto il Mediterraneo. E poi c’è la questione del confine con l’Egitto, attraverso il quale passano le armi – provenienti dallo stesso Egitto, ma pure dagli Emirati Arabi Uniti – destinate alle milizie di Haftyar. Stiamo parlando di un confine lungo oltre 1.000 km e sorvegliarlo in maniera efficace significherebbe dover mettere in campo un contingente molto robusto e articolato. Un’ipotesi al momento difficilmente praticabile. Le incognite, dunque, restano molte e l’impressione generale è che le opzioni realmente efficaci a disposizioni dei Paesi europei per risolvere la questione libica siano limitate, per non dire nulle.

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