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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID Un mini lanciatore per le operazioni distribuite

Lockheed Martin ha sviluppato un lanciatore quadrinato per i suoi nuovi missili leggeri polivalenti JAGM (Joint Air to Ground Missile), denominato JQL (JAGM Quad Launcher). Il sistema può essere installato sia su piccole unità navali da pattugliamento sia su veicoli terrestri, ed è dotato di un quinto tubo per lo sfogo del gas di scarico del missile. In alcuni rendering rilasciati dall’azienda, il JQL viene mostrato installato sia sui veicoli tattici JLTV, sia sulle motovedette Mk VI, sia, ancora, sulle fregate leggere MMCS. Il JAGM nasce originariamente come arma anticarro aria-superficie, ma poi è evoluto in arma polivalente capace anche di ingaggio superficie-superifcie (esattamente come l’HELLFIRE da cui deriva). Lo sviluppo di questo mini-lanciatore rientra a pieno titolo nel concetto di letalità distribuita che sta indirizzando la recente dottrina americana e non solo. Ulteriori dettagli su RID 2/21.

anteprima logo RID F-35 per EAU, vendita sempre più vicina

Come noto, lo scorso 10 novembre il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita di un pacchetto di armamenti – comprensivo di 50 cacciabombardieri F-35A LIGHTNING II, 18 UCAV MQ-9B REAPER e munizionamento vario – agli Emirati Arabi Uniti, per un valore di circa 23 miliardi di dollari (dei quali 10,4 relativi ai LIGHTNING II). Tale vendita, tuttavia, è stata fortemente contestata da 3 senatori (2 democratici ed un repubblicano) tanto da spingerli, lo scorso 9 dicembre, a presentare in Senato una doppia proposta volta a bloccare l’accordo, proposta respinta seppur con un margine ridottissimo. Teoricamente il via libera del Senato avvicina ulteriormente la vendita degli F-35A agli EAU che, tuttavia, potrebbe essere rivista o bloccata da Biden nel caso in cui l’accordo non venga finalizzato entro le 5 settimane che mancano al suo insediamento. Le perplessità rispetto alla chiusura dell’accordo, soprattutto per la parte concernente gli F-35, derivano dalla discutibile preoccupazione di molti – pare anche all’interno della futura Amministrazione – riguardo alla cessione di un sistema d’arma particolarmente avanzato ad un Paese che, anche nel settore difesa, mantiene rapporti molto stretti con Cina e Russia. Tali preoccupazioni, tuttavia, non tengono in debita considerazione il fatto che gli EAU già dispongono di una delle varianti più avanzate dei caccia F-16 (gli F-16E/F Block 60 DESERT FALCON), nonché di sistemi missilistici PATRIOT e THAAD, tralasciando la costante presenza di F-35A dell’USAF presso la base emiratina di al-Dhafra. Un’altra motivazione, maggiormente pertinente, addotta dal fronte contrario all’accordo considera la vendita, al netto del suo enorme valore economico e geopolitico - i velivoli emiratini rappresenterebbero un ulteriore deterrente rispetto all’Iran, il che spiega la non opposizione israeliana - un elemento che verrebbe visto dall’Iran come ulteriore minaccia alla propria sicurezza, rendendo ancor più difficile la ripresa di un dialogo con Teheran, considerato uno dei punti fondamentali della politica estera annunciata da Biden. Tornando ad aspetti maggiormente commerciali, in caso di chiusura dell’accordo quella emiratina diverrebbe la 19ª forza aerea - la prima nell’area del Golfo Persico – a disporre del LIGHTNING II.

anteprima logo RID Marines, primo taglio agli organici

L’ultimo disegno di legge della Difesa americana prevede la riduzione di circa 5.000 effettivi dello US Marine Corps. Quest’ultimo ha, allo stato attuale, un organico di 186.200 effettivi ma secondo quanto previsto nell’ultimo National Defence Authorization Act, si prevede una riduzione del personale in servizio attivo a 181.200. Nonostante le minacce ventilate dal Presidente uscente Trump di porre il veto sul provvedimento, data la sua sempre sbandierata volontá di aumentare i numeri dei Marines, se trasformato in legge, il provvedimento vedrebbe la maggiore riduzione del famoso Corpo dal 2006. Il portavoce del Manpower and Reserve Affairs, il Maggiore Cochran, ha però precisato che non ci saranno congedi anticipati come avvenuto per i marines “carristi”, a cui è stata proposta la possibilità di transitare nell’Esercito o di chiudere il contratto di lavoro senza penali. La riduzione, quindi, verrà gestita dal dipartimento delle risorse umane dei Marines che verosimilmente ritoccherà i numeri dei nuovi ingressi nel Corpo. Nonostante le opinioni contrarie al taglio proposto, quest’ultimo rappresenta solo l’inizio di una pianificazione più ampia che vede una riduzione totale di 12.000 marines entro il 2030, cosi come pianificato nel concetto Force Design 2030. Già ampiamente pubblicizzate dal Generale Berger, Comandante del Corpo, le motivazioni dietro alla riduzione: la volontà è quella di avere una forza con maggiore mobilità e focalizzata nel ruolo di supporto alla Marina nell’ambiente littoral. Un progetto che prevede meno Marines ma meglio addestrati, armati e operativamente flessibili. Un risparmio sulle spese del personale e degli equipaggiamenti pesanti, quindi, necessario per reindirizzare i fondi sui nuovi equipaggiamenti con i quali affrontare le future minacce agli interessi della nazione.

anteprima logo RID L’Italia aumenta le spese militari per il 2021

Dal disegno di legge di bilancio presentato al Parlamento emerge per il 2021 un deciso incremento delle spese militari italiane. La previsione per il nuovo anno, infatti, parla di una spesa complessiva di 24,5 miliardi di euro, ovvero 1,6 miliardi di euro in più rispetto alla previsione per il 2020. L’aumento si riduce a circa 600 milioni di euro se guardiamo al bilancio a legislazione vigente 2020, ovvero rispetto a quanto la Difesa spende effettivamente al 31 dicembre 2020. Per quanto riguarda la Funzione Difesa vera e propria, (ottenuta sottraendo dai 24,5 miliardi di euro le spese per Forestale, CC e cosiddette Funzioni Esterne), secondo i nostri calcoli lo stanziamento è pari a 16,9 miliardi, rispetto ai 15,4 miliardi del bilancio previsionale 2020, di cui ben 4 miliardi dedicati all’ammodernamento dello strumento militare. Una cifra molto importante, anzi, un vero e proprio record, che raggiunge i 7,4 miliardi di euro se sommata alla spese del MiSE destinate al procurement militare. Anche l’Italia, grazie all’ottimo lavoro svolto dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, si allinea così agli altri Paesi europei ed incrementa in maniera sensibile le spese militari, in particolare sul fronte dell’ammodernamento. Evidentemente, si è ben compreso l’importanza dell’investimento nel settore della difesa: un investimento altamente produttivo, con un alto moltiplicatore di valore, fortissimi ritorni in termini tecnologici e di occupazione specializzata e, dunque, un investimento che più di ogni altro contribuisce alla resilienza del sistema Paese in un momento segnato dalla pandemia globale. Nel nostro piccolo, con lo scoppiare della pandemia da COVID 19, abbiamo iniziato da subito una campagna in questo senso, dedicando all’argomento lo scorso giugno pure un Webinar al quale ha preso parte tutto il gota istituzionale ed industriale della difesa italiana, e ci fa dunque piacere che il nostro messaggio sia stato recepito con numeri che riteniamo molto importanti. L’approfondimento completo in edicola con RID 2/21.

anteprima logo RID Nucleare la nuova portaerei francese

In occasione di una visita al sito industriale Framatome (azienda francese dell'industria nucleare specializzata in concezione, costruzione, manutenzione e sviluppo di reattori nucleari), il Presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la decisione finale per la nuova portaerei che affiancherà e sostituirà il CHARLES DE GAULLE a partire dal 2038. La portaerei sarà a propulsione nucleare, permettendo così di mettere a frutto e al tempo stesso alimentare la filiera francese del nucleare, sia civile che militare - lo ricordiamo, i reattori a bordo di DE GAULLE e SSBN classe LE TRIOMPHANT sono derivati compatti di reattori per centrali nucleari civili. La nave verrà costruita a Saint Nazaire, avrà un dislocamento a pieno carico di 75.000 t e sarà provvista di 2 catapulte elettromagnetiche EMALS di produzione statunitense (General Atomics). Per quanto riguarda la componente imbarcata, l’unità sarà dimensionata per accogliere caccia della classe delle 35 t a pieno carico, ovvero la classe di peso ipotizzata per lo SCAF/FCAS, e vari velivoli teleguidati e/o autonomi. Da quanto trapelato sembra che la nave avrà una configurazione classica, con una piccola isola ed un ponte di volo sgombro, scelta simile alle portaerei statunitensi classe FORD. Il costo del programma è stimato in circa 7 miliardi di euro, di cui 442 milioni stanziati già a partire dal 2021. Le prove in mare sono previste per il 2036.

anteprima logo RID Lloyd Austin, la scelta di Biden per il Pentagono

Secondo i media americani il Presidente eletto Joe Biden ha scelto il Generale dell’US Army in pensione Lloyd Austin come nuovo Segretario di Stato alla Difesa. Prima del suo ritiro, Austin ha servito, tra l’altro, con la 10ª Divisione da Montagna e l’82ª Divisione Aerotrasportata, prima di diventare Comandante delle forze USA in Iraq e poi Comandante del CENTCOM, primo ufficiale afroamericano a ricoprire tale incarico. Da Comandante del CENTCOM ha diretto lo sforzo contro l’ISIS ed il fallimentare (per sua stessa ammissione) programma di formazione e mentoring dei ribelli siriani anti-Stato Islamico. Un precedente, quest'ultimo, che potrebbe anche mal disporre un Senato in bilico. Dopo la pensione, Austin ha fatto parte anche del Consiglio di Amministrazione di Raytheon.

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