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Argomento Selezionato: Industria
anteprima logo RID Fincantieri - Naval Group: domani la firma

Verrà firmata domani, a bordo della Fregata MARTINENGO ormeggiata all’interno dell’Arsenale della Spezia, l’intesa tra Fincantieri e Naval Group che era stata annunciata ad Euronaval lo scorso ottobre.

anteprima logo RID L'Italia ed il TEMPEST

Lunedì scorso, a margine di un evento stampa a cui ha preso parte anche lo Scrivente, l’AD di Leonardo Alessandro Profumo ha auspicato che l’Italia possa aderire quanto prima al programma britannico TEMPEST per un caccia di nuova generazione. Del resto, Leonardo è già dentro al progetto con la sua componente UK e, aggiungiamo noi, alternative non ce ne sono. Il concorrente FCAS, come scriviamo da oltre un anno, è blindato e Francia e Germania hanno mostrato sin da subito l’inclinazione ad una partnership esclusiva. Londra, invece, ha tutto l’interesse a far entrare Paesi europei come l’Italia e la Svezia nel TEMPEST, per non restare del tutto isolata sul versante del Vecchio Continente. E chi sostiene che una hard Brexit potrebbe condizionare il progetto sbaglia poiché accordi governativi ad hoc consentirebbero di “regimare” la partnership in maniera comunque soddisfacente. Anzi, con un hard Brexit l’unico legame che continuerebbe a Legare Londra all’Europa sarebbe la difesa ed il Regno Unito avrebbe tutto l’interesse a coltivarlo, per mille e una ragione. La seconda questione riguarda i 2 programmi. Appare ormai chiaro che la strada per un unico grande programma europeo nel campo dei caccia di nuova generazione è impraticabile. Troppo piccola la torta industriale per accontentare le industrie dei 4 grandi. Una cosa però la si può fare. Troviamo delle sinergie. Sull’armamento, per esempio, e qui la presenza di MBDA potrebbe facilitare il tutto. Armi ad energia diretta, missili ipersonici, esche da guerra elettronica, ecc. richiedono grandi investimenti. Dunque pensare ad un pacchetto standard ed a spese di ricerca e sviluppo in comune sarebbe ottimale. Ma altre sinergie potrebbero riguardare pure il motore. Anzi, considerando che il motore è uno degli elementi più critici di un velivolo da combattimento, perché non svilupparne uno soltanto adattabile ai 2 progetti – mettendo assieme RR, Safran/Snecma, MTU Aero Engine e AioAero – in modo tale da abbassare gli enormi costi non ricorrenti? Infine un terzo settore potrebbe riguardare tutto ciò che sta attorno al caccia, soprattutto i droni ed il network che tiene assieme tutto il sistema. Anche in questo caso potrebbero esserci interessanti sinergie visto che la logica dei 2 programmi è comune. Facciamo presto però.

anteprima logo RID UTC e Raytheon: una fusione militare-civile

Dopo mesi di rumors è arrivata ufficialmente la notizia: la multinazionale UTC Technologies, proprietaria tra l’altro di Pratt & Whitney e Collins Aerospace, ma con un business largamente civile e commerciale, e il colosso della difesa Raytheon hanno annunciato la fusione delle rispettive attività e la creazione di una nuova compagnia che si chiamerà Raytheon Technologies. L’operazione – una volta superate tutte le approvazioni dalle autorità preposte, cosa non scontata – dovrà essere chiusa entro la metà del 2020. A quel punto nascerà un nuovo soggetto militare-civile da quasi 100 miliardi di dollari di ricavi di cui gli azionisti di UTC deterranno il 57% (contro il 43% di quelli di Raytheon), con un range di attività che spazia dai sistemi di condizionamento, scale mobili e motori aeronautici, alla missilistica ed alla sensoristica. I segmenti di sovrapposizione sono limitati, riguardano in particolare i sistemi all’infrarosso e le comunicazioni, ed è quei dove probabilmente si rinuncerà a qualche asset, ma l’obbiettivo strategico di fondo è incrementare risorse e cassa attivando un cospicuo ciclo di investimenti in ricerca e sviluppo in settori chiave come l’ipersonico, i laser ad alta tecnologia, l’intelligenza artificiale, ecc. Del resto , la nuova strategia di difesa americana proprio questo richiede: investire su tecnologie avanzate per affrontare contesti convenzionali tra pari, leggi con Cina e Russia.

anteprima logo RID Pentagono, contratto per i motori F-135

Il Pentagono ha annunciato il contratto per l’acquisto di 233 motori F-135 destinati agli F-35 dei Lotti 12, 13 e 14. Il contratto assegnato a Pratt & Whitney ha un valore di 3,239 miliardi di dollari. L’accordo prevede la consegna, entro il gennaio 2022, di 56 motori PW-100 per l’USAF, 10 motori per l’US Navy e 24 tipo PW-600 STOVL per gli F-35B dell’USMC. Ricordiamo che questi numeri si riferiscono al solo Lotto 12 per gli Stati Uniti, mentre appartengono a tutti e 3 i Lotti i 125 motori PW-100 destinati agli F-35A per i Paesi partner e Foreign Military Sales, come anche i 18 PW-600 per altrettanti F-35B (17 britannici e 1 italiano).

anteprima logo RID Il PICOSAR sui RUAV UMS SKELDAR V-200 delle FA canadesi

Leonardo ha annunciato la firma di un contratto multimilionario con il prime contractor QinetiQ per la fornitura di un certo numero di radar AESA PICOSAR che equipaggeranno i RUAV delle FA canadesi UMS Skeldar V-200. Grazie alle dimensioni estremamente compatte, il PICOSAR è ideale per essere installato su UAV e RUAV garantendo allo stesso tempo alte prestazioni. Con il PICOSAR, prodotto nello stabilimento Leonardo di Edinburgo, gli operatori avranno a disposizione una vasta gamma di funzionalità, tra cui la generazione di immagini ad alta risoluzione ad apertura sintetica (SAR, Syntetic Aperture Radar) e informazioni sui movimenti di bersagli a terra (GMTI, Ground Movement Target Indication), offrendo un'efficace mappatura e capacità di sorveglianza nell’ambito di missioni ISTAR. Ulteriori dettagli su RID 7/19.

anteprima logo RID Novità da Beretta

La casa di Gardone Val Trompia amplia la gamma delle offerte sul versante delle pistole, degli "chassis rifle" e dei "battle rifle" con nuove varianti rispettivamente della APX, del Tikka T3X e dell'ARX-200: soluzioni innovative che sono necessarie per restare competitivi sul mercato. Beretta APX CENTURION e COMPACT La pistola APX è stata realizzata non solo per competere nel concorso americano MHS (Modular Handgun System), ma anche per imporsi nel segmento delle striker operated con fusto polimerico: segmento globalmente sempre più grande e competitivo. Per fare questo c'era il bisogno di una gamma articolata che includesse, oltre alla versione STANDARD con canna da 108 mm (4,25 pollici), anche le versioni più compatte. Queste ultime, solitamente, vengono associate al settore civile e per porto occulto ma, in realtà, hanno anche un impiego militare (tutt’altro che trascurabile). Il concorso MHS, infatti, prevedeva 2 versioni, una standard ed una compact, e la vincitrice Sig Sauer P-320 è stata acquisita sia nella versione M-17 con canna da 120 mm (4,7 pollici) che M-18 con canna da 98 mm (3,9 pollici). Le M-18 sono destinate a sostituire, ad esempio, le Sig Sauer M-11 (P-228) distribuite a vari reparti investigativi della Polizia Militare (US Army CID, US Navy NCIS e US Air Force OSI), a reparti EOD, e ad alcuni equipaggi e piloti. Anche le Special Forces, inoltre, non disdegnano le compatte: i Navy Seal, infatti, hanno adottato, e non a caso, la Heckler & Koch HK-45C (Compact) anche se, in .45 Acp. Le “compatte”, dunque, rispondono a necessità altrettanto importanti nelle forze armate, anche se di più basso profilo. Negli ambiti del Law Enforcement, viceversa, godono da tempo dal favore di molte Polizie per tutti i servizi investigativi e plainclothes (in abiti civili). Per quanto già in dotazione presso alcuni Eserciti, come quello Austriaco, Norvegese e Inglese, è indubbio che le pistole striker operated, ossia quelle che adottano percussore interno e abbandonano cane esterno, abbiano ricevuto un significativo avvallo grazie al concorso MHS: l’adozione da parte delle Forze Armate americane di questa precisa tipologia, influenzerà non poco future scelte militari. Queste 2 nuove varianti sono disponibili in 3 calibri: 9x19, 9x21 (in Italia e in quei Paesi che hanno regole simili alle nostre) e .40 S&W.

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