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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Taiwan, il budget 2022 si concentra sulla difesa aeronavale

Col budget appena varato dal Ministero della Difesa per l’anno 2022, Taiwan focalizza l’attenzione su assetti aerei e navali, cui va una bella fetta degli oltre 17 miliardi di dollari proposti per il procurement. 

anteprima logo RID Inizio lavori per la prima corvetta ADA turca destinata all’Ucraina

Il 7 settembre è stata impostata la prima di 2 corvette stealth derivate dal progetto turco ADA/MILGEM ordinate dall’Ucraina. L’unità, la cui lavorazione è iniziata ad aprile nei cantieri turchi RKM Marine, dovrebbe essere consegnata all’Ucraina nel 2023 per completare l’allestimento presso il polo nazionale STM Okean di Mykolaiv, con operatività prevista nel 2024, benché sui tempi ci siano ancora margini di incertezza, così come per il numero finale di unità. L’accordo di cooperazione firmato nel 2020 da Turchia e Ucraina, e che riguarda anche altri sistemi d’arma (come UAV TB-2 BAYRAKTAR da luglio in consegna alla Marina Ucraina), comprendeva infatti un pacchetto di 4 corvette derivate dalle ADA, 3 delle quali interamente da realizzare a Mykolaiv. Nelle settimane scorse tuttavia funzionari della Difesa ucraina e fonti stampa hanno lasciato trapelare che il contratto – del valore stimato in 200 milioni di euro, variabile a seconda della configurazione finale del sistema di combattimento – riguarda per ora solo 2 unità lunghe quasi 100 m, e con una velocità di 29 nodi. Le unità dovrebbero essere equipaggiate con missile antinave (HARPOON, dato come prescelto, NMS o ATMAKA della Roketsan), un modulo VLS, assente sinora dai rendering, per VL-MICA sup/aria, cannone SR da 76/62 mm di Leonardo, CIWS MILLENNIUM da 35 mm Rheinmetall-Oerlikon e un impianto binato remotizzato da 12,7 mm Aselsan STAMP, associati a radar 3D e sofisticati apparati di tiro e contromisure. La difesa antisom è affidata a 2 impianti binati per siluri MU-90, sonar a scafo ed elicottero con hangar e ponte di volo impiegabili anche da UAV. Configurazioni non completamente congelate, come accennato, al pari del numero finale di navi, anche a seconda della disponibilità economiche di un paese ancora in difficoltà e col conflitto nel Donbass filo-russo in corso. Le nuove unità dovranno infatti modernizzare le capacità difensive nazionali in Mar Nero, per ora incentrate su una vecchia corvetta tipo KRIVAK-III del 1993 e una decina tra pattugliatori e cannoniere (comprese le moderne ma piccole GURZA-M nazionali in costruzione a lotti) di limitato valore bellico.

anteprima logo RID I democratici americani snobbano la portaerei cinese Type 003

Alcuni ambienti Democratici “gettano acqua sul fuoco” riducendo le preoccupazioni del pubblico americano relative agli sviluppi dei cantieri navali cinesi, in particolare nell’ambito delle portaerei, e snobbando le nuove Type 003, di cui si prevede l’ingresso in servizio nel 2025. Secondo quanto dichiarato da alcuni rappresentanti della Foundation for Defence of Democracies, la nuova portaerei cinese, nonostante costituisca un’importante testimonianza dello sviluppo tecnologico raggiunto dalla Cina e le sue Forze Armate, non rappresenta una nuova minaccia, o un “game-changer”, per l’US Navy, nel delicato scacchiere del Pacifico. Non preoccupano quindi le tecnologie che verranno imbarcate sulla nuova portaerei cinese che, secondo quanto anticipato da molti servizi d’informazione asiatici, riguarderanno in particolare i sensori e i sistemi soft e hard kill di guerra elettronica e protezione della piattaforma. A questi si aggiungerà un moderno sistema di lancio dei velivoli imbarcati di tipo Catapult Assisted Takeoff But Arrested Recovery (CATOBAR) che, ad oggi, solo Francia e Stati Uniti posseggono. Come sottolineato dal Ministro della Difesa di Taiwan, queste nuove capacità permetteranno alla Marina Cinese di proiettare le sue forze ben oltre la “first island chain”, la zona dell’Oceano Pacifico che si estende dalla penisola di Kamchatka fino a quella della Malesia, includendo delicate aree che sono sotto la forte influenza statunitense come Taiwan, le Filippine e Singapore. Attualmente la Marina Cinese opera con 2 portaerei che utilizzano un sistema STOBAR, o Short Takeoff But Arrested Recovery, basato su uno skijump che garantisce il decollo dei velivoli senza la necessità di utilizzare catapulte, a vapore o magnetiche. Tale sistema però pone significative limitazioni relative al peso dei velivoli, con ripercussioni sia sul carico utile che sulla quantità di carburante imbarcabile, e quindi sull’autonomia operativa dei velivoli.

anteprima logo RID La Corea del Sud entra nel club dei “sottomarini strategici”

Nei giorni scorsi la Marina Sudcoreana (ROKN) ha testato il lancio di un missile balistico a corto raggio, effettuato per la prima volta nella sua storia da un sottomarino – e un inedito anche nel settore dei battelli convenzionali AIP. 

anteprima logo RID A breve F-35B sulle IZUMO giapponesi

Il piano giapponese per utilizzare le attuali cacciatorpediniere portaelicotteri classe IZUMO per l’utilizzo di velivoli STOVL procede spedito. 

anteprima logo RID Presentato Seafuture 2021: un segnale di ripresa

E’ stata presentata a Roma presso il Circolo Sottufficiali della Marina militare la VII edizione della manifestazione fieristica Seafuture. Quest’anno l’evento assume particolare importanza poiché si inquadra nella cornice della cooperazione, evidenziando inoltre l’importanza di un settore produttivo di eccellenza. Dal 28 settembre al 1° ottobre avrà luogo un articolato percorso che sarà al contempo occasione di incontro, confronto e progettazione legato al mare e alla sua economia, evento che (al momento) risulta essere l’unico in presenza nel suo genere in Italia e, in una fase difficile come quella attuale, segnata dalla pandemia, rappresenta un’evidente indice di resilienza. Il mare è per natura parte essenziale del futuro del Paese, esso costituisce infatti per l’80% il confine nazionale, mentre la Blue Economy, nelle sue diverse espressioni (200.000 imprese, pari al 3,3% del totale), costituisce una rilevante parte del sistema produttivo complessivo. Proprio quest’ultima negli ultimi 5 anni ha registrato una crescita del 10,5%, spinta anche dai giovani imprenditori. L’evento spezzino rappresenta, dunque, una vetrina delle capacità tecnologiche e industriali che il Paese è in grado di esprimere ed un momento di esibizione delle capacità e di contestuale riflessione sulle possibili azioni di rilancio dell’industria, questo in un momento favorevole data la positiva considerazione dell’export italiano all’estero. Ma è necessario mantenere alta l’asticella del livello tecnologico nazionale, individuando le “chiavi” di un accesso ai fondi europei. La funzione di Seafuture 2021 sarà quindi anche quella di generare connessioni e sinergie tra le Istituzioni e il mondo accademico e della ricerca, i gruppi industriali (nazionale ed esteri), le piccole e medie imprese, le start up innovative e i cluster tecnologici che apportano sviluppo all’economia del mare. Nei 5 giorni della manifestazione gli spazi dell’area espositiva spezzina ospiteranno 220 imprese (+20%), molte delle quali estere, aspetto che consentirà a Seafuture di ottenere la certificazione di “fiera internazionale”. Il percorso si articolerà su 9.000 m² di superficie coperta e sul bacino navale all’aperto; 9.000 è parimenti il numero dei partecipanti previsti, che potranno usufruire di una piattaforma B2B, la cui apertura potrà dare luogo a proficui incontri pre-organizzati; 54, invece, le marine militari partecipanti, con la Forza armata italiana che fornirà il naturale supporto all’evento, oltre a diffondere all’estero un’immagine forte della tecnologia nazionale attraverso la presenza di alcune sue unità navali. È innegabile l’importanza della dimensione marittima nel complesso della Difesa del Paese e non è dunque casuale che il workshop sulla sicurezza nella regione del Mediterraneo Allargato si terrà il primo giorno della manifestazione, un seminario nel corso del quale verranno affrontate anche tematiche collegate, come quella dell’Artico e delle sue diverse urgenti problematiche. Attraverso la cantieristica e la tecnologia più avanzata anche il comparto industriale della Difesa rinviene in Seafuture un contributo al rilancio dell’economia del mare. Nel programma dell’edizione 2021, oltre alla rinnovata presenza delle numerose delegazioni estere e di aziende leader internazionali del settore, è prevista l’ulteriore implementazione delle tematiche relative a safety and security portuale, logistica e trasporto intermodale, start up e formazione. A essere approfondite saranno anche specifiche tematiche, trattate nelle sessioni dedicate all’energia e alla cosiddetta transizione green, alla gestione energetica e alle soluzioni innovative e sostenibili applicabili alle operazioni portuali, incluso l’Onshore Power Supply. Particolare attenzione verrà posta alle diverse opzioni di combustibili alternativi per lo shipping: dall’utilizzazione dell’idrogeno alla propulsione eolica, dal cold ironing alla supply chain digitalisation. Al pari di quanto avvenuto in precedenza, anche nel corso della VII edizione verranno assegnati i Seafuture Awards 2021. Si parlerà anche di finanziamento alle imprese con riferimento ai nuovi strumenti allo specifico scopo promossi dalla Commissione europea, con un focus su Horizon Europe e CEF2. È in questa cornice che si collocherà Circle Group, giornata di conferenze e workshop sui finanziamenti europei che verranno erogati dal 2021 al 2027 a beneficio dello shipping e della logistica.

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