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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Su-34 per l’Algeria, ci siamo?

Negli ultimi giorni, diverse voci provenienti da Francia e Russia hanno riproposto l’imminente acquisto di 14 cacciabombardieri russi Su-34 FULLBACK da parte dell’Algeria. Gli aerei verrebbero consegnati entro il 2023, in 3 lotti, il primo dei quali costituito da 6 Su-34. Questi ultimi dovrebbero essere pronti entro la fine del 2021 – quindi, teoricamente, già in produzione - ed utilizzati in Russia, a partire dai primi mesi del 2022, per la formazione degli istruttori e del personale manutentivo. La presunta acquisizione, riproposta abitualmente negli ultimi 6 anni, farebbe del Paese maghrebino il primo acquirente estero dei FULLBACK. È vero che da anni – in particolare dal 2016, in seguito agli ottimi risultati ottenuti dai Su-34 nel teatro siriano – Algeri valuta il loro l’acquisto come naturali e, soprattutto, necessari sostituti dei 35 Su-24 FENCER ancora in servizio. Tali aerei rappresentano attualmente la principale piattaforma d’attacco dell’Aeronautica Algerina ma, nonostante i vari aggiornamenti anche recenti, come quello che li ha portati allo standard M2, iniziano a risentire del peso degli anni. Tuttavia, nonostante negoziati durati anni, l’acquisizione non si è mai concretizzata, soprattutto per il rifiuto algerino di accettare velivoli depotenziati nell’avionica rispetto a quelli utilizzati dai Russi. Il presunto accordo, infatti, sarebbe stato siglato sulla base di una variante “simil-standard” del FULLBACK, denominata Su-34ME, che differirebbe dalla versione russa nei sistemi di identificazione IFF e di comunicazione/trasmissione dati. Lo stesso accordo, ancora non ufficialmente confermato, parla di un’opzione per ulteriori 28 aerei necessari per la costituzione di 3 squadroni d’attacco completi, attualmente basati sui FENCER.

anteprima logo RID TYPHOON, primo uso combat dello STORM SHADOW

Il missile aria-superficie standoff land attack MBDA STORM SHADOW è stato usato per la prima volta in combattimento da un Eurofighter TYPHOON. L’arma è stata utilizzata da 2 TYPHOON della RAF contro bersagli “in cava” dello Stato Islamico nel nord dell’Iraq nell’ambito dell’Operazione SHADER). Il raid era partito dalla base cipriota di Akrotiri ed è stato effettuato in supporto di elementi del CTS (Counter Terrorism Service) iracheno (le truppe di elite di Baghdad).

anteprima logo RID Consegnato all’USAF il primo F-15EX

Ieri, 11 marzo è giunto ad Eglin il primo Boeing F-15EX dell’USAF. Il velivolo, denominato EX1 e contrassegnato con le lettere "ET" sulla coda (emblemi del 96th TW, 40th Flight Test Squadron), ha iniziato il giorno successivo (12 marzo) i primi voli di familiarizzazione. Prima dell’inizio della fase di valutazione, effettuata dalla Operational Flight Program Combined Test Force, gli equipaggi hanno infatti iniziato una serie di voli preliminari propedeutici alle prove vere e proprie. Queste ultime saranno prove combinate di sviluppo e operative, volte ad assicurare la consegna dei velivoli di serie il più rapidamente possibile.

anteprima logo RID L’USAF testa ancora la loitering GOLDEN HORDE

L’US Air Force ha annunciato di aver condotto con successo il secondo test della GOLDEN HORDE, la loitering munition autonoma attualmente in fase di sperimentazione da parte del Air Force Research Laboratory (AFRL). Il test è stato effettuato nei pressi della Holloman Air Force Base in New Mexico e ha visto il rilascio di 4 Collaborative Small Diameter Bombs (CSDB) GOLDEN HORDE da parte di un F-16D VIPER del 40th Flight Test Squadron di base a Eglin in Florida. Il Generale di Brigata Heather Pringle, Comandate del AFRL, non ha però fornito ulteriori dettagli sui risultati del test di quello che viene definito uno dei più importanti programmi in corso dell’USAF. Le CSDB del GOLDEN HORDE sono SDB modificate nel loro sistema di guida e di volo, ed inserite in un sistema definito di “collaborative networking” autonomo basato sull’intelligenza artificiale, in cui le munizioni lavorano insieme per identificare gli obiettivi e poi scegliere in maniera autonoma l’opportuna manovra di attacco “a sciame”. Le difficoltà del progetto sono di conseguenza identificate in: assicurarsi che il sistema d’arma abbia la capacità di recepire e reagire ai cambiamenti del campo di battaglia in tempo reale, e al tempo stesso, comunicare con ogni singola munizione, per assumere il miglior profilo di attacco all’obiettivo. Ancora non chiaro se l’USAF avrà intenzione di elevare il GOLDEN HORDE a sistema d’arma operativo o se quest’ultimo rimarrà il banco di prova per i test di sviluppo della tecnologia che potrà essere successivamente utilizzata su ordigni futuri.

anteprima logo RID Quanti F-35B taglierà UK?

Secondo alcune anticipazioni giornalistiche apparse sull’autorevole quotidiano britannico Times, nel prossimo documento integrato di revisione strategica riguardante le Forze Armate, l’intelligence e la politica estera, che sarà ufficialmente pubblicato il prossimo 16 marzo, verrà richiesto che il numero di F-35B per la RAF e per la Royal Navy sia tagliato del 65%, passando da 138 a soli 48 aerei da acquisire entro il 2025. In pratica, non verrebbero acquistati più velivoli dopo i primi 48 già ordinati e i fondi risparmiati verrebbero dirottati per lo sviluppo del futuro sistema di combattimento aereo TEMPEST, nonché verso un sensibile ampliamento della flotta di velivoli a pilotaggio remoto, con un focus sul programma MOSQUITO/LANCA, volto all’acquisizione di UAV gregari/loyal wingmen. Per quanto tale scelta possa trovare parziale spiegazione nella volontà di rimodulare gli stanziamenti in favore di un programma maggiormente dilatato nel tempo e che dovrebbe vedere un ampio coinvolgimento del settore industriale britannico, se confermata rappresenterebbe un rischio notevole in termini di riduzione capacitiva per il Regno Unito nel medio termine, tenuto conto che il TEMPEST non vedrà la luce prima di 15 anni. Nelle anticipazioni, oltretutto, si parla del ritiro anticipato di 24 dei più anziani TYPHOON Tr.1, ritiro inizialmente previsto intorno al 2030 dopo la loro riconversione in velivoli “aggressors” nella fase finale della loro vita operativa. Con un taglio di simili proporzioni alla flotta di F-35B, peraltro, non troverebbe spiegazione la scelta di dotarsi e mantenere le 2 portaerei classe QUEEN ELIZABETH II, a meno che non si voglia limitare l’impiego dell’intera flotta di 48 F-35B ai rischieramenti a bordo di tali unità o alternare le aliquote di LIGHTNING II tra imbarchi su una singola portaerei e schieramenti a terra. Va tenuto presente che una componente imbarcata credibile di F-35B su una singola QE viene stimata in 24 aerei, il che implicherebbe una flotta di 70 aerei, considerando i velivoli in manutenzione o impegnati in attività addestrative e rischieramenti oltremare. Al netto delle suddette anticipazioni, e alla luce di queste ultime considerazioni, si potrebbe dunque ipotizzare un’eventuale riduzione a 80-100 aerei.

anteprima logo RID General Atomics, ecco il successore del REAPER

L’azienda statunitense General Atomics ha pubblicato un secondo rendering, dopo quello dello scorso settembre, riguardante il futuro UAV che verrà proposto come sostituto degli MQ-9 REAPER nell’ambito del programma MQ-NEXT. Dal disegno si evince che il nuovo velivolo – ancora senza una denominazione ufficiale – avrà una classica struttura “tutt’ala”, priva di impennaggi di coda e, secondo quanto comunicato dalla GA, caratterizzata da bassa segnatura radar/IR/acustica, che includerà la schermatura delle prese d’aria. Come il REAPER, sarà un UAV di tipo MALE (medium-altitude, long endurance) caratterizzato da un’elevata flessibilità operativa che gli consentirà di svolgere sia missioni di sorveglianza/ricognizione/acquisizione bersagli, che d’attacco. Secondo i programmi risalenti allo scorso giugno, l’USAF prevede il ritiro dei propri MQ-9 nel 2030. Oltre alla General Atomics, al programma MQ-NEXT partecipano per ora anche Boeing, Kratos, Lockheed Martin e Northrop Grumman.

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