LEONARDO
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Argomento Selezionato: Intelligence
anteprima logo RID Sotto l’inferno, sopra le spie

Sui cieli di Libia continuano a volare velivoli da ricognizione e intelligence americani, una presenza seguita – anche dagli appassionati via web– e ormai nota. Sono più di 2 anni che gli aerei statunitensi decollano da una serie di basi per condurre missioni nello scacchiere libico-tunisino. I turboelica "speciali" Beechcraft KING AIR 350 ER partono da Pantelleria, raggiungono la costa nordafricana e poi rientrano. EP-3 ARIES II e ATR-42-300 si staccano dalla pista di Souda Bay, a Creta, altro punto d’appoggio nel Mediterraneo meridionale. Non meno frequenti le “navette” di un Dornier C-146A del Comando Forze Speciali: trasporta uomini e materiali dalla Germania o dall’Italia verso l’aeroporto di Misurata, la città dove il Pentagono ha creato un avamposto. Washington continua a mantenere un profilo basso nel conflitto, però al momento opportuno gioca le sue carte. Intanto cerca di puntellare le milizie amiche fornendo informazioni su reparti ostili e più in generale osserva lo sviluppo caotico della crisi marcando le posizioni. Quindi, con i voli prosegue nell’individuazione di terroristi jihadisti: i Beechcraft, in coordinamento con attività sul terreno, ricostruiscono “il sentiero di vita” quotidiana dei militanti. Nascondigli, percorsi, abitudini, luoghi di incontro. Dati che sono poi fondamentali per sferrare raid affidati molto spesso agli UAV MQ-9 REAPER basati a Sigonella o, in alternativa, ai cacciabombardieri pesanti F-15 E STRIKE EAGLE in arrivo dalla Gran Bretagna. Il 28 agosto il Pentagono ha condotto uno strike nella località di Bani Walid uccidendo Walid Abu Hreiba, un guerrigliero dello Stato Islamico dal passato importante. Sembra che nel 2013 sia stato coinvolto in una clamorosa rapina in una banca di Sirte, sottraendo decine di milioni in valuta pregiata, quindi è cresciuto di ruolo partecipando alle fasi successive della guerra fino alla temporanea sconfitta della fazione. Rovescio che ha spinto Abu Hreiba a cercare rifugio a Bani Walid dove avrebbe cercato di riorganizzare il network, attività che lo ha tramutato in un “target di alto valore”. Non certo l’unico. Nel 2018 gli Stati Uniti hanno eseguito una mezza dozzina di raid (2 soli in giugno contro membri ISIS e Al Qaeda, ed un altro a fine agosto) mentre durante l’anno precedente sarebbero stati 12.

anteprima logo RID Da Ankara a Berlino: torna il terrore

Giornata di terrore quella di ieri, prima l'assassinio dell'Ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, e poi l'attentato di Berlino. I 2 episodi non sono collegati e le dinamiche sembrano, almeno per il momento, molto diverse. Ad Ankara si è trattato di un episodio mirato e di un'azione messa in atto da un uomo della sicurezza "rinnegato" di fede islamista che ha voluto colpire un obbiettivo preciso ad altissimo carattere politico-strategico. L'Ambasciatore russo si trovava ad una mostra fotografica quando è stato freddato dal poliziotto

anteprima logo RID Ri/morto Belmokhtar

Secondo alcune fonti d'oltreoceano, uno dei leader di Al Qaeda nel Maghreb Islamico - AQMI Mokhtar Belmokhtar sarebbe tra le vittime del raid effettuato da 2 RAFALE C del Armèe de l'Air nella tarda serata dello scorso 14 novembre nei pressi di al-Birak, nel Fezzan, 80 km a nord di Saba. In un primo momento si pensava che l'operazione franco-americana, avvenuta con il fondamentale supporto ISR di un drone RQ-4 GLOBAL HAWK dell'USAF decollato da Sigonella, avesse come obiettivo l'eliminazione di uno dei principali luogotenenti di Belmokhtar in Libia, Abu Talha El Hasnaoui. Sebbene la morte del leader di AQMI sia stata annunciata almeno 3 volte negli ultimi 2 anni, trapela un certo ottimismo sull'esito dell'operazione sia a Parigi che a Washington, ferma restando l'assenza, al momento, di qualsiasi conferma ufficiale. Indipendentemente dall'esito del raid, quello del 14 novembre rappresenta un ulteriore esempio dell'accresciuta collaborazione nella pianificazione di operazioni antiterrorismo e nella condivisione di intelligence tra Francia e Stati Uniti, collaborazione che ha visto un notevole incremento dopo gli attacchi di Parigi dello scorso anno.

anteprima logo RID Militari francesi feriti da drone bomba di IS

Due militari francesi di stanza ad Erbil sono stati gravemente feriti da un drone kamikaze di IS. Lo ha rivelato il quotidiano Le Monde anche se conferme ufficiali ancora non sono arrivate. I militari, appartenenti al CPA-10 - Commando Parachutistes de l'Air (CPA N°10) – dell'Aeronautica Francese erano embedded assieme ad altri colleghi, tra cui anche membri del 1er RPIMa (1er Régiment de Parachutistes d'Infanterie de Marine) dell'Esercito, con i Peshemrga curdi che si battono contro i miliziani dello Stato Islamico nella zona

anteprima logo RID Le operazioni francesi in Libia

La Francia, al di là dello scoop di Le Monde, è presente in Libia da mesi, quasi un anno. Forse più. Inizialmente, la presenza francese ha riguardato soprattutto il Fezzan, dove sono presenti risorse che fanno molto gola a Parigi: uranio, terre rare e oro. Qui operano regolarmente team di ricognizione provenienti dalla FOB Madama (vedi foto) in Niger, uno dei dispositivi sul terreno che dà corpo all'Operazione BARKHANE nel Sahel. Madama è una basa avanzata, posta a crocevia dei traffici tra Niger e Libia, dove operano sia militari nigerini sia 250-300 militari francesi.

anteprima logo RID La minaccia jihadista nei Balcani

Le minacce congiunte di radicalismo religioso di matrice jihadista, arruolamento di foreign fighters e terrorismo sono al centro delle agende di sicurezza soprattutto dei paesi occidentali. Lo spaccato di insicurezza nel Mediterraneo non proviene solo dalle vicende irachena, siriana e libica, ma trova nei Balcani un ulteriore focolaio che la causa jihadista sta alimentando

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