LEONARDO
Viaggi RID
Notizie a cura di RIDlogo RID
anteprima logo RID Consegnata la UNPAV ANGELO CABRINI

Con una cerimonia svoltasi ieri a Porto Lotti, La Spezia, Intermarine ha consegnato alla Marina Militare l’unità d'assalto veloce tipo UNPAV ANGELO CABRINI. Insieme alla gemella TULLIO TEDESCHI, la CABRINI è destinata ad operare in seno al Gruppo Navale Speciale di COMSUBIN per il supporto del Gruppo Operativo Incursori (GOI). Tutti i dettagli su RID 8/19.

anteprima logo RID Il T-X vola verso la CDR

Lo scorso 1° luglio Boeing ha ufficialmente dato inizio al programma di test di volo riguardanti la fase EMD (Engineering Manufacturing Development) per la valutazione dei requisiti operativi del futuro addestratore dell’USAF T-X che andrà a sostituire i vecchi T-38 TALON. Il programma di prove di volo è partito con i primi 2 prototipi designati T-X BTX (matricole N381TX ed N382TX) finanziati dall’azienda e costruiti durante la gara T-X, mentre i test con la versione definitiva del velivolo – finanziato dall’Air Force - verranno eseguiti il prossimo anno, dopo la Critical Design Review prevista entro la fine del 2019. I 2 aerei citati hanno già totalizzato 72 voli complessivi nella fase prove preliminari - il primo dei quali effettuato nel dicembre 2016 e l’ultimo nel dicembre 2018 - precedenti alla fase di valutazione e sviluppo EMD che rappresenta l’ultima fase di test prima dell’avvio della produzione degli apparecchi. Rispetto a tali voli, sui quali sono stati effettuate analisi approfondite fino allo scorso giugno, proprio in vista dell’avvio dei test EMD, i prototipi (che Boeing preferisce designare come “piattaforme pienamente configurate”) sono stati modificati dall’azienda di St. Louis con nuovi sediolini eiettabili ACES 5 della Collins Aerospace, nonché con un nuovo sistema di generazione dell’ossigeno (OBOGS). Non sono stati resi noti dettagli riguardanti la natura o la durata dei voli eseguiti. Il contratto T-X – del valore di 9,2 miliardi di dollari - vinto dal duo Boeing/Saab lo scorso settembre, prevede la consegna all’USAF di 46 simulatori e di almeno 351 aerei, con opzione per altri 125 che potrebbero essere acquisiti nel caso in cui la durata, la qualità e la quantità dei test eseguiti dalla Boeing consentano una riduzione delle prove di volo effettuate direttamente dall’Aeronautica, con conseguente risparmio di fondi che verrebbero indirizzati appunto verso i 125 T-X aggiuntivi. Secondo i programmi, gli aerei verranno assemblati a St. Louis e, per la parte riguardante Saab (sezione posteriore della fusoliera), nel nuovo stabilimento dell’azienda svedese di West Lafayette (Indiana), ad un rateo previsto di 60 apparecchi all’anno. I primi 5 velivoli (e 7 simulatori) dovrebbero essere consegnati alla base texana di Randolph nel 2023 e raggiungere la capacità operativa iniziale per la fine dell’anno seguente.

anteprima logo RID TEMPEST: al RIAT l’annuncio della Svezia?

Secondo indiscrezioni, la Svezia potrebbe annunciare la propria adesione al programma britannico TEMPEST per un caccia di nuova generazione nel corso del Royal International Air Tattoo (RIAT), che si svolgerà dal 19 luglio presso la base della RAF di Fairford. Saab porterebbe nell'iniziativa la propria storica esperienza con i caccia leggeri, ma anche una serie non trascurabile di competenze in campo avionico. Senz’altro ci sarà molto da lavorare sui requisiti, ricordando, appunto, la tradizione costruttiva svedese per caccia leggeri, capaci pure di operare da tronchi autostradali, e pure sull’export, con la legislazione in materia del Paese scandinavo molto più restrittiva. Non dimentichiamo a tal proposito la posizione detenuta da BAE Systems in Arabia Saudita grazie alle forniture di TORNADO ed Eurofighter TYPHOON. Qualora ci fosse veramente questo annuncio, tra i grandi Paesi europei produttori di velivoli da combattimento resterebbe pertanto solo l’Italia a dover scegliere tra FCAS e TEMPEST.

anteprima logo RID L’Esercito Francese riceve i primi blindati GRIFFON

Il Ministro della Difesa francese, Florence Parly, ha presenziato il 4 luglio scorso alla consegna nall’Esercito Francese dei primi 6 VBMR (Véhicule Blindé Multi-Rôle) GRIFFON presso lo stabilimento NEXTER di Satory. Il GRIFFON è un APC ruotato 6x6 da 25 t. Essendo derivato dalla meccanica di base di un camion tattico ad alta mobilità, ha motore frontale, ampia cabina vetrata e compartimento truppe posteriore. Trasporta una squadra di 8 fanti equipaggiati, più 2 uomini di equipaggio, ed è armato con una Remote Weapon Station HORNET sviluppata da Arquus ed armata di mitragliatrice da 12,7 mm, oppure di MAG 58 da 7,62 mm o di lanciagranate automatico da 40 mm. La HORNET è prodotta in 3 diverse varianti, destinate rispettivamente ai 3 nuovi veicoli al centro della modernizzazione dell’Esercito Francese: JAGUAR, GRIFFON e SERVAL. GRIFFON e JAGUAR, pensati fin dall’inizio per operare a stretto contatto, soprattutto nelle 2 brigate “medie” dell’Armee de Terre, hanno un’elevata comunanza di parti meccaniche. Il GRIFFON è destinato a rimpiazzare la maggior parte degli oltre 2.600 VAB (Véhicule de l’Avant Blindé) attualmente in uso, con i veicoli rimanenti destinati ad essere sostituiti dal VBMR Leger 4x4, attualmente in sviluppo e battezzato SERVAL. La produzione del SERVAL potrebbe poi essere estesa per rimpiazzare anche i VBL. Il GRIFFON al momento è in produzione in 4 varianti principali: APC, posto comando, ambulanza e direzione tiro d’artiglieria, ma altre varianti si aggiungeranno, fra cui un porta-mortaio con arma da 120 mm, veicolo del genio e veicolo di recupero. La variante APC è prodotta comunque in sotto-varianti che si differenziano per equipaggiamento e sistemazioni interne: il veicolo per la sezione di fanteria è pensato per essere compatibile con l’equipaggiamento FELIN; una sotto-variante è pensata per i team mortaio da 81 mm, una per i tiratori scelti ed una per il trasporto dei team missili anticarro MMP. Thales è responsabile dell’elettronica di bordo. Il GRIFFON è una componente fondamentale del programma di modernizzazione e digitalizzazione SCORPION (Synergie du contact renforcée par la polyvalence et l'infovalorisation). Ulteriori dettagli su RID 8/19.

anteprima logo RID Alpini: training con i colleghi omaniti

Alpini e fanti omaniti insieme per SUN MOUNTAIN, esercitazione che ha visto aliquote del Royal Army of Oman cimentarsi sulle cime abruzzesi con le Penne Nere del 9° Alpini della Brigata TAURINENSE. Accordi e scambi fra Repubblica Italiana e Oman non sono nuovi e, fra i memorandum sottoscritti da Roma e Mascate, uno (firmato a Roma il 23 marzo 2004) riguarda proprio la Difesa. Tre anni fa, inoltre, l’allora Ministro Roberta Pinotti si è recata in Oman per seguire da vicino l’esercitazione SUN MOUNTAIN 2016, svoltasi con la partecipazione di 120 militari dell’Esercito Italiano e che ha anche permesso agli Omaniti “di familiarizzare con mezzi ed equipaggiamenti di produzione nazionale” come si legge in una nota (difesa.it - 22 settembre 2016). Dunque, se da un lato esercitazioni bilaterali si susseguono già da qualche tempo, dall’altro è forse mancata l’opportunità di guardare da vicino come esse avvengano. Occasione che RID ha avuto nell’ultima settimana di giugno, vivendo le fasi salienti di SUN MOUNTAIN 2019. Il sole batte caldo sulla montagna aquilana e sotto gli equipaggiamenti la pelle suda e mantenere la concentrazione diventa difficile. Il film (“argomento” dell’esercitazione) ha al centro un hub avversario che cerca di destabilizzare il territorio in cui si opera. Il “nemico” occupa 2 aree: Monte Stabiata e l’anfiteatro naturale di Monticchio, entrambe località non distanti da L’Aquila. “Partiti appiedati dalla Caserma (Pasquali, nda) hanno svolto attività di pattuglia notturna e diurna, con osservazione, attacco e neutralizzazione dell’obiettivo. L’obiettivo era un team con funzione OPFOR (Opposing Force), cioè componente militare che ha compito di rappresentare il ‘nemico’ e della quale hanno fatto parte il plotone fucilieri della fanteria alpina, aliquote del Royal Oman Army e istruttori” spiega il Maresciallo Capo Agostina Pischedda, descrivendo ciò che è avvenuto fra domenica e lunedì sulle cime dello Stabiata. Qualcosa di unico nel vero senso della parola: l’assoluto realismo permette di muoversi, operare, reagire al fuoco in un contesto di stress per la notte trascorsa fra marcia e bivacco, per il clima (freddo nelle ore notturne, caldo asfissiante già di prima mattina), per il rumore delle piccole cariche e per l’ingombrante protezione. Già, perché si “tira” a munizione marcante, sorta di paintball evoluto che, se raggiunge parti scoperte, può lasciare lividi. E siccome la sicurezza è un chiodo fisso per l’Esercito testa, volto, braccia, addome e ventre molle sono rigorosamente protetti, anche a costo della sauna. La marcante è un’eccezionale strumento di formazione, semplice nell’uso ma imbattibile in addestramento. Un vero e proprio proiettile, dello stesso peso di quelli “reali”, compatibile con le armi di reparto opportunamente riadattate per lo scopo che, considerato il contesto nostrano, sono la mitragliatrice di squadra FN MINIMI e il fucile d’assalto Beretta ARX 160. Nei giorni di SUN MOUNTAIN non manca, tuttavia, di scorgere il celebre Steyr AUG A1 posto sopra la caratteristica Desert DPM (Disruptive Pattern Material) con i toni tendenti al rosso. Caratteristica perché il profondo legame, storico, con l’Inghilterra ha spinto nel corso degli anni Mascate a dotarsi di equipaggiamento made in England. Dal canto suo Londra, in virtù di un accordo stipulato nel 1958, provvede a seguire e a formare le locali Forze Armate (circa 100.000 unità, delle quali 25.000 delle Forze Terrestri). Vincoli decennali che, tuttavia, non impediscono al Royal Oman Army di intrattenere relazioni con altri eserciti occidentali: Italia, Stati Uniti e Francia. Torniamo a SUN MOUNTAIN. Giorno X dell’esercitazione; è il 27 giugno e tutto ciò che è stato appreso verrà messo in campo, testando l’operabilità dei militari dei due eserciti. E’ un momento delicato e importante, quindi trovarsi nel bel mezzo dello scontro aiuta ad avere una visuale a 360 gradi degli eventi. A differenza dello Stabiata a Monticchio si “scende”. La discesa dalla quota è il centro dell’azione che si articola in team di rocciatori che si calano per recuperare ostaggi e plotoni che scendono all’ “australiana” ovvero di corsa, agganciati a funi e facendo fuoco con l’arma in dotazione (i già citati ARX e Steyr). “Vertical warfare”: la verticalità della montagna è scuola per truppe che devono imparare a destreggiarsi in un ambiente duro e faticoso. Salire senza farsi notare, sotto il peso di equipaggiamento e arma, per poi lanciarsi verso il basso in una corsa durante la quale l’occhio sta attento agli speroni insidiosi e al pericolo rappresentato dal nemico di fronte. Che spara. Il film “racconta” una forza ostile concentrata nell’avvallamento, circondata e neutralizzata dai plotoni misti italo-omaniti che, liberatisi dell’imbrago, raggiungono rapidamente il campo avversario. “Busto in avanti e affidatevi alla corda, che non vi molla” ricorda l’istruttore di roccia ai discesisti “australiani”, aggiungendo che il rischio di caduta “c’è se rimanete dritti e se non vi concentrate nella discesa”. Poco più in là il Comandante del 9° Colonnello Paolo Sandri, il Comandante della Brigata TAURINENSE Generale Davide Scalabrin e un alto ufficiale omanita seguono le operazioni da un palco allestito poco distante.

anteprima logo RID F-35 italiani, inglesi ed americani insieme ad Amendola

 

Il 2 luglio RID ha avuto la possibilità di seguire da vicino una serie di esercitazioni congiunte tra F-35 italiani

  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>