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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID Il Belgio formalmente nel programma F-35

Con il pagamento di una prima tranche da 22,9 milioni di dollari, il Belgio è entrato formalmente nel programma F-35. Il Paese ha come noto ordinato 34 F-35A, ad un costo complessivo di 5,1 miliardi di dollari, con l’avvio delle consegne previsto nel 2023.

anteprima logo RID Sciami di droni, la RAF crea unità sperimentale

La RAF ha ufficialmente lanciato un’unità sperimentale per valutare l’impiego di sciami di droni riattivando il 216 Squadron sulla base di Waddington nel Lincolnshire. Secondo i piani del MoD, l’unità, che a causa dell’emergenza COVID19 verrà al momento gestita con un’aliquota ridotta di personale, dovrà mettere a punto il concetto operativo entro il mese di luglio, dopodichè si inizierà a schierare una prima tranche di capacità presumibilmente basata su sistemi esistenti. I sistemi saranno coordinati da un cervello di AI dialogando attraverso una rete tattica.

anteprima logo RID Raytheon fuori dal PRECISION STRIKE MISSILE

Raytheon è uscita dal programma dell’US Army Precision Strike Missile (PRSM) dopo che l’azienda non era riuscita a completare un test di volo entro la deadline del 20 febbraio scorso. L’US Army non ha fornito ulteriori fondi all’azienda, che ha incontrato alcune difficoltà tecniche con la sua proposta, dal nome DEEPSTRIKE, ed ha di conseguenza preferito ritirarsi. A questo punto il programma prosegue solo con Lockheed Martin. La budget request per il Fiscal Year 2021 include 49,9 milioni di dollari per l'acquisizione di un primo lotto di 30 missili in configurazione base, con l’intenzione di ordinarne 110 già nel 2022, 178 nel 2023 e poi ben 350 nel 2024 e nel 2025. Per quanto riguarda Lockheed Martin, questa ha condotto con successo il 10 marzo scorso il secondo lancio test del suo missile per il requisito Precision Strike Missile (PRSM) dell’US Army. L’arma è destinata a rimpiazzare l’ATACMS. Rispetto a quest’ultimo, il nuovo missile è più snello e 2 munizioni sono contenute in un lanciatore standard per l’M142 HIMARS (pod singolo) e per il cingolato M270A2 (2 pod per complessivi 4 missili pronti al fuoco). La gittata è stata finora indicata come appena inferiore ai 500 Km, soglia limite per il trattato INF, ma con l’abbandono di quello storico accordo la ricerca di raggi d’azione molto superiori appare scontata. Per il momento, comunque, l’US Army non modificherà i requisiti di base poiché la sua priorità è immettere in servizio il nuovo missile, nella sua configurazione di base, entro il 2023. Il primo lancio risale al 10 dicembre 2019, ed entrambi sono stati effettuati al Poligono di White Sands, nel New Mexico. Lockheed ha in programma un altro test per il 30 aprile.

anteprima logo RID Marines, via alla rivoluzione

I primi dettagli del piano di ristrutturazione del Corpo dei Marines, fortemente voluto dal Comandante, Generale David H. Berger, sono stati annunciati e danno una chiara testimonianza di quanto a fondo andranno i tagli necessari a finanziare i nuovi concetti operativi e i sistemi ad essi collegati. Nel prossimo decennio la componente regolare dell’USMC andrebbe a privarsi di tutti i suoi carri armati M1A1 ABRAMS oltre che, presumibilmente, della totalità dei veicoli supporto ad essi collegati, dal’Armored Bridge Launcher Vehicle (su scafo M60) al veicolo recupero M88A2 HERCULES passando anche per l’M1150 SHREDDER, il veicolo da sfondamento ostacoli e campi minati derivato dall’M1. In tutto sparirebbero 7 compagnie di MBT, visto che già negli anni scorsi l’USMC aveva sciolto metà delle compagnie del 2nd Tank Battalion di Camp Lejune, North Carolina. Spariranno anche le Bridge Companies, le compagnie di genieri specializzati nella costruzione di Medium Girder Bridges e ponti a nastro e pontone, indispensabili al traffico pesante. Pagheranno un prezzo salato anche le batterie di artiglieria a tubo, che andranno quasi a sparire, calando da 21 a solo 5. Di contro, le batterie di razzi e missili, oggi rappresentate da 7 compagnie su M142 HIMARS, aumenteranno a 21. Proprio le batterie missili sono le grandi vincitrici nella visione del Generale Berger e del suo staff, che le vedono come cuore delle capacità offensive distribuite del nuovo corpo dei Marines. Più importanti persino della componente aerea, che vedrà riduzioni importanti: gli attuali 7 squadroni di elicotteri d’attacco (AH-1) caleranno a 5; gli squadroni elicotteri pesanti (CH-53E ed, in futuro, CH-53K) da 8 a 5. Saranno sciolti anche 3 dei 17 squadroni equipaggiati con i convertiplani MV-22 OSPREY. Non si salveranno del tutto neppure gli squadroni da combattimento ad ala fissa, poiché tutti e 18 sopravvivranno, ma saranno tutti dimensionati a 10 velivoli ciascuno. Finora il piano dell’USMC era di arrivare a schierare, una volta rimpiazzati tutti gli HARRIER e gli HORNET, 9 squadroni da 16 F-35B ciascuno, 5 squadroni da 10 F-35B ciascuno e 4 squadroni da 10 F-35C, più le flotte destinate all’addestramento. Questo cambio di piani suggerisce un taglio di 54 apparecchi, tutti del tipo F-35B, ma bisognerà attendere ulteriori dettagli prima di poter avere certezze. Sarà raddoppiato il numero di squadroni equipaggiati con velivoli senza pilota, da 3 a 6, e aumentato di 1 il totale degli Sqn su C-130J, da 3 a 4. Anche la fanteria vedrà tagli e riorganizzazioni: da 24 battaglioni si scenderà a 21, e ogni battaglione sarà ridotto di circa il 15% rispetto alla forza attuale di 850 elementi. Questa riduzione sarà accompagnata anche dalla riduzione da 6 a 4 delle compagnie di veicoli anfibi d’assalto, con conseguente ridimensionamento per il piano d’acquisizione degli 8x8 ACV di Iveco e BAE Systems. La forza del Corpo dei Marines sarà complessivamente ridotta di circa 12.000 unità, un trend al ribasso avviato già con un taglio di 2.300 unità (calando a 184.100 totali) con la budget request per il 2021, che però è ancora nel suo iter di revisione e approvazione da parte del Congresso e potrebbe quindi essere modificata. Non si fa mistero poi del focus sull’Oceano Pacifico e sugli arcipelaghi del Sudest asiatico: la III Marine Expeditionary Force (MEF) sarà quindi la principale componente combattente e sarà modernizzata con la creazione di 3 Marine Littoral Regiments per operazioni di Sea Control e contro-Sea Denial ad alta intensità. Rimarranno 3 Marine Expeditionary Units (MEU) per proiezioni di potenza globale grazie a gruppi navali più eterogenei che in passato, superando il consueto modello “tripartito su 1 LHD, 1 LPD, 1 LSD” in favore di raggruppamenti di unità che potranno includere anche Expeditionary Sea Bases (ESB) e catamarani veloci Expeditionary Fast Transport (EFT), oltre ad altri tipi di naviglio in fase di studio. L’acquisizione di più piccole, più numerose e spendibili unità anfibie è una priorità, insieme all’acquisizione di capacità unmanned avanzate, potenziamento delle capacità EW e di Strike a lungo raggio oltre che di forward basing, inclusi gli aeroporti expeditionary da allestire su isole catturate (EAB, Expeditionary Advanced Base) e da impiegare per distribuire elementi aerei su un’ampia zona, riducendo la vulnerabilità nei confronti della minaccia missilistica a lungo raggio avversaria. Se ora si comincia ad avere un’idea chiara dei tagli, tuttavia, altrettanto non si può ancora dire per le nuove acquisizioni. Ancora da chiarire anche l’impatto che questo piano avrà sui reparti della Riserva.

anteprima logo RID Kaliningrad, la Russia schiererà nuovo radar OTH

La Russia sarebbe in procinto di schierare un nuovo radar early warning a lungo raggio 29B6 KONTAINER nell’enclave di Kaliningrad, dopo che un altro sistema simile era divenuto operativo lo scorso dicembre in Mordovia (nei pressi di Kovylkino, nella regione del Volga), mentre 2 ulteriori KONTAINER dovrebbero essere rischierati a copertura dell’area Artica entro la fine dell’anno. Come tutti i radar “over-the -horizon”, il sistema permette di superare il limite dei radar tradizionali, costituito dalla curvatura terrestre, illuminando il bersaglio tramite il rimbalzo sui primi 2 strati della ionosfera del segnale proveniente dalle antenne trasmittenti, e ricevendo l’eco di ritorno con delle antenne riceventi. Il KONTAINER, infatti, è costituito da 2 schiere di antenne separate: quelle trasmittenti, costituite da 36 mast distribuiti su una lunghezza di 440 m; quelle riceventi, formate da 3 sezioni di 144 mast alti 34 m e schierati su una lunghezza complessiva di 1,3 km. Solitamente, le 2 schiere di antenne sono separate da centinaia di chilometri (300 km nel caso del sito di Kovylkino). Teoricamente, il radar KONTAINER di Kaliningrad dovrebbe incrementare fino a 100 km di altitudine e a 3.000 km di distanza la capacità di scoperta di minacce aeree – inclusi velivoli a bassa osservabilità o missili cruise ed ipersonici - provenienti dal fronte europeo/baltico. Secondo le fonti russe, infatti, il radar dovrebbe garantire il monitoraggio dell’intero continente europeo, Gran Bretagna inclusa. Ciò rappresenterebbe un sensibile miglioramento nelle capacità degli attuali sistemi antiaerei e anti missile a lungo raggio S-400 TRIUMPH - 4 battaglioni dei quali sono già presenti nell’exclave di Kaliningrad - permettendo l’utilizzo nuovo missile a lunga gittata (400 km) 40N6 a guida radar attiva la cui entrata in servizio è stata più volte ritardata da problemi relativi al seeker che, però, parrebbero, adesso risolti.

anteprima logo RID La Germania rinnova l'embargo all'Arabia Saudita

Secondo indiscrezioni di stampa locali, la Germania ha deciso di estendere l'embargo sulle armi all'Arabia Saudita fino al 31 dicembre 2020. Il blocco sarebbe così rinnovato per la terza volta. L'embargo, fortemente voluto dal Parlamento tedesco, è dovuto al coinvolgimento di Riad nel conflitto in Yemen ed al caso Kashoggi, il giornalista saudita dissidente assassinato e fatto a pezzi nel consolato di Riad a Istanbul il 2 ottobre 2018.

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