LEONARDO
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Argomento Selezionato: Geopolitica
anteprima logo RID Il mini califfato dell’Eufrate

Lo Stato Islamico è chiuso in un angolo della Siria, nella valle dell’Eufrate, verso il confine con l’Iraq. Ma da questo angolo esce e colpisce con la tecnica che conosce meglio

anteprima logo RID Cosa sta succedendo a Idlib?

Situata nel versante nordovest siriano, la regione di Idlib, al confine con la Turchia, è l'ultima roccaforte dell'opposizione armata al regime di Assad.

anteprima logo RID I missili di Hezbollah sempre più precisi

Il segretario dell’Hezbollah libanese, Hassan Nasrallah, ha dichiarato che il movimento ha migliorato costantemente la precisione dei suoi razzi e missili.

anteprima logo RID L’esercitazione russa nel Mediterraneo

Nel quadro della recente esclation fra USA e Russia innescata dall’incombente campagna di Idlib, la Marina di Mosca ha attivato nel Mediterraneo centro-orientale un inconsueto schieramento di mezzi, destinato ad una complessa esercitazione aeronavale che terminerà l’8 settembre. Questo dispositivo aeronavale, il maggiore visto dal 2015, data di inizio della campagna siriana di Mosca, è incentrato (tra l’altro) sull’incrociatore missilistico classe SLAVA MARSHAL USTINOV e sul caccia classe UDALOY SEVEROMORSK, più le fregate classe ADMIRAL GRIGOROVICH ADMIRAL ESSEN e ADMIRAL GRIGOROVICH, classe Neustrashimy YAROSLAV MUDRY, e 2 sottomarini classe KILO/VARSHAVYANKA (KOLPINO e VELIKIY NOVGOROD), oltre a naviglio minore e di appoggio. Partecipano anche mezzi aerei ed in particolare bomardieri strategici Tu-160, aerei da pattugliamento marittimo e ASW Tu-142MK ed Il-38, nonché caccia pesanti multiruolo Su-33 e Su-30M. Ciò che merita attenzione, forse anche più dello schieramento in sè, sono le aree prescelte per l’esercitazione. Sono infatti facilmente riconoscibili dalle mappe delle esercitazioni (NAVTEX e NOTAM) le aree di principale interesse di ENI e TOTAL, sia a Cipro che in Egitto. Fra queste i BLOCKS 6 e 11 di Cipro, ove ENI e TOTAL hanno accordi di sviluppo in JV, ed il bacino egiziano di SHOROUK, nel quale sono localizzati i 2 super giacimenti di NOUR e ZOHR, entrambi sviluppati da ENI. Proprio in località SHOROUK si nota dall’immagine in NOTAM che la nave SAIPEM 10000 sta operando attività di esplorazione del giacimento NOUR. NOUR è oggi il maggior giacimento del Mediterraneo, con riserve accertate pari a 2,55 Tcm, 3 volte il già ricchissimo giacimento di ZOHR.  ENI investirà altri 3 miliardi di dollari in Egitto, oltre agli 8,4 già investiti, diventando sempre più riferimento nel mercato energetico dell'EastMed, grazie anche alla posizione leader a Cipro ed in Libano. Altre aree di esercitazione di particolare interesse sono visibili al largo delle coste libiche, nei pressi di Bengasi e ad ovest di Creta. Va notato che lo sfruttamento delle ingenti risorse di gas sottomarine sviluppato dalle 2 aziende europee renderebbe l’Unione Europea meno dipendente dalle forniture russe e da eventuali condizionamenti politici legati alla “diplomazia del gas”.

anteprima logo RID Quale sicurezza per Balcani e Mediterraneo centro-orientale?

Con la recente rielezione del Presidente turco Recep Tayyip Erdo?an, coronata dalla maggioranza assoluta in parlamento ottenuta dalla coalizione di riferimento fra i Partiti AKP e MHP dell’ultranazionalista Devlet Bahceli, si rafforzano i timori di instabilità nel bacino del Mediterraneo centro orientale e della penisola balcanica, da sempre una delle aree di riferimento per la sicurezza e lo sviluppo italiano.

anteprima logo RID Le minacce di Trump e il burden sharing

Secondo alcune agenzie di stampa, il Presidente Trump avrebbe minacciato di far uscire gli USA dalla NATO se gli alleati non spendono di più per la Difesa. Fonti NATO hanno smentito pur confermando i toni duri di Trump durante la seconda giornata del Summit NATO. Da giorni, del resto, il Presidente americano si scaglia contro gli alleati, accusati di "free riding", e, soprattutto, contro la Germania, sentita come un pericoloso concorrente commerciale da ridimensionare. Al di là della conferma o meno della minaccia di Trump, l'atteggiamento del Presidente ci sembra controproducente e potrebbe innescare, da un lato, fenomeni sempre più spinti di aggregazione militare in Europa e, dall'altro, incentivare gli stati revisionisti a cambiare le architetture di sicurezza in altri scacchieri regionali.

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