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anteprima logo RID Escalation in Libia: che fa l’Italia?

Dopo la dura batosta subita dalle forze di Haftar a Gharyan, strategica cittadina dalla quale era partita l’offensiva del Generale

anteprima logo RID Incidente sul sottomarino speciale russo LOSHARIK

Quattordici sommergibilisti russi sono morti in un incendio a bordo di uno dei sottomarini speciali, assegnati al 29th Special Submarine Squadron basato ad Olenya Bay

anteprima logo RID Le unità navali di superficie senza pilota

Uno dei temi di grande attualità nel settore marittimo, assieme ai provvedimenti per la riduzione dell’inquinamento e la decarbonizzazione

anteprima logo RID L’uso dei tunnel a fini militari e criminali

Medio Oriente, Messico, Corea del Nord, Kashmir sono solo alcuni punti sulla mappa dove in questo momento c’è qualcuno che sta scavando una galleria per fini militari o criminali. Regimi, eserciti, insorti,

anteprima logo RID Il budget del Pentagono fra Senato e Camera

Il Senato vota per 750 miliardi, in linea con Trump. Alla Camera, i Dem fissano limite a 733.

anteprima logo RID L’Aeronautica Indonesiana

Una popolazione di oltre 260 milioni di abitanti, suddivisa in 300 gruppi etnici che parlano 742 tra dialetti e lingue diversi. Una superficie di 1 milione e 900.000 km2, suddivisa in 18.307 isole, solo per il 15% abitate, e concentrata in 5 aree principali: Giava, Sumatra, Borneo centro-meridionale, Nuova Guinea e Sulawesi. Un territorio regolarmente devastato da catastrofi climatiche e geologiche (l’ultima, lo tsunami che il 28 settembre 2018 ha provocato migliaia di vittime a Sulawesi), ma che contiene nella sua pancia grandi risorse naturali, compresi vasti giacimenti di gas e idrocarburi, oltre alla più grande miniera d’oro del mondo, e alla seconda classificata per quanto riguarda il rame. Un Paese nato da una lunga guerra di indipendenza contro la potenza coloniale olandese (1945-1949), e che sino al 1999 ha registrato ben pochi anni privi di eventi bellici. Legati a conflitti interni, sino al sanguinoso putch anticomunista del 1965-1966 (ma l’insurrezione scoppiata a Papua nel 1963 prosegue tutt’ora, benché a bassissima intensità), seguito dall’ascesa al potere del trentennale regime guidato sino al 1998 dal Generale Suharto. O a pericolosi conflitti esterni: la mini-guerra con l’Olanda per la Guinea Occidentale nel 1961-1962, la Konfrontasi con la Malaysia nel 1962-1966, e l’invasione nel 1975 di Timor Est, appena abbandonata dal Portogallo, trasformatasi in un “Vietnam” protrattosi sino al 1999, creando crescenti difficoltà politiche ed economiche all’Indonesia, e rinfocolando inoltre i movimenti separatisti di Papua e Aceh. Il tutto, mentre il Governo neutralista e internazionalista di Sukarno, il padre dell’indipendenza poi destituito nel 1967, partecipava sin dal 1956 a diverse missioni di pace ONU con i cosiddetti “contingenti GARUDA”, impiegati dal Congo al Sinai, dal Vietnam alla Namibia, e dagli anni ’90 in Somalia, ex Jugoslavia, Liberia, Sudan e Libano. Basterebbe questa breve analisi della “scheda” geopolitica e militare dell’Indonesia, cui vanno aggiunti un fronte interno molto caldo apertosi con la “Guerra al terrorismo” post-11 settembre, e i contenziosi territoriali e marittimi tuttora aperti con Malesia, Filippine e – soprattutto – Cina, anche nel sempre più ribollente Mar Cinese meridionale, per dare un’idea del compito che investe le Forze Armate indonesiane. E con la sua Aeronautica, la Tentara Nasional Indonesia Angkatan Udara (TNI-AU), a fare da supporto e moltiplicatore di forze per gli assetti terrestri e navali. Una forza aerea creata nel 1946, nel pieno della lotta indipendentista, e passata dagli aerei abbandonati dai Nipponici come rottami, al materiale di origine occidentale (compresi i primi jet VAMPIRE operativi dal 1956), a quello ceduto dall’URSS dopo la svolta a sinistra di Sukarno. Il colpo di stato militare del 1965 riavvicinò però l’Indonesia all’Occidente, e nel giro di pochi anni centinaia di aerei ed elicotteri forniti da Mosca furono costretti a terra dalla mancanza di supporto e parti di ricambio. Tuttavia, come poi vedremo, negli ultimi 20 anni Giacarta è tornata a diversificare le fonti di approvvigionamento della TNI-AU, affiancando ai velivoli americani, francesi e inglesi acquistati dagli anni ’70, moderno materiale russo e cinese.

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