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anteprima logo RID L’India riceve il primo RAFALE

Con una cerimonia svoltasi presso lo stabilimento Dassault di  Bordeaux-Mérignac, la Difesa indiana ha preso in consegna il primo dei 36 caccia RAFALE ordinati nel 2016. Il velivolo resterà in Francia fino a metà del prossimo anno per consentire la formazione dei primi istruttori indiani. Tutti i dettagli su RID 11/19.

anteprima logo RID F-35, ricominciamo…

E’ proprio il caso di citare una nota canzone...e così il dibattito sull’F-35, dopo mesi di silenzio, ricomincia. Senza nessuna vera novità, e con il solito corredo di banalità, tipo “meno F-35, e più scuole ed ospedali”, ma, ben peggio, con il corredo di “non partecipiamo ad operazioni militari, ma solo ad operazioni di pace, ergo compriamone pure meno”. Francamente, ce ne chiamiamo volentieri fuori perché dalle nostre parti si fa solo analisi empirica. Ma l’analisi empirica ci dice che un ridimensionamento del programma avrebbe conseguenze industriali rilevanti, con meno ali prodotte per Leonardo ed un appeal minore per quei Paesi che avrebbero ancora voglia di venire a Cameri a produrre i loro aerei. E poi ci sarebbero le conseguenze operative sullo strumento Difesa nel suo complesso. Guardiamoci intorno. Oggi l’alternativa non è più tra scenari asimmetrici e scenari “leggermente” ibridi, ma tra scenari ibridi e scenari convenzionali. La deterrenza è tornata a giocare un ruolo di primo piano, mentre non possono essere esclusi neppure casi di conflitti tra pari, seppur circoscritti. Gli Stati Maggiori lo sanno e stanno rivedendo dottrina e pianificazione di conseguenza, mettendo l’accento su operazioni distribuite e multi-dominio. Ebbene, l’F-35, tolto l’F-22, tra i caccia è quello che più di ogni altro può operare al meglio in questi scenari – scenari in cui il contrasto militare aumenta ed in cui anche l’ultimo guerrigliero – proxi magari di qualche potenza statale… - dispone di sistemi d’arma avanzati. La rivoluzione tecnologica del resto c’è stata per tutti, e certi processi hanno ormai una diffusione ampia ed orizzontale: Siria, Yemen, Libano, sono lì a dimostrarlo. Ecco perché l’F-35 è importante: perchè ti garantisce superiorità informativa e versatilità operativa. Ti permette di vedere prima e di colpire prima, e di coordinare e sorvegliare il campo di battaglia. E’, insomma, un moltiplicatore indispensabile per i futuri scenari multi-dominio. E’ ben saperlo, prima di farsi prendere da frenesie e compiere decisioni affrettate.

anteprima logo RID Un bomba planante per l’UAV MQ-1C GRAY EAGLE

Lo United States Army Special Operations Aviation Command (ARSOAC), insieme allo United States Special Operations Command (USSOCOM), ha effettuato una serie di test della bomba planante Dynetics GBU-69/B Small Glide Munitions (SGMs) da un UAV tipo MALE MQ-1C GRAY EAGLE Extended Range (GE-ER). La campagna è stata svolta presso la US Naval Air Weapons Station China Lake ed ha segnato la prima volta che l’ordigno è stato rilasciato da un velivolo non pilotato. La GBU-69/B SGM ha un peso di 27,2 kg, un diametro di 11,4 cm ed un’apertura alare di 71,1 cm. Il sistema di guida combina un ricevitore GPS con modulo anti-spoofing ed un seeker SAL ad apertura distribuita derivato da quello del razzo guidato BAE Systems APKWS. L’arma è dotata di una testata da 16,3 kg, capace di detonate sia ad impatto sia in modalità “air-burst”, ed un kit aerodinamico comprendente delle alette ripiegabili collocate a metà della cellula e 3 superfici di controllo in lattice in coda per la stabilizzazione. Ulteriori dettagli su RID 11/19.

anteprima logo RID Marina Saudita, via alla costruzione delle nuove corvette AVANTE-2200

L’Arabia Saudita ha dato il via al primo atto concreto del Saudi Naval Expansion Program-2 (SNEP II), del valore complessivo stimato in 20 miliardi di dollari. Il 4 ottobre, infatti, col taglio della prima lamiera nel cantiere di Cadice, sono iniziati i lavori sulla capoclasse delle 5 corvette tipo AVANTE-2200, una variante delle unità già realizzate per il Venezuela da Navantia, che per il programma saudita ha stretto una joint venture con Saudi Arabian Military Industries (SAMI). Un mese fa era stato firmato un primo contratto da 900 milioni di euro (la metà del valore dell’intero programma) per fornitura, installazione e integrazione dei sistemi; le unità saranno costruite in Spagna, ma parte degli interventi successivi verrà effettuata in Arabia Saudita, il cui Governo punta a realizzare localmente entro il 2030 il 50% degli equipaggiamenti necessari alla Difesa. Le nuove unità saranno consegnate nel 2022-2023, e si presentano come grandi corvette lunghe quasi 100 m e con un dislocamento di 2.500 t, avanzata architettura stealth, e una sofisticata panoplia di armi e sensori, comprendente cannone SR da 76/62 mm di Leonardo, 8 lanciatori per missili antinave HARPOON Block-2, un modulo VLS a 16 celle per missili RIM-162 ESSM, radar multifunzione, sonar, 2 impianti trinati lanciasiluri ASW, ed elicottero, supportato da hangar e ponte di volo. Il rinnovamento passa infatti anche attraverso l’acquisizione, già avviata, di 14 elicotteri MH-60R SEAHAWK ottimizzati per la lotta antisom e controsuperficie (cui potrebbero aggiungersi 6 aerei P-8A POSEIDON), oltre a decine di motovedette e 2 guardacoste da 60 m di costruzione tedesca e francese, e 4 fregate tipo Multi-Mission Surface Combatant Ships (MMSC), versione customizzata e più performante – e armata con cannoni Leonardo da 76/62 mm – delle LCS FREEDOM coprodotte da Fincantieri, mentre resta nel limbo il contratto per 3 FAC tipo COMBATTANTE FS56. Ricordiamo che la Marina Saudita ha l’esigenza di sostituire 4 fregate, 4 corvette e 9 FAC costruite nei primi anni ’80, e in prospettiva, 2 rifornitori di squadra e 3 cacciamine di poco più recenti, senza contare le crescenti necessità logistiche, anfibie, e le vecchie ambizioni relative ai sottomarini.

anteprima logo RID La Corea del Nord testa nuovo SLBM

La Corea del Nord ha testato un nuovo missile balistico lanciabile da sottomarino (SLBM, Submarine Launched Ballistic Missile)

anteprima logo RID Il sito AEGIS di Redzikowo prossimo al completamento

I lavori presso la Naval Support Facility di difesa antibalistica terrestre AEGIS Ashore di Redzikowo (Polonia nordoccidentale) si avviano alla fase di completamento, con il sito che dovrebbe essere operativo a partire dall’ultimo trimestre del 2020, con un ritardo di 2 anni rispetto ai programmi.

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