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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Il CAVOUR in navigazione verso l’America

La portaerei CAVOUR ha iniziato la traversata atlantica ed è in navigazione alla volta di Norfolk, negli Stati Uniti. Una volta negli USA, in una prima fase, la nave imbarcherà 2 F-35 strumentati della Integrated Test Force (ITF), della NAS Patuxent River, per valutare ed acquisire la compatibilità e l’integrazione del velivolo con la nave stessa. In una seconda fase, invece, verranno imbarcati i primi 2 F-35 della MM di stanza a Beaufort per acquisire la certificazione per operare con il velivolo. In questo caso, il CAVOUR opererà con un Carri Strike Group della Seconda Flotta dell’US Navy. L’unità, con il suo equipaggio ed il suo Comandante, è stata salutata alla partenza dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, accompagnato dal Generale Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa, dall’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Capo di Stato Maggiore della Marina, e dall’Ammiraglio Paolo Treu, Comandante in Capo della Squadra Navale. Il Ministro ha rilasciato parole molto importanti a proposito di questa attività affermando che“si tratta certamente di un’attività di natura tecnico-operativa, ma con risvolti importanti sul piano strategico-militare per la Difesa e per il Paese nel panorama internazionale. L’Italia, infatti, diventerà uno dei pochi Paesi al mondo, insieme a Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone, a poter esprimere una capacità portaerei con velivoli da combattimento di 5ª Generazione. La convergenza di intenti tra Italia e Stati Uniti sul reciproco rafforzamento e integrazione delle proprie forze navali vede in questa missione un’importante ulteriore occasione di verifica operativa. Questa campagna consentirà di aumentare ulteriormente, anche in ottica interforze, le capacità che la Difesa, e la Marina in particolare, sapranno mettere a disposizione dell’Italia”.

anteprima logo RID Light carrier, l’US Navy avvia lo studio

Il Naval Sea Systems Command dell’US Navy ha avviato lo studio per una nuova portaerei leggera. Lo studio dovrà in particolare valutare le varie opzioni possibili e metterle a confronto sull’equilibrio tra costi e benefici. A quel punto l’US Navy deciderà se lanciare ufficialmente il progetto oppure no. L’idea di acquisire un numero di portaerei leggere – fino ad un massimo di 6 – era emersa già nel corso del 2019 ed era alla fine stata “consolidata” nello studio Battle Force 2045 dell’US Navy rilasciato l’estate scorsa. Adesso però si fa, appunto, sul serio con uno studio vero che dovrà delineare delle opzioni concrete. In tale ambito, si stanno prendendo in considerazione un derivato delle LHA classe WASP, addirittura una variante “light” delle FORD, ma anche altre possibilità al momento non rese note. Ulteriori dettagli su RID 3/21.

anteprima logo RID Cina, varata la terza LHD Type 075

La piattaforma social media cinese Sina Weibo ha pubblicato nei giorni scorsi le foto della terza unità Type 075, classe YUSHEN, accompagnata fuori dal cantiere navale Hudong Zhonghua dai rimorchiatori e posizionata al fianco della seconda unità della stessa classe. Considerando che la prima LHD della stessa classe è stata varata nel settembre 2019 e iniziato le prove in mare nell’agosto 2020, mentre la seconda è stata varata nell’aprile 2020 e iniziato le prove in mare nel dicembre 2020, si può ufficialmente riconoscere, e temere, che i cantieri cinesi siano ormai in grado di varare una LHD ogni 6 mesi. Allo stato attuale la People’s Liberation Army Navy (PLAN) ha in previsione di dotarsi di 8 LHD Type 075, anche se si lavora, al momento solo in fase progettuale, anche su una versione con maggiore tonnellaggio, non ufficialmente ribattezzata Type 076. Il progetto delle YUSHEN nasce nel 2011, dal requisito operativo di dotarsi di una piattaforma in grado di condurre operazioni di volo con elicotteri (fino ad un massimo di 28 imbarcati) e con un dislocamento intorno alle 30.000 t, poi arrivate a 36.000. Dotata di 2 motori diesel 16PC2-6B in grado di erogare 12000 kW, un ponte di lunghezza intorno ai 225 m, una larghezza di 36 m e 7 spot di decollo totali, la Type 075 è più piccola rispetto alle LHA statunitensi, ma è di maggiori dimensioni rispetto alle similari unità francesi e australiane, e si colloca nella categoria della LHD TRIESTE della Marina Militare italiana. Le nuove unità cinesi, nel momento in cui diventeranno operative, accresceranno sensibilmente le capacità anfibie della PLAN, che attualmente si basano sulle unità LPD Type 071 classe YUZHAO.

anteprima logo RID Il CAVOUR è partito per l’America

La portaerei CAVOUR è partita alla volta degli Stati Uniti dove imbarcherà gli F-35B della Marina di stanza Beaufort ed acquisirà la certificazione per operare con il velivolo. L’unità, con il suo equipaggio ed il suo Comandante, è stata salutata dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, accompagnato dal Generale Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa, dall’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Capo di Stato Maggiore della Marina, e dall’Ammiraglio Paolo Treu, Comandante in Capo della Squadra Navale. Il Ministro ha rilasciato parole molto importanti a proposito di questa attività affermando che“si tratta certamente di un’attività di natura tecnico-operativa, ma con risvolti importanti sul piano strategico-militare per la Difesa e per il Paese nel panorama internazionale. L’Italia, infatti, diventerà uno dei pochi Paesi al mondo, insieme a Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone, a poter esprimere una capacità portaerei con velivoli da combattimento di 5ª Generazione. La convergenza di intenti tra Italia e Stati Uniti sul reciproco rafforzamento e integrazione delle proprie forze navali vede in questa missione un’importante ulteriore occasione di verifica operativa. Questa campagna consentirà di aumentare ulteriormente, anche in ottica interforze, le capacità che la Difesa, e la Marina in particolare, sapranno mettere a disposizione dell’Italia”

anteprima logo RID L’Australia rottama i nuovi sottomarini?

Secondo fonti di stampa locali, il Governo australiano starebbe pensando di uscire dall’accordo con la Francia, e di porre fine al relativo contratto con Naval Group, per la fornitura di 12 nuovi sottomarini classe ATTACK /SHORTFIN BARRACUDA Block 1A - variante a propulsione diesel elettrica dei battelli nucleari francesi della classe BARRACUDA/SUFFREN. Il programma avrebbe infatti raggiunto un costo esorbitante, si parla di una cifra superiore ai 60 miliardi di dollari, e non sarebbe più sostenibile. Le ragioni di questo disastro, peraltro annunciato, sono da rintracciare nella complessità del programma – design e progettazione completamente nuovi e di origine francese, costruzione in loco, coinvolgimento a vari livelli delle compagnie australiane, sistema di combattimento americano, ecc. - e negli strutturali limiti di “manpower” dell’industria locale e di gestione a livello di programma. Canberra starebbe pertanto valutando un’opzione meno ambiziosa, che riguarderebbe lo sviluppo e la realizzazione, in partnership con Saab/Kockums, di una variante dei sottomarini lasse Collins attualmente in servizio.

anteprima logo RID Missili antinave per le LPD americane

Su pressione degli USMC, e come anche su queste colonne avevamo anticipato da tempo, la US Navy sta seriamente valutando la possibilità di equipaggiare le proprie unità da trasporto anfibio LPD classe SAN ANTONIO con sistemi missilistici antinave “containerizzati” operati da Marines. Sebbene ancora non sia stato specificato ufficialmente la tipologia di sistema che verrebbe eventualmente installato sulle navi, il principale candidato dovrebbe essere il missile Kongsberg-Raytheon RGM-184 NSM, già presente sulle attuali LCS e, in futuro, sulle fregate CONSTELLATION. Per quanto concerne il sistema di lancio, i Marines stanno attualmente studiando una soluzione che permetta di adattare i lanciatori d’artiglieria HIMARS all’utilizzo degli NSM. Secondo il Comandante delle operazioni anfibie/expeditionary, Gen King, le LPD “dispongono di spazi adeguati all’installazione di sistemi antinave al fine di aumentarne le capacità di sopravvivenza”. A tal proposito, King ha parlato della possibilità di effettuare non meno di “un test di lancio da una LPD nel corso del 2021, e di un periodo di valutazione capacitiva e dottrinale del sistema di circa un anno”, propedeutico all’eventuale conferma del requisito ed alla relativa allocazione di fondi per l’acquisizione. Le preoccupazioni relative ad una più adeguata protezione delle LPD – ad oggi limitata alla difesa di punto basata su una coppia di lanciatori di missili sup-aria a corto raggio RIM-116 ed un paio di mitragliatrici remotizzate Bushmaster da 30 mm - non sono nuove. Già durante la fase di progettazione delle SAN ANTONIO, infatti, era stata prevista una dotazione di 16 VLS Mk41 per missili antiaerei ed antimissile RIM-162 ESSM. Il sistema, tuttavia, non fu mai montato sulle unità in oggetto, per quanto sia stato conservato lo spazio necessario ad una sua successiva installazione. A tal proposito, nel 2016, gli USMC avanzarono la proposta di montare i Mk41 ed equipaggiarli con missili cruise TOMAHAWK per garantire un adeguato supporto di fuoco alle operazioni anfibie dei Marines. Tale proposta risulta attualmente congelata e, forse, sorpassata da quella relativa alla possibile installazione di un sistema ad energia diretta/laser, basata sul dimostratore LWSD (Laser Weapon System Demonstrator) Mk 2 Mod 0, attualmente in fase di test sulla LPD PORTLAND, sulla quale è stato montato sfruttando parte dello spazio inizialmente concepito per i VLS Mk41. Tornando alla possibile installazione dei sistemi missilistici containerizzati, oltre a garantire enorme flessibilità relativamente alla loro rapida installazione/rimozione, tale soluzione potrebbe incrementare sensibilmente anche la flessibilità capacitiva/operativa delle SAN ANTONIO, in caso di adozione di sistemi modulari che consentano l’utilizzo di altri ordigni di lancio, leggi LACM per l’eliminazione di difese costiere, oltre ai già citati missili antinave NSM (o chi per essi).

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