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anteprima logo RID I primi RAFALE indiani in servizio

Lo scorso 9 settembre l’Aeronautica indiana ha formalmente immesso in servizio i primi 5 dei 36 RAFALE ordinati. Gli aerei – 3 monoposto EH e 2 biposto DH, giunti in India lo scorso 29 luglio – sono stati assegnati al 17° Stormo di stanza presso la strategica base aerea di Ambala, situata nel nordovest del Paese, a poco più di 200 km dai confini con Cina e Pakistan. Alla cerimonia di consegna erano presenti il Ministro della Difesa Singh - che ha sottolineato il valore tattico dei caccia, soprattutto nell’attuale “momento di tensione con la Cina nella regione himalayana” - e la sua controparte francese Parly, a testimonianza dell’importanza della commessa indiana per l’industria aeronautica francese (accordo del valore di 8 miliardi di euro). Ai suddetti 5 apparecchi, dovrebbero aggiungersene altri 4 durante il mese di ottobre, secondo un programma che prevede la costituzione del primo squadrone completo di 18 velivoli entro luglio 2021. Ulteriori dettagli su RID 11/20.

anteprima logo RID Australia, 2 anni di ritardo per le nuove fregate?

Il programma per la fornitura delle fregate Type 26 britanniche all’Australia - classe HUNTER - avrebbe accumulato già ben 2 anni di ritardo. Le cause sarebbero molteplici: un design ancora da congelare, il problema della connessione tra BAE Systems e i fornitori australiani e la mancanza di ingegneri locali, come sottolineato dalla stessa BAE Systems. In realtà, chi scrive aveva già sollevato in tempi non sospetti questi problemi, a cominciare dalla mancanza di risorse umane a livello industriale in un Paese di soli 25 milioni di abitanti, incapace di gestire ed “assorbire” programmi così grandi e complessi. Ed il disastro dei sottomarini COLLINS potrebbe essere solo un “antipasto” rispetto a cosa potrebbe succedere con le fregate Type 26 e con i futuri BARRACUDA convenzionali. Ma tant’è, chi è causa del suo mal pianga se stesso verrebbe da dire. Gli Australiani hanno voluto scegliere una nave sulla carta, assumendo un rischio enorme, ancora più grande se si guarda ai quei problemi strutturali a cui si faceva cenno, quando potevano andare sul sicuro con la FREMM, ovvero con una nave molto valida e matura. Ma a nostro avviso 2 anni probabilmente saranno anche pochi visto che poi si dovrà integrare lo scafo britannico, con il sistema di combattimento AEGIS americano ed il radar australiano CEAFAR2 , più le interfacce, sempre australiane: un incubo.

anteprima logo RID Nuove FREMM per la MM, ci siamo

In un’audizione parlamentare il Generale Antonio Conserva, Capo dell’Ufficio Generale Pianificazione Programmazione e Bilancio  (UGPPB) di SMD, ha reso noto che un gruppo di lavoro istituito nell’ambito di Segredifesa sta già svolgendo un’analisi sulle 2 fregate FREMM che dovranno rimpiazzare in seno alla flotta della Marina Militare le 2 unità dello stesso tipo – SPARTACO SCHERGAT ed EMILIO BIANCHI - destinate all’Egitto nell’ambito di una commessa da oltre 1 miliardi di euro.

anteprima logo RID Gli USA accelerano sulle operazioni multi-dominio

Fra 31 agosto e 3 settembre scorsi, sui poligoni del Golfo del Messico, di Nellis in Nevada e di White Sands in New Mexico si è tenuta l’esercitazione ON RAMP 2 per valutare il nuovo Advanced Battle Management System (ABMS) dell’USAF che dovrà connettere molteplici piattaforme e capacità operative nell’ambito del Joint All-Domain Command and Control (JADC2) , il nuovo software di comando e controllo della Difesa americana destinato a rendere realtà le cosiddette operazioni multi-dominio. L’evento ha incluso, in particolare, una prova di difesa contro attacchi con armi stand-off, che sono stati affrontati con l’uso di diverse soluzioni innovative. I missili cruise erano rappresentati da aerobersagli BQM-167 SKEETER, capaci di volare a quote comprese fra 50 e 15.000 piedi e di effettuare virate fino a 9 G. Il 556th Test and Evaluation Squadron ha portato a termine un’intercettazione impiegando un velivolo a pilotaggio remoto MQ-9A REAPER armato di missili aria-aria SIDEWINDER 9X, dimostrando la capacità di questi velivoli a grande autonomia di contribuire alla difesa antimissile. Si tratta del secondo ingaggio aria-aria per i REAPER, dopo quello del 2018. Un caccia F-16 del 422nd Test and Evaluation Squadron ha invece abbattuto i bersagli con l’uso di razzi laser-guidati Advanced Precision Kill Weapon System II (APKWS), anche noti come AGR-20A. Una prima dimostrazione anti-cruise con l’APKWS si era tenuta a fine 2019 al largo della Florida, e questo nuovo successo è molto promettente. I principali meriti dell’APKWS sono il costo, molto inferiore a quello di un missile aria-aria propriamente detto, e il numero di munizioni che possono essere trasportate da un singolo caccia. Il successo più sorprendente è però stato l’abbattimento dei bersagli con l’uso dell’Hyper Velocity Projectile di BAE Systems, sparato da un obice semovente PALADIN XM1299, ovvero la versione evoluta con Extended Range Artillery Cannon da 58 calibri, schierato presso il poligono di White Sands Lo stesso proiettile, grazie ad un apposito sabot, può essere sparato anche dal classico “5 pollici” (127 mm) dell’US Navy. L’uso dell’HVP potrebbe potenziare notevolmente le capacità sia delle unità della US Navy, anche in funzione anti-missile antinave, oltre che aprire nuovi ruoli e capacità per le batterie d’artiglieria terrestre.

anteprima logo RID Vola già il caccia di sesta americano

L’Assistant Secretary dell’USAF, Wil Roper, ha dichiarato durante l’Air, Space & Cyber Conference che un dimostratore del caccia di Sesta Generazione dell’USAF – NGAD (Next Gneration Air Dominance) – ha già iniziato una campagna di test in volo. La rivelazione dimostra come il programma sia piuttosto avanti. Del resto molti programmi americani, soprattutto aeronautici, per molti anni, sopratutto nella fasi di dimostrazione e riduzione del rischio, restano circondati da un alone di segretezza e “gelosamente” custoditi nel “calderone” delle iniziative “black” del Pentagono. E’ accaduto così per l’F-117, per l’RQ-170 SENTINEL e per il suo “fratello” più grande e performante RQ-180, solo per citarne alcuni. Non sarebbe, dunque, una novità e chi scrive da tempo sostiene che il dimostratore del caccia di sesta è da tempo in volo, così come ritiene che per anni abbiano volato i dimostratori del nuovo bombardiere B-21 RAIDER. L’USAF, però, ha deciso di uscire allo scoperto lanciando al mondo, leggi Cina e Russia, un messaggio piuttosto chiaro. Alcuni rendering circolati finora, mostrano un Next Gneration Air Dominance come un aereo tutt’ala compund, con bordo di uscita “crancked”, prese d’aria dorsali rigorosamente affogate, scarico stealth, anch’esso affogato nella struttura del velivolo, ed armi ad energia diretta. USAF ed US Navy porteranno avanti 2 programmi diversi per la sesta generazione – una buona notizia per il comparto aeronautico americano, soprattutot per Boeing, rimasta a bocca asciutta con F-35 e RAIDER – non ripercorrendo in questo modo la strada intrapresa con l’F-35.

anteprima logo RID UAV logistici cinesi in Tibet

La China Central Television (CCTV – la rete tv nazionale cinese) ha mostrato nei giorni scorsi alcune immagini che ritraggono alcuni vertical take off and landing (VTOL) UAVs impegnati nel rifornimento logistico di alcune unità dell’Esercito Cinese in Tibet. Secondo alcune fonti aperte, l’Esercito Popolare Cinese (PLA) impegnato nel Distretto Militare del Tibet, che utilizza da tempo UAV per compiti di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), ha deciso di utilizzare velivoli ad ala rotante senza pilota per rifornire le unità militari distaccate in aree impervie di confine che non sono facilmente accessibili con ruotati o che presentano elevati rischi operativi. L’UAV mostrato nel video della CCTV, di cui non si conosce la designazione ufficiale ma sembrerebbe una versione potenziata del precedente modello XM-20, è un VTOL dotato di 6 mini-rotori in grado di trasportare un limitato payload; in questo caso si è trattato di cibo, acqua, medicine ed altri materiali. Sempre dalle immagini, di natura propagandistica, si è potuto osservare lo sciame di UAV procedere in formazione e lanciare i rifornimenti sulla posizione amica, invece di effettuare un atterraggio di precisione sulla stessa. Da sottolineare il fatto che l’area in cui il velivolo unmanned si vede operare, la Tibetan Plateau, si trova a circa 4.500 m sopra il livello del mare.

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