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Notizie a cura di RIDlogo RID
anteprima logo RID La Russia testa l’UCAV S-70 come “loyal wingman”?

Lo scorso 27 settembre, il Ministero della Difesa russo ha reso noto che l’UCAV russo S-70 OKHOTNIK-B ha eseguito il primo volo di prova MUM-T (volo in formazione tra velivoli a pilotaggio remoto e con equipaggio) assieme ad un caccia di 5ª generazione Su-57 FRAZOR.

anteprima logo RID P1HH, via al programma "dual use"

Tra i decreti di approvazione per programmi di acquisizione inviati di recente al Parlamento, c'è pure l'UAV tipo MALE P1HH, che rientra nell'ambito del piano di salvataggio di Piaggio Aerospace concordato tra Governo, sindacati e azienda. La relativa scheda di approfondimento ci consente di acquisire ulteriori dettagli. Il programma ha un valore di 160 milioni di euro, distribuiti tra il 2019 ed il 2026, e prevde la certificazione del sistema e l'acquisizione di 2 velivoli unitamente ad una Grund Station. Ricordiamo che si tratta di velivoli già prodotti per gli EAU, ma che adesso verranno utilizzati come test bed per la valutazione di una serie di tecnologie e apparati e per il consolidamento di un know how da spendere poi nell'ambito del progetto EUROMALE. I velivoli, che saranno gestiti dall'Aeronautica Militare, verranno messi a disposizione di quei Dicasteri ed Agenzie che vorranno avvalersi dei relativi servizi per una pluralità di compiti: supporto in caso di calamità naturali, monitoraggio ambientale, contrasto ai traffici illeciti in mare, ecc.

anteprima logo RID Presentazione XII° Regional Seapower Symposium

Oggi si è svolta, presso Palazzo Marina a Roma, la conferenza di presentazione del XII° Regional Seapower Symposium, evento programmato a Venezia dal 15 al 18 ottobre e di cui RID è media partner.

anteprima logo RID La Cina mostra i muscoli

La Cina ha celebrato il 70° anniversario della nascita della Repubblica Popolare con una grande parata militare svoltasi su piazza Tienanmen, a Pechino. Nell’occasione hanno sfilato nuovi sistemi d’arma che l’industria locale ha realizzato negli ultimi tempi. Tra questi il missile intercontinentale pesante tristadio a propellente solido DF-41, dotato di un numero massimo di 10 testate di rientro, ed il sistema ipersonico DF-17. Quest’ultimo si compone di un vettore balistico a medio raggio e di una testata planante ipersonica, nota per ora come DF-ZF e capace di volare tra Mach 5 e Mach 10. Nel novembre del 2017 la Cina aveva completato con successo i primi 2 lanci con il DF-17 equipaggiato con il glider ipersonico DZ-ZF. Un’altra novità è stata il missile da crociera a lungo raggio alto-supersonico/ipersonico DF-100/CJ-100 che è sfilato abbinato ad un veicolo dotato di una rampa con 2 grossi tubi di lancio. Molto importante anche la presenza del drone supersonico WZ-8 da penetrazione e ricognizione. Il velivolo è caratterizzato da una configurazione aerodinamica a bassa riflettività con una cellula molto affilata ed un’ala a delta a forte freccia. Alle estremità ci sono 2 superfici verticali di controllo che sembrano essere ripiegabili per favorire il trasporto da bombardieri e aerei da trasporto e come testimoniano anche i 2 “buchi” sul dorso della cellula. Il drone è infatti aviolanciabile. Ulteriori dettagli su RID 11/19.

anteprima logo RID Lo scudo e la spada dei samurai

Per alcuni il 29 agosto 2017 può essere una data priva di significato, ma sicuramente non la è stata per i responsabili della difesa e sicurezza del Giappone. Quel giorno, e per la prima volta da quando si ha memoria, un missile balistico della categoria IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile) lanciato dalla Corea del Nord ha sorvolato la grande Isola nipponica di Hokkaido e dopo un volo di circa 2.700 km si è inabissato nell’Oceano Pacifico. Secondo fonti di Seoul e di Tokyo, l’ordigno era stato lanciato da una località nei pressi di Pyongyang, ha volato per circa 14 minuti e - come riferito dall’allora Ministro della Difesa nipponico Itsunori Onodera - non è stato intercettato perché si è valutato che esso non avrebbe colpito il Giappone. L’evento ha suscitato numerose critiche a livello internazionale, una reazione che non ha certamente impedito alla leadership nordcoreana di rivendicare la paternità del lancio e, anzi, di ritenerlo un passo avanti nello sviluppo di capacità per minacciare le basi degli Stati Uniti nel Pacifico Occidentale e anche quelle delle Nazioni alleate di Washington. L’escalation verbale fra Washington e Pyongyang seguita al lancio dell’ordigno - identificato come HWASONG-12 - ha dato il via a una serie di eventi di natura politico-diplomatica che se da un lato hanno contribuito ad allentare la tensione fra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, dall’altro hanno accresciuto nei dirigenti nipponici la consapevolezza di dover agire in maniera strutturata per fronteggiare una minaccia concreta e reale. Infatti, non è una novità che il quadrante asiatico nord-orientale sia diventato una regione instabile e foriera di crisi, uno scenario certificato non solo dall’atteggiamento bellicoso della Corea del Nord ma anche da una politica sempre più assertiva della Repubblica Popolare Cinese, fondata pure sull’impiego della forza militare nella risoluzione di contenziosi locali e regionali.

anteprima logo RID Il programma NGSW dell’US Army

Il programma NGSW (Next Generation Squad Weapon) mira a sostituire in tempi brevi sia le carabine M-4/M-4A1 sia le mitragliatrici leggere M-249, tutte in calibro 5,56x45 NATO. Si tratta di un programma veramente ambizioso anche perché prevede l'introduzione di una nuova munizione, molto avanzata e potente. L'attuale progetto si può far risalire al 2017 quando prese l'avvio il programma NGSAR (Next Generation Squad Automatic Rifle) che aveva l'obiettivo di sostituire le mitragliatrici leggere (LMG, Light Machine Gun) MINIMI concepite dalla FN Herstal, note nello US Army come M-249 SAW (Squad Automatic Weapon). L'intenzione era quella di realizzare una nuova arma di squadra per i Brigade Combat Teams (BCT) e altre unità in grado di offrire gittate e volume di fuoco simili a quelli di una mitragliatrice media (MG, medium machine gun): anzi, si voleva qualcosa di meglio, dato che si parlava di gittata efficace contro bersagli a 600 m e di capacità di soppressione delle minacce sino a 1.200 m. Nel requisito veniva detto che l'arma poteva utilizzare “una munizione non necessariamente presente attualmente nell’arsenale dell’US Army”. Nel testo si specificava inoltre: “Dovrà combinare la potenza e la portata di una mitragliatrice con la precisione e l’ergonomia di una carabina, offrendo capacità migliorative in precisione, gittata e letalità. L’arma sarà leggera e dovrà sparare munizioni leggere con letalità migliorata”. In altra parte della specifica, si escludevano dal peso totale desiderato eventuali “colpi o caricatori”; quindi l’arma poteva essere sia ad alimentazione a nastro che a caricatore amovibile. Si voleva un'arma del peso inferiore a 5.443 g (compresi bipiede e moderatore di suono) e lunghezza massima complessiva inferiore a 965 mm (e minore di 889 mm con calcio ribaltato o retratto).

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