LEONARDO
Viaggi RID
Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID Forze speciali e missioni all’estero

Dopo l’attacco di domenica ad un team delle nostre forze speciali in Iraq è ripartito il dibattito sulla presenza militare italiana all’estero e su ciò che effettivamente fanno le nostre forze speciali in un teatro come quello iracheno. Al solito, si tratta di un dibattito schizofrenico, fatte salve alcune eccezioni, dettato dall’emozione e dalla pancia, piu’ che dall’analisi e dalle considerazioni empiriche. Cerchiamo di fissare, allora, alcuni punti fermi. Il primo, e piu’ evidente, è che l’Italia da 30 anni a questa parte è uno dei principali fornitori di sicurezza internazionale del pianeta. Lo dicono i numeri, con migliaia di uomini schierati regolarmente in diverse operazioni all’estero. Una politica che ha permesso al nostro Paese di guadagnarsi un importante capitale in termini di credibilità e di affidabilità. Suona paradossale, ma è così: l’Italia è piu’ affidabile sul piano internazionale di una Germania, per esempio, ed è un partner costantemente ricercato. Peccato che questo capitale venga sistematicamente non utilizzato dalla sua classe politica e ignorato dal sistema mediatico, al di là, lo ripetiamo, di alcune eccezioni. Il secondo aspetto da sottolineare è che il tanto decantato Art.11 della Costituzione va letto per intero. L’Italia, pertanto, nell’ambito del circuito di alleanze che ne caratterizzano la politica estera opera per garantire la sicurezza e la pace, ma la pace non è un dono di Dio calato dall’alto, ma una condizione benefica che alle volte va creata e mantenuta, soprattutto quando si ha che fare con “galantuomini” come lo Stato Islamico, Al Qaeda o chi per loro. Terza considerazione: il ruolo delle forze speciali. In Iraq, I nostri uomini del “comparto” - lo ricordiamo: uno dei migliori al mondo senza ombra di dubbio - conducono, su richiesta del Governo di Baghdad e nell’ambito di una missione che gode della piu’ ampia copertura possibile in sede ONU, una delle loro 3 missioni istituzionali: la cosiddetta MA (Military Asssistance). Si tratta di una missione in supporto delle componenti di élite della controparte - leggi Counter Terrorism Service ed Emercency Response Division iracheni e Special Tactci Unit curda – volta ad indirizzarne e plasmarne la condotta di comando ed operativa nel contrasto ad una minaccia interna di tipo esistenziale, nella fattispecie la minaccia rappresentata dallo Stato Islamico. Stiamo, dunque, parlando di una missione a carattere strategico che comprende il training, il supporto alla pianificazione, il supporto informativo e d’intelligence, il JTAC (Joint Terminal Air Controller, controllo e guida terminale agli attacchi aerei) e l’orientamento/accompagnamento delle unità della controparte sul campo nelle loro attività di pattugliamento e/o controllo del territorio. E’ chiaro che in quest’ultimo caso i rischi ci sono, ma il nostro personale è comunque autorizzato a rispondere, seguendo regole d’ingaggio ben definite, in caso di imboscate o attacchi.

anteprima logo RID Iraq, attacco agli Italiani

Un team misto di forze speciali italiane – comprendente elementi del Gruppo Operativo Incursori (GOI) della Marina e del 9° Reggimento d’Assalto COL MOSCHIN dell’Esercito – è stato attaccato durante un’attività nella località di Palkana, tra Erbil e Kirkuk, in Iraq.

anteprima logo Stato Maggiore Difesa Open Skies: delegazione russa effettua un volo in Italia

Il Trattato Cieli Aperti/Open Skies, firmato ad Helsinki nel 1992, costituisce uno dei pilastri del controllo armamenti convenzionali e consente l’effettuazione reciproca di missioni di osservazione aerea sui territori degli Stati parte aderenti.

a cura dello
anteprima logo RID Una logistica 4.0 per l'Aeronautica

Negli ultimi anni, termini quali blockchain, machine learning, realtà aumentata, additive layer manufacturing e Internet of Things sono entrati prepotentemente nel linguaggio comune. D’altronde l’applicazione di tali tecnologie è in fase di larga espansione sia nel settore privato che in quello pubblico. Ad esempio, la possibilità di utilizzare la realtà aumentata nel campo della medicina, che sembrava quasi fantascienza qualche anno fa, oggi invece è una realtà concreta e quotidiana. Seppure la strada verso la digitalizzazione sia ancora lunga e in salita, i progressi realizzati nel nostro Paese sono numerosi e di rimarchevole importanza. In particolare, l’Aeronautica Militare, da sempre in prima linea per necessità e virtù nel campo dell’innovazione, ha intrapreso un percorso volto ad aumentare la conoscenza e l’impiego di tecnologie innovative nel settore della logistica all’insegna di quella che viene definita la ‘logistica 4.0’. Tale cambiamento di paradigma all’interno della Forza Armata, realizzato in collaborazione con Leonardo, è in primo luogo sintomo di una rinnovata volontà di rimanere al passo con i tempi e con le controparti europee ed internazionali. In secondo luogo, il processo verso la digitalizzazione risponde alla necessità di gestire, nel medio periodo, un importante turn-over di personale esperto, conseguentemente ai provvedimenti normativi di riduzione degli organici delle Forze Armate. Di fatto, grazie al supporto delle nuove tecnologie, le fondamentali competenze accumulate nel tempo possono essere trasmesse alle nuove generazioni che si occuperanno della logistica dell’Aeronautica Militare. Il Ce.S.I., grazie al supporto fornito dal Comando Logistico dell’Aeronautica Militare, ha redatto un Report che analizza le potenzialità di una sempre maggiore applicazione di tecnologie digitali all’interno del settore pubblico e, in particolare, del comparto logistico delle Forze Aree italiane. L’analisi si concentra non solo su casi particolari di utilizzo militare dei nuovi sistemi 4.0, ma anche sulla loro natura dual use, che li rende adatti per l’impiego civile. In realtà, l’intero Sistema Paese potrà beneficiare dei progressi realizzati dal settore Difesa nel processo di digitalizzazione.

anteprima logo RID Vecciarelli, 4 Novembre e Forze Armate

Nell’occasione della celebrazione del 4 Novembre abbiamo potuto sentire in esclusiva il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, con il quale ci siamo intrattenuti sia sul significato della ricorrenza sia sull’attuale stato delle Forze Armate italiane, e con il quale torneremo rpesto a parlare. 

anteprima logo RID Guerini, ecco le linee programmatiche

Il 30 ottobre il nuovo Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha esposto in Parlamento le linee programmatiche alle quali si ispirerà il suo mandato. Un appuntamento importante, dunque, che ci ha offerto subito interessanti spunti di riflessione che approfondiremo poi su RID 12/19. Una prima osservazione che ci viene di fare è che sparita quell’ossessiva enfasi sul duale che aveva caratterizzato la precedente Amministrazione. Le Forze Armate sono Forze Armate e l’attività di concorso alle altre Amministrazioni per la salvaguardia delle libere istituzioni e per la risposta alle pubbliche calamità è soltanto residuale. Finalmente! Peraltro, lo stesso Ministro Guerini ha esplicitamente affermato che i tempi sono ormai maturi per una riflessione circa il ruolo delle FA sul piano interno che possa pure scaturire in una riqualificazione dell’Operazione STRADE SICURE. Per quanto riguarda gli altri temi dell’audizione, il Ministro si è soffermato sugli scenari sottolineando come la Russia sia ormai “in tutta evidenza, una potenza in diretta competizione con le Organizzazioni euro-atlantiche di cui l’Italia è membro”, ma l’aspetto forse più interessante è stata la menzione rivolta alla Cina – un’autentica “prima” nei documenti politico-strategici italiani – la cui crescita nel settore militare rappresenta una sfida anche per la sicurezza dell’Italia. Più in generale, la relazione del Ministro ha tratteggiato uno scenario internazionale caratterizzato da una maggiore competizione tra stati e nel quale un'alleanza come la NATO torna a giocare il suo tradizionale ruolo di strumento di deterrenza e difesa e collettiva. Immancabile anche il passaggio sul Mediterraneo Allargato, con al centro la questione libica, la cui stabilità è vitale per l’Italia e nel cui ambito viene auspicata una riattivazione della componente navale dell’Operazione SOPHIA, ed interessante l’intenzione di rendere l’Italia promotrice di una conferenza internazionale sui Balcani per completarne la stabilizzazione. Sul fronte dello strumento e delle spese militari, il Ministro Guerini ha affermato l’intenzione di incrementare gradualmente gli investimenti per allineare alla media degli alleati europei il rapporto tra budget per la Difesa e PIL – seppur conteggiando nel novero anche le spese per la Cyber, intendimento che, come noto, non ci trova concordi – e di valorizzare tutto il comparto industriale di settore, alla luce della sua strategicità in termini tecnologici e di volano per tutto il sistema-Paese. In tale ottica, è stata chiaramente rilanciata la necessità di predisporre una legge pluriennali sugli investimenti per garantire la necessaria stabilità e certezza di pianificazione. Infine, 2 passaggi molto importanti sono stati dedicati anche alle spese di esercizio ed al personale. Nel primo caso, il Ministro ha chiaramente espresso la volontà di individuare nuove risorse per finanziare un settore vitale per garantire l’efficienza dello strumento militare, mentre per ciò che concerne il personale si è fatto riferimento alle recenti audizione dei Capi di Stato Maggiore ribadendo la necessità di rivedere la Riforma Di Paola e di passare dall’attuale modello di reclutamento “1 + 4” ad un modello “3 + 3”.

  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>