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Argomento Selezionato: Forze Armate
anteprima logo Stato Maggiore Difesa AFGHANISTAN: UN C130 DECOLLATO DA KABUL CON 103 PERSONE

È appena decollato da Kabul un C130J dell'Aeronautica Militare con a bordo un totale di 103 passeggeri. Le persone evacuate saranno trasportate  in Kuwait e li trasferite su un KC767  con cui raggiungeranno l'Italia nelle prossime ore.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa AFGHANISTAN: GUERINI, CONTINUA IL PONTE AEREO ROMA-KABUL

Guerini: "grazie alle Forze Armate italiane per lo straordinario lavoro e lo sforzo enorme che stanno svolgendo per assicurare il trasporto dei collaboratori afghani e dei loro familiari. Ringrazio gli oltre 1.500 militari italiani impegnati senza sosta in questa importante operazione". 8 aerei dell'Aeronautica Militare:4 KC767 e 4 C130J e 1.500 militari italiani impegnati h24 per il ponte aereo

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Afghanistan: atterrato KC767 da Kabul con a bordo personale dell’ambasciata italiana, connazionali civili e alcuni collaboratori afghani

L’aeroplano KC 767 dell’Aeronautica Militare è appena atterrato presso l’aeroporto di Fiumicino con a bordo circa 70 persone tra personale diplomatico ed ex collaboratori afghani.

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anteprima logo RID Nel DPP 7 progetti “Flagship”

E’ stato approvato il Documento Programmatico Pluriennale (DPP) 2021-2023, un documento che illustra le previsioni di spesa per il triennio di riferimento e il piano di sviluppo complessivo dello Strumento militare. Molte le novità contenute in tale documento. Tra le più significative si segnalano 7 programmi denominati “Flagship” ed elencati per primi nella lunga lista di progetti del DPP. Molti di essi sono grandi progetti spesso inseriti nell’ambito di iniziative di cooperazione internazionale (anche se, a onor del vero, gli stanziamenti sono comunque piuttosto risicati, almeno in questo primo tirennio). Il primo è (ovviamente) quello per il velivolo di 6a Generazione TEMPEST (si veda la notizia dedicata). Vi sono poi l’acquisizione di capacità per la condivisione dati basata sul concetto di Cloud della Difesa (4,7 milioni nel 2021, 5 nel 2022 e 1 nel 2023 e 9 nel 2024/26) e lo sviluppo e l’acquisizione del Veicolo Blindato Anfibio (VBA) su base 8x8 Iveco DV SUPERAV/ACV adottato dall’USMC (1 milione stanziato nel 2021, 1 nel 2022 e 3 nel 2023, mentre 22 nel 2024/26). Due progetti riguardano i missili superficie-aria della famiglia ASTER di MBDA. Il primo è relativo all’ammodernamento, rinnovamento e potenziamento della capacità nazionale di difesa aerea e missilistica: si tratta dei SAMP/T dell’EI (nelle foto) da portare allo standard SAMP/T NG (6 batterie, anche la 6a, attualmente in configurazione ridotta per scopi addestrativi, verrà completata) e dell’acquisizione di 5 batterie di SAMP/T NG per l’Aeronautica Militare (come anticipato ad aprile). Il secondo riguarda invece l’acquisizione di radar per aggiornare i sistemi FSAF/PAAMS della MM e SAMP/T dell’EI (il SAMP/T NG dell’EI sopracitato). Nel 2021 alla capacità nazionale di difesa aerea e missilistica (SAMP/T NG dell’EI e dell’AM) vanno 57,97 milioni, 109 nel 2022 e 140 nel 2023 (e 380,8 nel 2024/26). Per i radar dei sistemi FSAF/PAAMS della MM e SAMP/T dell’EI, invece, sono previsti 34,32 milioni nel 2021, 70 nel 2022 e nel 2023 (e 76,05 nel 2024/26). Per quanto riguarda questo secondo programma, sui radar dell’EI e della MM ci sono alcuni punti oscuri. Nel caso dell’EI il sensore in questione è il Leonardo KRONOS GRAND MOBILE HIGH POWER (la più recente evoluzione del sensore multifunzionale AESA in banda C a faccia singola rotante di Leonardo) destinato ai SAMP/T NG (dotati di missili ASTER B1NT). Meno chiara è invece la situazione della MM, poiché la scheda del DPP resta piuttosto ambigua. Si parla di radar per FSAF/PAAMS, quindi dovrebbe trattarsi dei sensori destinati ai 2 caccia ORIZZONTE (uniche unità della MM dotate del sistema PAAMS): viste le cifre complessive in gioco (502,14 milioni per la MM e 200 milioni perl’EI) potrebbe trattarsi della sostituzione sia dei 2 EMPAR con la nuova versione “potenziata” (equivalente navale proprio del KRONOS GRAND MOBILE HIGH POWER dell’EI) sia del rimpiazzo dei 2 Long Range Radar tipo S-1850L con il KRONOS POWERSHIELD (attualmente destinato alla sola LHD TRIESTE). Infine, tornando ai 7 progetti “Flagship”, l’acquisizione di nuovi Cacciatorpediniere DDX della MM (2 milioni nel 2021, 2,5 nel 2022, 2 nel 2023 e 388 nel 2024/26) e la partecipazione dell’Italia a un programma di sviluppo e acquisizione del un nuovo Veicolo Cingolato da Combattimento per la fanteria (programma AICS, vedi la notizia di ieri) completano questa breve disamina. Ulteriori dettagli su RID 10/21.

anteprima logo Marina Italiana Primo F-35B della Marina Militare sul CAVOUR

Oggi, 30 luglio, a bordo della portaerei Cavour in navigazione è appontato per la prima volta un F-35B della Marina Militare, dopo l’attività di prova e certificazione effettuata con i velivoli statunitensi durante la campagna “Ready for Operations” (RFO) conclusa a fine aprile di quest’anno.

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anteprima logo RID Ecco la direttiva ministeriale sulla politica industriale della difesa

E’ stata emanata la direttiva ministeriale sulla politica industriale della difesa. Si tratta di un documento di carattere politico trattandosi di una direttiva del Ministro della Difesa, dunque di un atto di indirizzo del Governo. E’ un aspetto rilevante questo, in quanto se si pensa a iniziative precedenti nel settore – una per tutte la Strategia Industriale e Tecnologica (SIT) della Difesa, prevista dal Libro Bianco 2015 – si erano sempre caratterizzate come iniziative tecniche, di basso profilo, rientranti sotto il cappello del Segretariato Generale della Difesa (Segredifesa). Adesso, invece, siamo di fronte ad un documento di alto profilo con il quale un’autorità politica come il Ministro fissa i cardini della politica industriale della Difesa e nel quale, per prima cosa, viene riconosciuta la rilevanza strategica dell’industria della difesa per un Paese come l’Italia. Il documento, in particolare, afferma come in uno scenario attraversato dalla pandemia da COVID 19 e contraddistinto da una super-competizione che ha nelle tecnologie cosiddette disruptive uno dei suoi terreni di espressione principali, “una base industriale resiliente e tecnologicamente avanzata, non vulnerabile ai tentativi di penetrazione straniera, non costituisce soltanto una leva economica ma un presidio della sovranità tecnologica, necessario per poter esprimere capacità militari evolute e tutela degli interessi nazionali”. Da questa premessa discendono poi tutti gli altri fattori caratterizzanti. Prendiamo le tecnologie disruptive e la competizione tecnologica, anche in questo il documento è molto chiaro sottolineando che “il vantaggio nella ricerca, nello sviluppo e nella capacità di applicazione delle tecnologie emergenti e disruptive determinerà in futuro la capacità dell’Italia di preservare la propria autonomia strategica (golden power) e il proprio ruolo nella comunità internazionale dei Paesi tecnologicamente evoluti e in grado di influenzare gli equilibri politici e militari a tutela dei propri interessi economici e di sicurezza”. Legato a questo aspetto, ci sono poi quello della cooperazione internazionale – ritenuto uno strumento imprescindibile “per assicurare l’acquisizione di competenze e tecnologie complementari a quelle sovrane e accrescere la competitività dell’industria nazionale” – e quello altrettanto rilevante dell’azione sinergica tra tutte le componenti del Paese nell’ottica di un “Sistema Difesa” e di una nuova partnership tra industria e Forze Armate. Ma non mancano neanche i riferimenti alla stabilizzazione degli investimenti nel procurement militare, grazie anche al fondo per la difesa nazionale di recente introduzione, concentrando gli investimenti sui programmi che assicurano maggiori ritorni tecnologici, industriali e economici. Infine, gli aspetti organizzativi affrontati nella direttiva. Il primo riguarda la messa a punto di un Piano di Innovazione Tecnologica della Difes nel quale raccogliere, se così si può dire, tutti i più importanti programmi di acquisizione delle FA: i programmi, dunque, più strategici e che come tali necessitano di una panificazione finanziaria a lungo periodo, a cominciare, ovviamente dai grandi programmi di cooperazione europea e transatlantici. Il secondo aspetto, e quello a nostro avviso potenzialmente più rilevante, riguarda la creazione all’interno del Gabinetto del Ministero della Difesa di un Tavolo Tecnico di coordinamento della Politica Industriale (TTPI). Si tratta di un ufficio  che dovrà coordinare la politica industriale della difesa ed assicurarne l’unitarietà entro una cornice di ampio respiro politico-strategico “marcando”, se necessario, anche lo Stato Maggiore della Difesa. Da questo punto di vista, correttamente, si è voluto affermare il principio che il Ministro non può essere un mero “firmatore” di quanto gli viene sottoposto da un organo tecnico militare come SMD, e che, anzi, egli ha una sua capacità di indirizzo e di supervisione delle scelte tecnico-militari quale elemento di sintesi politica e di naturale raccordo con tutti i soggetti in causa, primo tra tutti il Parlamento. Un principio fondamentale, sopratutto alla luce di certe circostanze in cui lo stesso Capo di Stato Maggiore della Difesa tende ad essere più sensibile alle esigenze di bottega della FA di appartenenza, finendo così per diventare una sorta di secondo capo di stato maggiore della stessa...

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