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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID FREMM all'Egitto, importanti novità

Come vi abbiamo dato conto, la commessa per la vendita all’Egitto delle 2 fregate tipo FREMM GP (General Purpose) EMILIO BIANCHI e SPARTACO SCHERGAT sembra aver ottenuto definitivamente il via libera del Governo. Si tratta di un’operazione da 1,1 miliardi di euro di cui condividiamo gli obbiettivi geopolitici di fondo. L’Egitto, oltre ad essere il più importante Paese arabo e dell’Africa, è un nostro prezioso partner strategico al quale ci legano solidi rapporti commerciali e, soprattutto energetici – l’ENI controlla il giacimento di gas naturale di Zohr, nelle acque egiziane, ovvero il più grande giacimento di gas naturale del Mediterraneo – ed un Paese fondamentale per la stabilità e gli equilibri della regione, vitale per la sicurezza e gli interessi italiani. La vera questione, adesso, è però compensare la Marina Militare che perde 2 importanti unità di prima linea. E su questo aspetto non ci possono essere equivoci o ritardi. In tutto il Mediterraneo si sta assistendo ad una “gara navale” senza precedenti che, la crisi del COVID 19, può al limite solo rallentare. Abbiamo visto quello che, nonostante la pandemia, è stata capace di fare la Turchia nel nostro giardino di casa. Ankara ha proiettato in Libia, ovvero nel Mediterraneo Centrale, oltre 10.000 miliziani siriani filo-turchi, 300-400 consiglieri (appartenenti in particolare forze speciali ed intelligence), decine di UAV armati, sistemi veicolari KORAL per la guerra elettronica, che hanno interferito pure con le nostre attività navali nell’area, ed una fregata a dare copertura contro gli attacchi degli UAV emiratini WING LOONG operanti in supporto alle forze di Haftar. Un intervento riuscito che in poche settimane ribaltato le sorti del conflitto. In una situazione del genere, dunque, l’Italia ha tutto l’interesse a rafforzare l’Egitto per riequilibrare la Turchia, ma, attenzione, per le stesse ragioni, non si può permettere di indebolire la flotta. Per cui raccomandiamo una delle 2 alternative. La prima: esercizio immediato dell’opzione per i 3 PPA mancanti in variante Full, sfruttandone la modularità e la versatilità per ricavarne una variante in grado di esprimere pure capacità antisom. La seconda: ordine immediato a Fincantieri per 2 nuove FREMM ASW. Se non si compensa la Marina, pertanto, la vendita delel FREMM all’Egitto sarebbe solo una mera operazione di cassa, e non un’operazione strategica di sistema.

anteprima logo RID Egitto, via libera alle FREMM

Secondo fonti di RID, il Governo avrebbe dato il via libera alla vendita di 2 fregate FREMM tipo General Purpose – la EMILIO BIANCHI e la SPARTACO SCHERGAT – all’Egitto. A livello di Presidenza del Consiglio la decisione era stata presa da tempo, restava solo da attendere il consenso della compagine governativa nella sua interezza; consenso che sembrerebbe dunque essere arrivato. La commessa ha un valore di 1,1 miliardi di euro, e consentirà all’Egitto di rafforzare la propria flotta nell’immediato per contro-bilanciare le crescenti aspirazioni turche. L’Egitto si conferma così il principale partner strategico dell’Italia nel Mediterraneo, assieme all’Algeria, ed una pedina fondamentale per la strategia del nostro Paese in un contesto sempre piu’ complesso e “rimodellato” negli ultimi 4-5 dalle rinnovate ambizioni turche e russe. A questo punto, però, diventa fondamentale compensare la Marina Militare e reintegrare quanto prima la flotta, proprio per i motivi appena elencati e per far sì che il nostro Paese non perda posizioni nella “gara navale” in atto nel Mediterraneo.

anteprima logo RID USAF, primo lotto di missili ipersonici

L'USAF dovrebbe acquistare a breve un primo lotto di 8 missili ipersonici Lockheed Martin AGM-183A Air-Launched Rapid Response Weapon (ARRW). Con queste armi, l'USAF conta di svolgere il prossimo anno una prima campagna live di test in volo dai bombardiere B-52H. L'ARRW si compone di un booster a combustibile solido e di un glide planante non propulso in grado di sviluppare velocità fino a 20 Mach e colpire l'obbiettivo. Ulteriori dettagli su RID 7/20.

anteprima logo RID USAF, accelerata sul progetto SKYBORG

L’USAF ha avviato una nuova fase del progetto SKYBORG, dando avvio ad una gara per selezionare il fornitore del software con cui controllare i loyal wingmen del futuro. L’industria è invitata a formulare le proprie proposte entro il 15 giugno, e a seconda di quanto sarà offerto l’USAF deciderà, entro l’8 luglio, se siglare uno o più contratti per lo sviluppo. Ciascun contratto potrebbe valere fino a 400 milioni di dollari, a riprova dell’importanza che viene riconosciuta a questo progetto. SKYBORG punta a sviluppare un sistema dei sistemi capace di gestire il volo differenti UAV e gregari, contribuendo anche a gestirne i sensori e la capacità d’impiego armamenti. Un nucleo IA è ritenuto indispensabile poiché i droni dovranno volare autonomamente e richiedere soltanto comandi di missione affinchè un singolo pilota o un Weapon System Operator a bordo di un caccia pilotato monoposto o al massimo biposto possa impiegare proficuamente un intero gruppo di droni simultaneamente. L’intelligenza artificiale, una volta sviluppata, sarebbe comune a tutti gli UAV, mentre pacchetti software e hardware modulari andrebbero ad integrare le capacità specifiche dei diversi tipi di velivolo unmanned da includere nello “sciame”. In particolare, SKYBORG servirà a controllare molteplici UAV “sacrificabili”, economici a sufficienza da poter essere impiegati ed eventualmente persi senza preoccupazione per i costi in missioni rischiose. L’US Air Force Research Laboratory ha in corso un programma parallelo, il Low Cost Attritable Strike Demonstration Programme, per sviluppare il velivolo senza pilota “sacrificabile” da immettere in servizio attivo. Nello specifico, l’XQ-58A VALKYRIE, messo a punto da Kratos Defense & Security Solutions, ha già completato diversi voli dimostrativi. General Atomics e Lockheed Martin stanno lavorando alle proprie proposte, mentre Boeing può basarsi sul suo BATS (Boeing Airpower Teaming System), un Loyal Wingman che sta prendendo forma in Australia grazie ad una collaborazione fra l’azienda e il locale Ministero della Difesa. Sierra Technical Services intende partecipare con uno sviluppo basato sul suo 5GAT (5th Generation Aerial Target ), un drone bersaglio avanzato attualmente prossimo alle prove in volo. Il 5GAT ha cellula progettata secondo criteri stealth e dimensioni considerevoli, essendo lungo più di 12 m e con un peso al decollo ben oltre le 4 t. Ulteriori dettagli e approfondimenti su RID 7/20.

anteprima logo RID L’US Army testa droni da elicotteri

Il Cross Functional Team del programma Future Vertical Lift dell’US Army ha avviato la sperimentazione riguardante l’impiego di droni – denominati ALE (Air Launched Effects) – da elicotteri, con una serie di test svoltisi tra febbraio e marzo nel poligono di Yuma. Ulteriori test sono in corso di svolgimento per consentire l’integrazione del sistema di lancio (canister) di droni da ricognizione Area-I ALTIUS 600 da apparecchi UH-60 BLACKHAWK. Le prove, finora effettuate tramite lancio degli UAS ad alta quota durante la fase di hovering (profilo di missione assimilabile ad impieghi in scenari di tipo COIN), entreranno ora nella fase di test relativa ai lanci a bassa quota, ritenuti maggiormente verosimili in scenari peer/near-peer. Le suddette prove, inoltre, rivestono vitale importanza non soltanto per l’integrazione di tale capacità sugli attuali BLACK HAWK, ma anche tenendo conto che la stessa capacità viene ritenuta fondamentale per il futuro elicottero da ricognizione armata FARA e per il suo fratello più prestante da trasporto multiruolo FLRAA. Tramite l’impiego di droni multipli lanciabili da un elicottero, infatti, l’US Army punta ad incrementare le proprie capacità di condurre operazioni multi-dominio. I suddetti droni dovrebbero essere in grado di penetrare/stimolare i sistemi di difesa aerea nemici confondendoli o saturandone le capacità di tiro/tracking, al fine di consentire un certo grado di libertà di movimento ed aumentare le capacità di sopravvivenza degli stessi elicotteri. Ulteriori dettagli su RID 7/20.

anteprima logo RID Da oggi in edicola RID 6/20

Da oggi, martedì 26 maggio, è in edicola il numero di giugno di RID (RID n.6 2020). In apertura un'analisi dedicata alla rivoluzione dottrinale ed operativa di cui è protagonista il Corpo dei Marines americani alla luce dell'affermazione dei nuovi scenari e delle cosidette bolle A2/AD. A seguire un approfondimento e nuovi dettagli sul programma Soldato Sicuro ed un'analisi sulla composzione delle flotte delle più avanzate Aeronautiche al mondo con una riflessione sul mix tra aerei stealth ed aerei convenzionali. E poi, ancora: la trasformazione della Royal Navy, l'Aeronautica dell'Azerbaijan ed un'analisi sugli scenari di guerra ibrida. Nel notiziario tanti aggiornamenti sui programmi italiani ed internazionali, focus sulla vittoria di Fincantieri nella gara FFGX negli USA, il punto sulla situazione in Afghanistan e molto altro ancora.

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