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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID La Cina mostra i muscoli

La Cina ha celebrato il 70° anniversario della nascita della Repubblica Popolare con una grande parata militare svoltasi su piazza Tienanmen, a Pechino. Nell’occasione hanno sfilato nuovi sistemi d’arma che l’industria locale ha realizzato negli ultimi tempi. Tra questi il missile intercontinentale pesante tristadio a propellente solido DF-41, dotato di un numero massimo di 10 testate di rientro, ed il sistema ipersonico DF-17. Quest’ultimo si compone di un vettore balistico a medio raggio e di una testata planante ipersonica, nota per ora come DF-ZF e capace di volare tra Mach 5 e Mach 10. Nel novembre del 2017 la Cina aveva completato con successo i primi 2 lanci con il DF-17 equipaggiato con il glider ipersonico DZ-ZF. Un’altra novità è stata il missile da crociera a lungo raggio alto-supersonico/ipersonico DF-100/CJ-100 che è sfilato abbinato ad un veicolo dotato di una rampa con 2 grossi tubi di lancio. Molto importante anche la presenza del drone supersonico WZ-8 da penetrazione e ricognizione. Il velivolo è caratterizzato da una configurazione aerodinamica a bassa riflettività con una cellula molto affilata ed un’ala a delta a forte freccia. Alle estremità ci sono 2 superfici verticali di controllo che sembrano essere ripiegabili per favorire il trasporto da bombardieri e aerei da trasporto e come testimoniano anche i 2 “buchi” sul dorso della cellula. Il drone è infatti aviolanciabile. Ulteriori dettagli su RID 11/19.

anteprima logo RID Difesa, via ad una serie di nuovi programmi

Sono giunti nelle commissioni parlamentari Bilancio e Difesa i decreti ministeriali di approvazione (per ottenere il relativo parere) di una serie di importanti programmi di procurement militari. Le discussioni dovrebbero iniziare tra oggi e domani. Ecco di seguito i programmi in questione: il missile antinave/land attack TESEO EVO (nella foto l’OTOMAT MK2 BLOCK IV ), l’unità appoggio e soccorso sommergibili per il Gruppo Navale Speciale di COMSUBIN, SDO-SURS (Special and Diving Operations - Submarine Rescue Ship  ), i sottomarini U-212 NFS ed i nuovi mezzi speciali per il GOI (Gruppo Operativo Incursori). A questi bisogna aggiungere il programma di potenziamento/aggiornamento dell’autoprotezione dei velivoli da trasporto dell’AM ed il programma di acquisizione degli UAV P1HH legato al piano di salvataggio di Piaggio Aerospace.

anteprima logo RID A colloquio con l’Amm. Bisceglia

Abbiamo avuto occasione di fare una chiacchierata con l’Ammiraglio Ispettore Capo Matteo Bisceglia, Direttore degli Armamenti Navali (NAVARM) e Capo del Corpo del Genio Navale, delle Armi Navali e degli Infrastrutturali.

anteprima logo RID L’F-35 come sensore anti-balistico

La Missile Defense Agency statunitense, in collaborazione con USAF e con gli Skunk Works di Lockheed Martin, ha portato a termine una dimostrazione che ha visto l’F-35 fungere da sensore d’allarme anti-balistico volante. Nel test, denominato Project RIOT, l’F-35 ha usato i suoi sensori per individuare il lancio di un missile a lungo raggio ostile, prima di trasmettere l’informazione ad un velivolo da ricognizione ad altissima quota U-2 e ad una stazione di controllo terrestre pensata per operazioni Multi Domain. Il Project RIOT ha permesso a Skunk Works e all’Air Force Life Cycle Management Center di Hanscom Air Force Base, nel Massachusetts, di dimostrare che, attraverso l’uso di standard comuni hardware e software, è possibile introdurre in servizio nuove capacità operative in tempi molto ridotti. In meno di 4 mesi, il progetto ha dimostrato il potenziale dell’F-35 come sensore volante da allarme anti-balistico ed ha aperto nuovi collegamenti dati fra piattaforme di vecchia e nuova generazione. L’U-2, che pure nel recente passato era stato ad un passo dal ritiro dal servizio attivo, ha confermato di essere una macchina flessibile che, grazie alle significative capacità di carico, può adattarsi a nuovi ruoli, in questo caso come snodo di comunicazione capace di mettere in comunicazione, oltre l’orizzonte, un F-35 e una stazione di comando a terra (Multi Domain Ground Station). Il Project RIOT ha fatto uso dell’Universal Command and Control Interface dell’USAF e di sistemi di missione di tipo aperto per limitare i tempi e i costi di sviluppo. Ulteriori approfondimenti su RID 11/19.

anteprima logo RID La Corea del Sud aumenta le spese militari

Secondo la proposta di budget presentata dal Ministero della Difesa sudcoreano, per il 2020 viene richiesto un incremento degli stanziamenti del 7,4% (50,1 triliardi di won, pari a 38,4 miliardi di euro) rispetto a quanto ottenuto nel 2019 (46,7 triliardi). Viene auspicato, inoltre, che tale valore venga mantenuto relativamente costante (oscillando tra un massimo dell’8% ed un minimo del 6%, il doppio ed oltre rispetto alla crescita prevista del PIL, pari al 3%) nel Midterm Defense Plan 2020-2024, il piano quinquennale di stanziamenti per la Difesa da 290,5 triliardi di won (circa 223 miliardi di euro), quest’ultimo presentato lo scorso 14 agosto, seguito dalla richiesta per il 2020 pubblicata il 28. Secondo i programmi, l’8% del budget del MDP andrebbe indirizzato verso il settore acquisizioni e ricerca e sviluppo di sistemi d’arma e mezzi di produzione indigena. Tra questi, circa 1 triliardo di won dovrebbe andare al progetto riguardante il caccia di 5ª generazione KF-X. Cifra che rappresenterebbe un incremento superiore al 50% rispetto ai 664 miliardi stanziati nel 2019 per il KF-X, valore che, a sua volta, era sotto la media di spesa stabilita nel piano 2016-2026 per lo sviluppo del nuovo caccia, in cui venivano previsti 8,82 triliardi di won, pari ad una media di circa 800 miliardi all’anno. Tali fondi sono considerati da molti insufficienti, soprattutto tenendo conto del fatto che la quota annuale riservata all’Indonesia, pari al 20% dei costi di sviluppo, è stata spesso pagata con grossi ritardi. Le ambizioni tecnologiche della difesa sudcoreana, tuttavia, non sono limitate al KF-X. Il piano di spesa quinquennale, infatti, prevede stanziamenti destinati allo sviluppo del sistema di difesa aerea e antimissile L-SAM (per i quali vengono richiesti 150 miliardi di won – 115 milioni di euro) da schierare entro la fine del 2024, nonché quello riguardante nuovi ordigni in filamenti di grafite – destinati ad essere impiegati per la neutralizzazione di centrali elettriche tramite corto circuito – e ad energia elettromagnetica, senza dimenticare la continuazione nella produzione di missili da crociera land-attack della serie HYUNMOO-3 e BORAMAE. Ulteriori approfondimenti su RID 11/19.

anteprima logo RID La nuova DG Difesa dell’UE

La Commissione Europea guidata da Ursula von Der Leyen vedrà come commissario al Mercato Interno la francese Silvye Goulard, europeista di lunga data e designata da Emmanuel Macron dopo la sua (molto breve) esperienza come Ministro della Difesa. Proprio la difesa entra, per la prima volta nella storia dell’UE, nel portafoglio del Commissario Goulard incaricato di gestire la politica industriale dell’Unione, insieme allo spazio e agli investimenti nel settore digitale. Un portafoglio che si avvarrà nel 2021-2027 dei 13 miliardi di euro previsti per lo European Defence Fund (EDF) e dei 16 miliardi a bilancio per le attività spaziali. Si compie così quel processo iniziato 13 anni fa con i primi finanziamenti UE alla ricerca in ambito sicurezza e dual-use, proseguito con le direttive del 2009 sul mercato della difesa, e fortemente accelerato nel 2016, complice la Brexit, con il varo dei programmi preparatori dell’EDF. Un processo di europeizzazione, e per certi versi di comunitarizzazione, della politica industriale nel campo della difesa, oltre che dell’aerospazio e sicurezza. Si tratta di un processo oggi molto rilevante per gli stati membri che hanno un’industria nazionale della difesa e la volontà di svilupparla, in termini di innovazione tecnologica ed export, nonché di mantenere una certa sovranità operativa e tecnologica sugli equipaggiamenti per le proprie forze armate. Non a caso quindi la Direzione Generale Industria della Difesa e Spazio è sotto la responsabilità di una politica francese – sebbene la persona del Direttore Generale debba essere ancora designata, e per prassi non dovrebbe avere la nazionalità del Commissario di riferimento. Una scelta strategica, anche considerando che von Der Leyen è stata per 6 anni Ministro della Difesa e che ha presentato la sua Commissione come “geopolitica” - oltre che ovviamente “guardiana del multilateralismo”. Vi è quindi una convergenza in ambito UE tra l’agenda comunitaria della Commissione e quella intergovernativa dei principali stati membri, tra l’europeismo che vuole una maggiore autonomia strategica per l’UE e capitali come Parigi che si vedono alla guida di tale autonomia. Stiamo parlando di un processo e di una convergenza per certi versi inevitabile dati i quasi 4 anni di assenza politico-strategica di Londra dal quadro geopolitico del Vecchio Continente, con una Brexit dall’esito ancora incerto ma che già ha prodotto un’accelerazione nel processo d’integrazione della difesa europea. Anni di straniamento degli Stati Uniti di Donald Tramp da buona parte delle leadership europee – di nuovo con l’incertezza su un secondo mandato – che hanno lasciato più margini alle ambizioni francesi, cambiando anche la posizione tedesca. Dal punto di vista italiano l’Europa della difesa nel quadro UE è benvenuta a livello politico-strategico e militare, ma solo se accompagnata da una forte cooperazione sia con la Gran Bretagna – vedasi ad esempio l’adesione al TEMPEST – sia con gli Stati Uniti e la NATO. Ed è benvenuta a livello economico, industriale e tecnologico, con i 29 miliardi di euro sul tappeto tra difesa e spazio, ma solo se l’asse franco-tedesco non fa cappotto dei progetti più importanti e delle tecnologie più premianti. Come in altri ambiti UE, si tratta quindi oggi per l’Italia di sostenere un’Europa della difesa in linea con gli interessi nazionali promuovendo proposte e personale adeguato, a tutti i livelli, costruendo alleanze solide e progetti credibili, e influendo per tempo sui processi decisionali.

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