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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Il nuovo EC-37B COMPASS CALL da guerra elettronica in consegna nel 2022

L3Harris Technologies è al lavoro dal 2017 sul programma di “migrazione” del sistema di Guerra Elettronica COMPASS CALL dagli attuali, anziani e spremuti velivoli EC-130H aiGulfstream G550. La missione dei COMPASS CALL è il disturbo e il jamming delle comunicazioni, dei segnali radar e degli apparati di navigazione avversari. Impiegati dal 43rd Expeditionary Electronic Combat Squadron, gli EC-130H sono stati costantemente attivi per decenni nel Medioriente, in tempi recenti impegnati nel disturbare le comunicazioni dell’ISIS in Iraq e Siria. La trasformazione delle fusoliere G550 “green” in EC-37B avviene in 2 fasi, la prima delle quali ha luogo nello stabilimento Gulfstream di Savannah. Qui le fusoliere del business jet vengono fisicamente modificate con pannelli laterali espansi, interventi sul muso e sulla sezione di coda e con l’installazione di radomi e antenne esterne. In questa fase vengono anche modificati i cablaggi e vengono aggiunte sia l’alimentazione sia il sistema di raffreddamento a liquido per l’apparecchiatura EW. La seconda fase di interventi avverrà nello stabilimento L3 di Waco, in Texas, e vedrà l’installazione del sistema di guerra elettronica, che è ottenuto in parte con il “trapianto” di sistemi direttamente dagli EC-130H e in parte con l’adozione di componenti di nuova produzione, più performanti oltre che più leggere e meno ingombranti. BAE Systems è responsabile per i sistemi di guerra elettronica, mentre L3 fornisce le consolle e altre strumentazioni. La seconda fase di modifiche seguirà immediatamente a partire da fine ottobre, con lo stabilimento di Waco che si è nel frattempo preparato allestendo un mock-up. Sono al momento 6 i velivoli su cui le modifiche sono cominciate, con l’USAF che conta di arrivare a schierare un totale di 10 macchine. L’EC-37B – rispetto al quale anche l’Italia ha già formalizzato nel DPP un interesse - garantirà un significativo aumento delle capacità di guerra elettronica dell’USAF pur impiegando il medesimo sistema EW dell’attuale EC-130H, semplicemente in virtù della più alta altitudine di crociera, che consentirà alle trasmissioni di disturbo di raggiungere bersagli più lontani. L’EC-37B vola normalmente ad oltre 40.000 piedi (oltre 12.000 metri), rispetto ai 25.000 (7.600 metri) dell’EC-130. Il nuovo velivolo è anche molto più veloce, con 567 nodi di crociera rispetto ai 261 dell’EC-130, ed ha anche una maggiore autonomia, con 5.300 miglia nautiche di raggio d’azione contro 1.990. L3Harris prevede di consegnare il primo EC-37B all’USAF entro la fine del 2022. L’Aeronautica statunitense condurrà quindi la propria campagna di test prima di dichiarare operativo il nuovo velivolo.

anteprima logo RID Dalla Cina un nuovo UAV lancia-droni

La CCTV, la televisione nazionale cinese, ha mostrato un video della Aviation Industry Corporation of China in cui viene presentato un nuovo UAV, di chiara formula stealth, agire quale piattaforma di lancio di ulteriori sistemi unmanned in attacco ad una flotta avversaria in navigazione. Nel dettaglio, il velivolo stealth non pilotato è una versione navalizzata del GJ-11 SHARP SWORD che, nelle immagini, sembra decollare dal ponte di volo di una delle nuove unità anfibie TYPE 075. Nel video, si vedono un paio di GJ-11 procedere al rilascio di 6 droni esca che, assumendo una determinata formazione in posizione avanzata , simulano una formazione di caccia d’attacco. Quest’ultima ha il compito di procedere verso l’obiettivo ed attirare l’attenzione dei sistemi d’arma a bordo delle unità navali nemiche ingannadoli. La forma dei decoys aviolanciati è molto simile agli ADM-160 Miniature Air-Launched Decoy (MLAD), prodotti dalla Raytheon. Questi ultimi sono dei veri e propri missili cruise di dimensioni contenute che possono imbarcare, quale payload, una testata da guerra, oppure una suite di guerra elettronica in grado di disturbare i radar avversari, creando falsi eco o interferenze. Il video della TV cinese mette anche in risalto come l’attacco alla formazione navale avvenga utilizzando decoys e altri UAV, con una tattica ormai famosa, definita a “swarm” (sciame), disorientando le difese e quindi la reazione avversaria. Anche se il video ha chiaramente un carattere altamente promozionale, quest’ultimo si ritiene perfettamente in linea con le generali ambizioni nazionali che potrebbero, sempre piú concretamente e velocemente, evolvere in capacitá operative reali.

anteprima logo RID Nuovi dettagli sull’UCAV russo S-70

Un recente video pubblicato dal Ministero della Difesa russo ha offerto alcuni dettagli aggiuntivi sull’UCAV S-70 OKHOTNIK, nonché sull’attuale stato del programma. Per quanto concerne lo stato del programma, dalle informazioni comunicate dal video ad oggi risulta completo un solo velivolo utilizzato come testbed, ma almeno altri 3 sarebbero in costruzione. Di questi, uno dovrebbe essere un ulteriore dimostratore da impiegare per attività di test, mentre gli altri 2 dovrebbero essere esemplari di pre-produzione e rispecchiare maggiormente il design finale del velivolo. Per quanto riguarda i dettagli che emergono dall’analisi delle immagini, in primo luogo, si notano le dimensioni generose del S-70 – in termini di apertura alare – che non si discostano particolarmente da quelle del caccia Su-57 FELON, ripreso accanto ad esso. Sulla parte dorsale sono presenti diverse antenne, prese d’aria e scarichi di piccole dimensioni, mentre affogato nella zona inferiore destra della sezione anteriore – non lontano dal muso – si nota la presenza di un sistema elettro-ottico con doppia “finestra”. Gli scarichi del motore appaiono ancora senza alcun tipo di schermatura strutturale elemento che, secondo quanto comunicato dalla Sukhoi, sarà introdotto negli esemplari finali al fine di incrementare la bassa osservabilità posteriore dell’OKHOTNIK, riducendone la traccia termica/IR. La soluzione adottata dovrebbe prevedere l’eliminazione degli ugelli e la totale copertura del motore turbogetto AL-41F – che non sarà dotato di postbruciatore - all’interno della parte centrale della struttura seghettata di coda dell’UCAV. Tutti i dettagli su RID 11/21.

anteprima logo RID La portaerei Prince of Wales testa il lancio di droni jet

La nuova portaerei inglese classe QUEEN ELIZABETH, la HMS PRINCE OF WALES, ha effettuato il lancio di alcuni droni dotati di propulsione jet dal suo ponte di volo.

anteprima logo RID L’USAF attiva il primo Squadrone di F-35A in Europa

L’USAF ha annunciato la formazione del primo Squadrone su F-35A LIGHTNING II schierato in Europa. Sarà infatti il 495th Fighter Squadron “Valkyries”, riattivato dal 48th Fighter Wing “Liberty Wing”, ad essere il primo squadrone aereo americano su JSF schierato in maniera permanente nel Vecchio Continente. La sede identificata è la Royal Air Force (RAF) Base Lakenheath, tra Cambridge e Norwich, nell’Inghilterra orientale, che vedrà schierati gli F-35A a stelle e strisce, il primo dei quali dovrebbe arrivare dagli USA entro la fine dell’anno. La decisione di avere il nuovo reparto aereo in Gran Bretagna è maturata dall’esame di molteplici fattori: lo stretto rapporto che unisce l’USAF alla RAF, le infrastrutture già presenti a Lakenheath e le opportunità di addestramento combined offerte. Queste ultime a loro volta si basano su uno spazio aereo molto gradito agli Americani e su una solida partnership all’interno del programma JSF tra i due Paesi. Inoltre, nella base sono già presenti 3 squadroni dell’USAF, il 492nd e il 494th Fighter Squadron su F-15E STRIKE EAGLE da attacco al suolo e il 493rd Fighter Squadron su F-15 C/D EAGLE per la difesa aerea. A questi si aggiunge anche un distaccamento del 56th Rescue Squadron su HH-60G PAVE HAWK, ora schierato ad Aviano, per lo svolgimento di missioni di Combat Search and Rescue/Personnel Recovery (CSAR/PR).

anteprima logo RID Un caccia ogni 5 anni: l’USAF cambia strategia

Adesso è ufficiale. L’USAF ha aperto un nuovo ufficio per modificare l’approccio del programma NGAD (Next Generation Air Dominance), per l’acquisizione di un sistema di combattimento aereo del futuro basato sul caccia madre di sesta generazione, verso il cosiddetto “Digital Century Series”, ovvero verso lo sviluppo e la messa in produzione di nuovi caccia in cicli quinquennali. Nella pratica, si tratta di una riedizione – coadiuvata dagli ausili digitali e di modelling, nonché da software “agile” e architettura aperta – di quanto la stessa USAF aveva adottato negli anni cinquanta. Quindi, non più un unico grande programma con tempi di sviluppo e produzione ultra-ventennali, ma uno sviluppo più compresso nel tempo, capace di capitalizzare quanto disponibile in quel dato momento e di portare alla produzione di più piattaforme meno rischiose da parte di aziende diverse. Questo cambiamento è stato confermato anche da responsabile per le acquisizioni dell’USAF Will Roper, che ha parlato anche di una nuova famiglia di caccia operante in network.

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