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Argomento Selezionato: Terra
anteprima logo RID Il WARRIOR Capability Sustainment Programme

Il veicolo cingolato da combattimento della fanteria britannico FV-510 WARRIOR (noto originariamente anche come MCV-80) ha servito il British Army, con ottimi risultati sul campo, in tutti i principali conflitti del post Guerra Fredda, ma ciò non lo ha salvato dai tagli al budget della Difesa. Oggi equipaggia solo 4 battaglioni regolari e il suo futuro è incerto. Il programma in corso per rimpiazzare la mitragliera da 30 mm e per trasformarlo in un veicolo per il campo di battaglia del 21º secolo, ha incontrato serie difficoltà e accumulato gravi ritardi. Fin dagli anni '90 il British Army ha lavorato per sostituirne l'armamento principale, la mitragliera (o cannone automatico) L-21A1 RARDEN da 30x170 mm (tra l'altro installata su un affusto non stabilizzato e quindi non adatta al tiro in movimento), avviando, nei primi anni del 2000, il programma WARRIOR Fightability & Lethality Improvement Programme (WFLIP). Fra il 2001 e il 2004, nel frattempo, il veicolo fu modernizzato grazie all’adozione di ottiche, schermi e sistema di navigazione introdotti dal programma Battlegroup Thermal Imager (BGTI), oltre che di radio digitali del sistema di comunicazioni BOWMAN, ma altri studi sono stati condotti per definire ulteriori miglioramenti e per portare ordine nella varietà di nuovi sistemi installati come requisiti operativi urgenti (Urgent Operational Requirement, UOR) durante anni di impiego bellico reale. A seguito di quelle attività preliminari, il 27 luglio 2009, venne approvato un progetto per l'aggiornamento generale della piattaforma con lo scopo di migliorarne le capacità tanto da poter prolungare il suo impiego in servizio posticipando la data di pensionamento dal 2025 al 2040. Per ottenere questo risultato veniva riaffermata la necessità di incrementare la letalità, mediante il già citato WFLIP, ma veniva anche richiesta un'architettura digitale moderna per permettere la continua evoluzione dei sistemi di bordo, oltre ad un miglioramento della protezione e, in parallelo, alla sostituzione dei veicoli da supporto su scafo FV-432. Nel suo complesso il progetto, designato WARRIOR Capability Sustainment Programme (WCSP), comprendeva, oltre al WFLIP, pure la WARRIOR Enhanced Electronic Architecture (WEEA), per incrementare la potenza elettrica generata ed adeguarne la distribuzione contestualmente alla digitalizzazione dei sistemi sia di scafo che di torre, ed il WARRIOR Modular Protecton System (WMPS), per migliorare la protezione di base e introdurre un sistema standardizzato di assemblaggio per corazzatura aggiuntiva modulare, portando ordine nella varietà di kit sviluppati nel corso degli anni a seguito dei numerosi Urgent Operational Requirements legati all'impiego operativo del WARRIOR. In tale progetto era anche incluso l’Armored Battlegroup Support Vehicle (ABSV), ovvero la conversione di WARRIOR “surplus” in veicoli senza torre in configurazione APC e sotto-varianti, così da dare un rimpiazzo a quello stesso FV-432 che si supponeva di sostituire già da molti anni.

anteprima logo RID L’Esercito Indiano

Difendere i confini e supportare l’integrità del territorio nazionale non sono concetti astratti per il Bharatiya Senaa, l’Esercito Indiano, il secondo più grande al mondo. Missioni fondamentali, e reali, cui l’impostazione neutralista e terzomondista lanciata da uno degli architetti dell’indipendenza indiana, il pragmatico e abile Primo Ministro Jawaharlal Nehru, ha affiancato anche la partecipazione, crescente, a missioni di pace e stabilizzazione: sia sotto cappello ONU, sia per agire quale potenza regionale, come nell’intervento nello Sri Lanka del 1987, o dopo il colpo di Stato delle Maldive, nel 1988. Impegni che già all’indomani dell’indipendenza (proclamata il 15 agosto 1947 assieme alla Partizione da cui nacquero Pakistan Occidentale e Orientale - dal 1972 Bangladesh), hanno visto le truppe indiane coinvolte in una vasta gamma di operazioni: dalle guerre simmetriche ad alta intensità con il rivale Pakistan, all’intero spettro delle missioni di pace, alla lotta contro le insorgenze. I soldati del Bharatiya Senaa hanno così combattuto in difficili battaglie campali tra grandi unità pluriarma, con ingenti masse di mezzi corazzati, artiglieria e appoggio aereo (nelle guerre indo-pakistane del 1965 e 1971), invaso territori caratterizzati da grandi bacini fluviali da oltrepassare sotto il fuoco nemico, affrontato lotte brevi e intense in zone montagnose, in scenari urbani e interforze, o un conflitto prolungato ad altissime quote, ma a bassa intensità, come nel Siachen dal 1984 al 2003; e infine lottato contro guerriglieri urbani e rurali, terroristi capaci di piegare la vita di una grande metropoli come Mumbai nel 2008, o di rendere un inferno per decenni la contesa aerea del Kashmir. Imprese non sempre portate a termine con successo, che tuttavia hanno formato quadri esperti e dottrine d’impiego allo stato dell’arte; ma anche costretto un’amministrazione politico-militare già afflitta da gigantismo burocratico e da pratiche di procurement non sempre trasparente, a disperdere risorse lungo molte direzioni, a volte in contrasto fra loro, e in barba alle esigenze della standardizzazione dei sistemi e della professionalizzazione, posta in crisi da continue espansioni e riorganizzazioni della struttura.

anteprima logo RID Il CESIVA e Forza NEC

In questi ultimi anni le capacità e le responsabilità del Centro di Sperimentazione e Validazione (CESIVA) dell’Esercito di Civitavecchia sono notevolmente cresciute. Ci è sembrato quindi opportuno fare visita a questo importante sito dell'EI per comprendere meglio le competenze acquisite e i progetti sui quali il CESIVA sta lavorando, con particolare riferimento agli aspetti legati alla simulazione ed al programma per la digitalizzazione del campo di battaglia noto come Forza NEC. Nell’ambito delle nuove linee di indirizzo dell’Esercito, stilate dall’attuale Capo di Stato Maggiore, Gen. Salvatore Farina, è emersa chiaramente l’intenzione di valorizzare al massimo il ruolo del Centro di Sperimentazione e Validazione di Civitavecchia. In tale documento, nella sezione dedicata alle attività addestrative, il Capo di SME ha infatti voluto porre l’accento sulla preparazione dei comandanti e su quella dei Posti Comando, a tutti i livelli. A tale scopo il nuovo percorso formativo dell’EI prevede un potenziamento dei diversi cicli di esercitazioni destinati ai posti comando (tipo MAPEX e CPX), armonizzando tali attività grazie al contributo dell’NRDC-ITA (NATO Rapid Deployable Corps Italy, “pivot hub” per le attività di training a livello divisione e brigata) e del CESIVA. Attualmente il CESIVA dipende da COMFORDOT (Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell'Esercito) anche se si starebbe pensando di metterlo sotto controllo diretto del Capo di SME. Sostanzialmente, invece, non dovrebbero cambiare le missioni assegnate al CESIVA, missioni che sono essenzialmente di 3 tipi. Innanzi tutto la struttura di Civitavecchia si occupa di valutare le capacità di pianificazione e condotta delle operazioni da parte dei posti comando di reggimento, di brigata e di divisione (osservando in che modo i posti comando danno ordini e in quale maniera sviluppano le loro capacità di comando e controllo). In parallelo il CESIVA è deputato a valutare le medesime capacità (di pianificazione e di condotta delle operazioni) da parte delle unità operative a livello plotone, compagnia, battaglione e reggimento (giudicando il comportamento sul campo delle unità operative, per quanto riguarda gli aspetti di mobilità, di capacità di fuoco e di condotta degli atti tattici). Tali attività di valutazione, che vengono effettuate insieme a quelle addestrative, si risolvono sostanzialmente in una serie di esercitazioni di tipo Constructive e Virtual (per maggiori dettagli vedi box in questa pagina). Il terzo compito del CESIVA riguarda invece la sperimentazione dei prodotti (soprattutto i sistemi di comando e controllo) ed i progetti in corso di sviluppo nell’ambito dei programmi di ammodernamento soprattutto per il C4ISTAR (Command, Control, Communications, Computers, Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) e per la simulazione. Questo compito è legato a doppio filo con il programma interforze (a guida Esercito) Forza NEC: proprio la sperimentazione e Forza NEC sono stati i maggiori focus della nostra visita. Per quanto concerne la simulazione, la struttura di Civitavecchia prepara esercitazioni Constructive a favore di comandi e staff (sostanzialmente si tratta di dare ordini ad unità che non ci sono, in quanto simulate, in un ambiente operativo che non c'è, perché anch’esso simulato) mediante un sistema JCATS (Joint Conflict and Tactical Simulation). Invece, per valutare le unità operative, il CESIVA conduce esercitazioni Live (persone reali con armi reali si confrontano con altre persone reali, solamente gli effetti del fuoco sono simulati). Infine il CESIVA dispone anche di una componente Virtual: si tratta cioè di un mondo sintetico in cui un operatore o un veicolo (o persino un velivolo) “si muovono e combattono” come se fossero immersi nella realtà: il tutto si svolge effettivamente in un locale chiuso (poiché l'ambiente viene simulato tramite appositi software 3D).

anteprima logo RID La mitragliatrice PK-PKM

Nel decennio successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale i Russi si dimostrarono oltremodo impressionati dalle avanzate armi leggere tedesche. Ne analizzarono quindi le soluzioni costruttive, le tecnologie e i concetti operativi portando avanti alcune delle loro innovazioni, tra queste, il concetto del fucile d’assalto che, come primo risultato, portò alla realizzazione dell’AK-47. Subito dopo, e in ordine di priorità, pensarono alle mitragliatrici per la fanteria e decisero di puntare su un’arma ispirata alla MG-42 ma, possibilmente, ancora più flessibile e seguendo il concetto della mitragliatrice polivalente, o per uso generale GPMG (General Purpose Machine Gun), con una soluzione che consentisse di realizzare un’arma leggera ed economica. Il Direttorato generale d’artiglieria emise quindi una richiesta per una mitragliatrice camerata in 7,62x54R, che andasse a sostituire sia le mitragliatrici leggere LMG (Light Machine Gun) Degtyaryov RP-46, sia le mitragliatrici medie SG-43 Goryunyov. Lo sviluppo venne affidato a 2 team del design bureau TsKB-14, uno composto da Grigory Nikitin e Yuri Sokolov, e l’altro da Vyacheslav Silin e V. F. Pererushev, coadiuvati da Sergey Garanin che però apparteneva al design bureau OKB-575. Nel 1956 la PN-1 di Grigory Nikitin e Yuri Sokolov (con funzionamento a recupero di gas e otturatore rotante) si affermò rispetto agli altri concorrenti e nel 1958 venne ufficialmente selezionata per condurre un'ulteriore serie di test con un ordine iniziale di 500 esemplari assegnato al Kovrov Mechanical Plant. A questo punto, la svolta imprevista: venne chiamato a proporre una mitragliatrice “alternativa”, o perlomeno da porsi in competizione con la PN-1, Michail Kalashnikov che lavorava alla Izhmech (Izhevsk Mechanical Plant). Ad oggi, le ragioni di questa richiesta non sono ancora chiare e videro contrapposti da una parte il Dipartimento Generale dell’Artiglieria che sollecitò, appunto, l’entrata in campo di Kalashnikov, e dall’altra alcuni generali dell’Esercito e del Ministero dell’industria della difesa (Minoboronprom), schierati con la PN-1. All’epoca Michail Kalashnikov era piuttosto impegnato a seguire lo sviluppo dell’AKM e della sua variante LMG nota in seguito come RPK ma accettò comunque l’invito (difficile rifiutare all’epoca …) e destinò una gran parte del suo staff tecnico allo sviluppo della nuova mitragliatrice, tra cui V. Krupin , V. Pushchin e A. KryAKushin. Nel 1961 la PK o Pulemyot Kalashnikova risultava vincitrice e venne avviata alla produzione presso il Kovrov Mechanical Plant in 4 varianti: PK - mitragliatrice, leggera con bipiede integrato, PKS - mitragliatrice media d’appoggio su treppiede, PKT- mitragliatrice “coassiale” per carri armati, PKB-mitragliatrice con impugnature verticali: inizialmente per il montaggio su veicoli corazzati e poi su elicotteri.

anteprima logo RID Parte lo sviluppo dell'ARIETE AMV

E' stato firmato ieri il contratto per l'upgrade del carro ARIETE dell'EI.

anteprima logo RID L’Esercito Francese riceve i primi blindati GRIFFON

Il Ministro della Difesa francese, Florence Parly, ha presenziato il 4 luglio scorso alla consegna nall’Esercito Francese dei primi 6 VBMR (Véhicule Blindé Multi-Rôle) GRIFFON presso lo stabilimento NEXTER di Satory. Il GRIFFON è un APC ruotato 6x6 da 25 t. Essendo derivato dalla meccanica di base di un camion tattico ad alta mobilità, ha motore frontale, ampia cabina vetrata e compartimento truppe posteriore. Trasporta una squadra di 8 fanti equipaggiati, più 2 uomini di equipaggio, ed è armato con una Remote Weapon Station HORNET sviluppata da Arquus ed armata di mitragliatrice da 12,7 mm, oppure di MAG 58 da 7,62 mm o di lanciagranate automatico da 40 mm. La HORNET è prodotta in 3 diverse varianti, destinate rispettivamente ai 3 nuovi veicoli al centro della modernizzazione dell’Esercito Francese: JAGUAR, GRIFFON e SERVAL. GRIFFON e JAGUAR, pensati fin dall’inizio per operare a stretto contatto, soprattutto nelle 2 brigate “medie” dell’Armee de Terre, hanno un’elevata comunanza di parti meccaniche. Il GRIFFON è destinato a rimpiazzare la maggior parte degli oltre 2.600 VAB (Véhicule de l’Avant Blindé) attualmente in uso, con i veicoli rimanenti destinati ad essere sostituiti dal VBMR Leger 4x4, attualmente in sviluppo e battezzato SERVAL. La produzione del SERVAL potrebbe poi essere estesa per rimpiazzare anche i VBL. Il GRIFFON al momento è in produzione in 4 varianti principali: APC, posto comando, ambulanza e direzione tiro d’artiglieria, ma altre varianti si aggiungeranno, fra cui un porta-mortaio con arma da 120 mm, veicolo del genio e veicolo di recupero. La variante APC è prodotta comunque in sotto-varianti che si differenziano per equipaggiamento e sistemazioni interne: il veicolo per la sezione di fanteria è pensato per essere compatibile con l’equipaggiamento FELIN; una sotto-variante è pensata per i team mortaio da 81 mm, una per i tiratori scelti ed una per il trasporto dei team missili anticarro MMP. Thales è responsabile dell’elettronica di bordo. Il GRIFFON è una componente fondamentale del programma di modernizzazione e digitalizzazione SCORPION (Synergie du contact renforcée par la polyvalence et l'infovalorisation). Ulteriori dettagli su RID 8/19.