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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Germania, via libera alle super-fregate da 9.000 tonnellate

Dopo una lunga fase progettuale avviata 11 anni fa, il programma MehrzweckKampfSchiff MKS-180, ha ottenuto il via libera dal Parlamento tedesco. 

anteprima logo RID Australia, il disastro dei sottomarini

A causa dei ritardi relativi al programma di acquisizione dei 12 nuovi sottomarini classe ATTACK /SHORTFIN BARRACUDA Block 1A - variante a propulsione diesel elettrica dei battelli nucleari francesi della classe BARRACUDA/SUFFREN – la Royal Australian Navy sarà obbligata a sottoporre ad un pesante refit i propri sottomarini classe COLLINS, figli di un altro programma già di per sé travagliato e disastroso. Tale aggiornamento risulta necessario al fine di garantirne il servizio almeno fino a metà degli anni ’30 quando, secondo i programmi aggiornati, dovrebbero partire le consegne dei nuovi sottomarini. Va ricordato che, inizialmente, il ritiro dei COLLINS – entrati in servizio tra 1996 e 2003 – era previsto per il 2024/2026. I ritardi nella fase di design dei nuovi sottomarini obbligheranno i COLLINS a restare in servizio per un’altra decina d’anni. Secondo alcune voci provenienti dalla Difesa australiana, il refit dovrebbe avere un costo base minimo di 3,5 miliardi di dollari australiani (circa 2,2 miliardi di euro) - a seconda che si proceda all’aggiornamento di tutti e 6 i sottomarini o solo una parte di essi - e interesserà principalmente la sostituzione del sistema propulsivo, in particolare motori e generatori diesel, più una serie di upgrade relativi alla quasi totalità dei sistemi di bordo (elettrico, CMS, sensoristico e periscopico con l’adozione di mast optronici digitali). Tale cifra, che non comprende le spese di mantenimento in servizio di tutti o parte dei battelli per un’altra decade, andrebbe ad aggiungersi ai circa 80 miliardi di dollari australiani (circa 49 miliardi di euro!) stimati per l’acquisizione dei nuovi battelli prodotti da Naval Group. Riguardo al numero di sottomarini da sottoporre al refit, una decisione finale è prevista per la prima metà del 2021.

anteprima logo RID Soccorso sottomarini, la MM sceglie Drass e Saipem

Il sistema di soccorso subacqueo ideato da Saipem e Drass è stato selezionato dalla Marina Militare per equipaggiare la nave SDO-SuRS (Special & Diving Operations – Submarine Rescue Ship), l’unità da salvataggio e soccorso sottomarini che prenderà il posto dell’ANTEO in seno al Gruppo Navale Speciale di COMSUBIN. Il nuovo mezzo per il soccorso dei sottomarini sinistrati, che ha la particolarità di essere completamente automatizzato (non richiedendo un pilota che lo conduca e che effettui le delicate manovre di aggancio al sommergibil), è dunque opera di Saipem e Drass. La prima è un’azienda controllata da CDP (cassa Depositi e Prestiti) ed ENI, e specializzata nella realizzazione di sistemi complessi nel settore energetico (comprese pure 2 famiglie di ROV piuttosto sofisticati), mentre la seconda è leader nella tecnologia sottomarina ed iperbarica. Il sistema, sviluppato dalle 2 società, integra un veicolo a controllo remoto (ROV, Remotely Operated Vehicle) di ultima generazione con una capsula di salvataggio. Il ROV viene impiegato quale vettore di navigazione e controllo, mentre la capsula ha la funzione di riportare i sommergibilisti in superficie mediante un habitat controllato e in totale sicurezza. ROV e capsula sono collegati meccanicamente ed elettronicamente, formando un unico modulo connesso alla nave tramite un cavo ombelicale che contiene linee elettriche e fibre ottiche per l'alimentazione, la comunicazione e il controllo. L’intero equipaggiamento ha anche la particolarità di essere suddivisibile in moduli e trasportabile per via aerea. Saipem fornirà il ROV e tutte le unità di automazione subacquee, incluso il veicolo integrato alla capsula, mentre Drass i dispositivi di decompressione, gli elementi iperbarici, i sistemi di ventilazione e quelli di trattamento gas medicali della capsula. La decisione della Marina Militare Italiana è giunta al termine di una valutazione tecnica condotta nel 2019, nel corso della quale Saipem e Drass hanno realizzato anche un prototipo dimostrativo testato con successo nel Mar Adriatico (vedi foto). L’ingegnerizzazione e lo sviluppo dei sottosistemi di automazione sono stati eseguiti dalla Business Line ‘Solutions’ della Divisione E&C Offshore di Saipem nel suo centro di eccellenza per le tecnologie subacquee di Marghera (Venezia). A proposito dell’importante commessa Francesco Racheli, COO della Divisione E&C Offshore di Saipem, ha commentato: “La collaborazione con un’eccellenza imprenditoriale italiana come Drass per un’istituzione di assoluto prestigio quale Marina Militare Italiana si inserisce appieno nel piano strategico di diversificazione che vede impegnata Saipem non solo nella transizione energetica e nelle fonti rinnovabili, ma anche nello sviluppo di nuovi segmenti strategici ad elevato contenuto tecnologico e di innovazione. Saipem continuerà a rafforzare questa relazione mettendo a disposizione di Marina Militare Italiana tutto il proprio portafoglio prodotti sul fronte ispezione e sorveglianza dei nostri mari”. Invece, per quanto riguarda Drass, Sergio Cappelletti, Managing Director dell’azienda livornese, ha dichiarato: “La storica collaborazione di Drass con Marina Militare Italiana si arricchisce di un nuovo entusiasmante capitolo nel quale la sinergia con Saipem porta un bagaglio tecnologico di avanguardia proveniente dalla robotica subacquea industriale. Il consolidamento della tecnologia duale nel campo della Difesa valorizza ulteriormente il vasto patrimonio specialistico che caratterizza Drass nel settore della subacquea. Il passo che compiamo oggi è propedeutico a progetti di più ampia portata, destinati a creare una eccellenza nazionale nel campo della tecnologia sottomarina”.

anteprima logo RID FREMM all’Egitto: operazione strategica

Come anticipato da RID, la fornitura per 2 fregate FREMM all’Egitto ha ottenuto il via libera definitivo ed è cosa fatta. Si tratta di un'operazione molto importante per ragioni tanto geopolitiche quanto industriali. Riguardo al primo aspetto, con la commessa si rafforzano le relazioni con l’Egitto, un partner strategico per l’Italia ed una pedina fondamentale per la stabilità e gli equilibri della regione, e si riequilibra l’assertività turca favorendo un contrappeso. Per quanto riguarda gli aspetti industriali, Fincantieri porta a casa anche l’opzione per altre 2 FREMM e realizzerà le 2 unità che dovranno andare a rimpiazzare BIANCHI e SCHERGAT in seno alla flotta della Marina Militare. Un’operazione “win win”, dunque, che denota anche – finalmente! - una certa maturità della classe politica che nella vicenda ha saputo tenere separati gli aspetti morali dagli affari di stato.

anteprima logo RID Naviris: 1º contratto di R&T con OCCAR

Naviris, JV tra Fincantieri e Naval Group, ha firmato con OCCAR il primo contratto di R&T.

Tale contratto sarà la chiave di volta della cooperazione a lungo termine tra Fincantieri e Naval Group. Naviris sarà prime contractor, coordinerà le attività tecniche affidate alle 2 società, e avrà la proprietà intellettuale di tutti i risultati della ricerca sviluppata. Tale programma, che avrà una durata di tre anni e mezzo, comprende 5 diversi progetti tutti volti a migliorare le prestazioni delle navi di Fincantieri e di Naval Group. I 5 argomenti approfonditi nell'ambito del programma R&T di Naviris saranno i seguenti:

- Nave digitale;

- Ottimizzazione del consumo di energia;

- Celle a combustibile per navi di superficie;

- Logistica del futuro;

- Winning a sea state.

Nel dettaglio per la nave digitale saranno sviluppate capacità di simulazione durante l'intero ciclo di vita delle navi. Ciò consentirà di incrementare ulteriormente la valutazione delle prestazioni, riducendo la quantità di prove al vero e di ottimizzare l’impiego dei sistemi di Computer Aided Engineering (CAE) per migliorare sia la definizione progettuale (idrodinamica e aerodinamica), sia le operazioni quotidiane a bordo (tramite l’approccio integrato del concetto di “digital twin”).

Per l’ottimizzazione del consumo di energia saranno identificate nuove architetture ed equipaggiamenti per migliorare l’efficienza globale delle reti elettriche di bordo e monitorare i consumi elettrici sulle navi di superficie.

Per quanto concerne le celle a combustibile per navi di superficie sarà sviluppato un sistema modulare a celle a combustibile (Fuel Cell System – FCS), adatto ad applicazioni in ambiente marino, in grado di essere completamente integrato a bordo di navi militari di superficie.

Per quanto riguarda la logistica del futuro, il progetto aumenterà la competitività della costruzione navale attraverso lo sviluppo di soluzioni atte ad aumentare l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di produzione e a ridurre i costi durante l’intero ciclo di vita del prodotto. In più ciò consentirà di predisporre nuovi strumenti in grado di migliorare la gestione delle operazioni di bordo quotidiane da parte del cliente (focalizzando su ispezione, manutenzione e gestione dei componenti imbarcati).

Relativamente al winning a sea state saranno sviluppati metodi, strumenti e soluzioni ingegneristiche per permettere alle navi di condurre in sicurezza operazioni quotidiane (come il varo e l’alaggio di mezzi) in condizioni ambientali peggiori di quelle attualmente possibili.

Per quanto riguarda le attività di Naviris, esse coinvolgeranno per Naval Group i siti di Nantes-Indret, Ollioules e Lorient (oltre alla controllata SIREHNA), mentre per Fincantieri parteciperanno le sedi di Genova e Trieste, nonché le controllate Cetena e Seastema. Ulteriori dettagli su RID 07/2020.

anteprima logo RID Primi dettagli sulle future LPD della MM

Stanno iniziando a filtrare i primi dettagli sugli studi di design che la Marina Militare sta conducendo sulle future LPD destinate a rimpiazzare la classe SANTI attualmente in servizio (nella foto). Al momento si parla di unità da 15.000-20.000 t di dislocamento con ponte di volo discontinuo – tipo le classi ROTTERDAM o SAN ANTONIO – dotate di bacino allagabile, ponte garage importante, sensoristica non invasiva ed autodifesa basica affidata a sistemi tipo PHALANX. Le navi, inoltre, dovrebbero avere anche capacità di operare con UAV di tipo tattico e mini/micro, USV ed AUV. Ulteriori dettagli e approfondimenti su RID 7/20.