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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Leonardo presenta le torrette LIONFISH

Leonardo amplia la sua gamma di prodotti per la difesa navale con LIONFISH, la nuova famiglia di torrette di piccolo calibro a controllo remoto. Completamente progettata e sviluppata da Leonardo, la linea si compone di 4 modelli: l’ULTRALIGHT, l’INNER RELOADING, il TOP e il 20. La prime 3 sono armate di mitragliatrice in calibro 12.7 mm mentre il modello LIONFISH 20 di mitragliera in calibro 20 mm. La famiglia si caratterizza per l’adozione di un’architettura comune, una struttura compatta e un peso contenuto. La soluzione è altamente versatile e adatta a essere installata a bordo di qualsiasi tipo di imbarcazione, sia come sistema di difesa primario che secondario. L’interfaccia uomo-macchina, tecnologicamente avanzata e di facile utilizzo, consente tempi ridotti per l’addestramento degli equipaggi, mentre le soluzioni architettoniche adottate garantiscono affidabilità e manutenzione semplificata. Il controllo remoto delle torrette, che avviene tramite una consolle, e la suite di sensori elettro-ottici allo stato dell’arte di cui sono dotate, consentono di individuare gli obiettivi con estrema precisione, sia di giorno che di notte. Controllo delle frontiere, interdizione del traffico marittimo, autoprotezione, contrasto a minacce di superficie compresi elicotteri e droni, sono tra gli scenari operativi in cui il sistema è in grado di garantire elevata efficacia. Pensata per soddisfare le esigenze più stringenti, LIONFISH integra tecnologie in linea con gli standard di mercato più elevati, con un notevole rapporto tra costo e prestazioni offerte.

anteprima logo RID DDX, parte lo studio

E’ stato avviato ufficialmente il programma di studio e de-risking dei nuovi cacciatorpediniere DDX che affiancheranno i DDG ORIZZONTE attualmente in servizio. La conferma giunge dal DPP (Documento Programmatico Pluriennale), di cui RID è venuta in possesso in esclusiva di una copia, appena firmato dal Minsitro della Difesa Lorenzo Guerini. Lo studio ha un valore di 4,5 milioni di euro. Queste nuove unità, che avranno un dislocamento nell’ordine delle 10.000 t, saranno equipaggiate con una tuga sensoristica derivata da quella dei PPA, un radar di scoperta a lungo raggio sulla sovrastruttura poppiera, e non solo. Ulteriorid ettagli su RID 12/20.

anteprima logo RID Sei portaerei leggere per l’US Navy?

Dopo alcuni dettagli sul 2045 Future Naval Force Study anticipati dal Segretario alla Difesa Mark Esper, anche in CNO (Chief of Naval Operations) Michael Ghilday è tornato sull’argomento della futura composizione della flotta confermando che l’US Navy sta studiando l’opzione di acquisire fino a 6 nuove portaerei leggere. In attesa che lo studio esca formalmente, il CNO ha precisato però che le nuove portaerei leggere non dovranno essere considerate dei sostituiti delle super-carrier a propulsione nucleare, ma qualcosa di complementare. Le prime dovranno concentrarsi soprattutto su compiti IRS&T (intelligence, Surveillance, Reconnaissance and Targeting), mentre le seconde su compiti di strike a lungo raggio. L’obbiettivo è infatti distribuire le missioni su più piattaforme ed offrire al nemico più linee di attacco complicandone e mettendone in crisi il targeting. Al momento non ci sono dettagli circa i requisiti di queste nuove unità. Si parla di una configurazione tipo le prime 2 unità classe AMERICA – LHA senza bacino allagabile – ma anche di un potenziale nuovo design. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, c’è da registrare l’interesse che negli Stati Uniti, in ambienti non istituzionali, ovvero non ufficialmente legati all’US Navy, sta suscitando il design della portaeromobili polivalente TRIESTE della Marina Militare.

anteprima logo RID CAVOUR, slitta la crociera negli USA

La crociera operativa della portaerei della Marina Militare CAVOUR negli Stati Uniti, prevista per il prossimo mese, è slittata alla primavera 2021. La nave si sarebbe dovuta recare negli USA per imbarcare gli F-35B della MM, al momento 2 esemplari, che stanno supportando presso la base dei Marines di Beaufort l’addestramento di piloti e tecnici della Marina, e condurre una campagna di test a bordo con i velivoli. La pandemia globale da COVID 19 ha però consigliato al momento di posticipare il tutto in attesa di tempi migliori. Peraltro, la sorte del quarto esemplare STOVL (BL-4) per le FA italiane, di prevista consegna entro quest’anno, non è ancora chiara, dopo che i primi 2 sono stati assegnati alla MM ed il terzo all’AM. L’aereo dovrebbe in teoria andare alla Marina, mentre il quinto all’AM, e ciò consentirebbe nella prossima primavera al CAOVUR di operare per le qualifiche con un primo nucleo di 3 velivoli in vista dell’ottenimento di una capacità operativa iniziale che a questo punto potrebbe essere posticipata anche al 2024-2025, ma sul punto non ci sono ancora conferme al riguardo.

anteprima logo RID Turchia, la ANADOLU diventa drone carrier?

La nuova portaeromobili ANADOLU della Marina Turca, attualmente in allestimento in vista della consegna prevista per il 2021, potrebbe essere equipaggiata con UAV al posto degli F-35B. Dopo la sospensione della Turchia dal programma F-35, infatti, si è posto il problema di come ottimizzare l’impiego dell’unità che, non dimentichiamo, è dotata di skijump per consentire, appunto, l'operatività con gli F-35B. Una soluzione, come appurato da RID (si veda per maggiori dettagli il numero di novembre in edicola a fine ottobre), potrebbe essere proprio l’impiego di droni imbarcati. A tal proposito non dimentichiamo che in Turchia esiste un’azienda specializzata nella progettazione e produzione di UAV, la Baykar, famosa per gli ormai ben noti UAV tattici BAYRAKTAR TB2, usati in tutti gli attuali conflitti, dalla Siria, alla Libia passando per il Nagorno Karabakh, e che sta sviluppando pure il super-MALE BAYRAKTAR AKINCI, di cui entro l’anno è attesa la consegna del terzo prototipo. Ecco perché gli Ammiragli turchi stanno puntando o ad un UAV imbarcato derivato da questi 2 modelli – più verosimilmente dal primo in quanto più leggero e meno complicato – o ad una macchina nuova, pensata ab initio per operare da una nave, la ANADOLU, che senza F-35B rischia di diventare una “mezza portaerei”, ma che potrebbe così trasformarsi in un’unità polivalente porta-elicotteri e porta-droni.

anteprima logo RID Nuove navi e sottomarini per l’US Navy

In attesa delle decisioni ufficiali dell’US Navy, il Segretario alla Difesa Mark Esper ha svelato alcuni dettagli dello studio dell’Office of the Secretary of Defense denominato Battle Force 2045 annunciando che nel 2045 l’US Navy dovrà avere una forze di ben 500 navi e di 350 attorno al 2035. Di queste, ben 140-240 saranno non pilotate – tanto di superficie quanto subacquee – 60-70 saranno Small Surface Combatants, rispetto alle 52 previste attualmente (tra LCS e FFGX), 50-60 saranno quelle anfibie, rispetto alle 38 attuali da tabella organica, e 70-90 saranno unità logistiche, rispetto al requisito corrente di 32. A ciò bisogna aggiungere che i sottomarini nucleari d’attacco dovranno crescere fino ad 80 esemplari, dai 51 attuali, e lo sviluppo di un nuovo SSN – programma per adesso denominato SSNX – il cui focus principale sarà il contrasto alle minacce più sofisticate di un avversario “peer” e, dunque, unità di superficie maggiori e sottomarini. Una rivoluzione, insomma, rispetto alla composizione attuale della flotta, tutta sbilanciata verso l’alto e, in particolare, verso i gruppi da battaglia portaerei e le unità di superficie maggiori, considerando pure che l’US Navy sta pensando di rinunciare a 2-4 portaerei a propulsione nucleare e di acquisire 4 nuove portaerei leggere a propulsione convenzionale o, come invece sembra emergere adesso, di riconvertire una parte delle unità d’assalto anfibio classe AMERICA in portaerei leggere. Ulteriori dettagli e approfondimenti su RID 11/20.