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anteprima logo RID In servizio il primo incrociatore cinese Type-055

A meno di un mese dalla consegna della SHANDONG, prima portaerei indigena cinese, entra in servizio nella PLAN anche il primo dei super-caccia da difesa aerea Type-055 (classe RENHAI per la NATO), il NANCHANG. L’unità, varata il 28 giugno 2017, prima di una classe di 8, suddivise in 2 gruppi e in costruzione dal 2014, rappresenta infatti una netta evoluzione rispetto ai già validi caccia antiaerei Type-052C/D, considerati gli “AEGIS del Dragone”. I NANCHANG si presentano infatti come grandi unità – non a caso definite anche incrociatori – lunghe 183 m e con un dislocamento a pieno carico stimato in circa 13.500 t: dimensioni generose, ma applicate ad un’avanzata architettura stealth, che consentono di imbarcare una poderosa panoplia di armi e sensori, comprendenti, almeno per la prima serie di 4 unità, 2 “cittadelle” di moduli VLS per missili sup/aria HQ-9 e HQ-16, antinave YJ-18 e YJ-62, e cruise/land-attack CJ-10, oltre a sistemi antisom integrati dalla possibilità di imbarcare 2 elicotteri medi, nonché 2 impianti SAM a corto raggio HQ-10. L’artiglieria comprende un cannone da 130 mm H/PJ-38, che sarà poi sostituito con un modello rail-gun, oltre a impianti CIWS e 2 lanciasiluri ASW.

anteprima logo RID Svizzera, seconda RFP per il programma Air-2030

Il 10 gennaio l’Agenzia di procurement svizzera Armasuisse ha inviato una seconda richiesta di proposte ai governi delle rispettive aziende produttrici partecipanti alla gara per il nuovo caccia elvetico - che dovrà sostituire dal 2025 l’attuale flotta di F-5E/F TIGER II e di F/A-18C/D HORNET - e per il nuovo sistema terrestre di difesa missilistica antiaerea. Tale seconda richiesta fa seguito al completamento delle valutazioni successive ai test - di volo, simulazione e terrestri - effettuati la scorsa primavera sui 5 candidati iniziali: Boeing F/A-18E/F SUPER HORNET, Dassault RAFALE, Eurofighter TYPHOON, Lockheed Martin F-35A LIGHTNING II e Saab JAS-39E/F GRIPEN, quest’ultimo eliminato dalla seconda richiesta di procurement. In tale fase, il Governo svizzero chiede, in primis, la presentazione di offerte e costi, inclusivi di supporto tecnico e logistico e la fornitura di armamenti, relativi a 36 e 40 velivoli. Inoltre, Berna vuole che nelle offerte vengano incluse e dettagliate le possibilità di collaborazione tra l’Aeronautica Svizzera e quella del Paese di riferimento degli aerei (nel caso del TYPHOON sarebbe la RAF, essendo BAE la capofila nella gara in oggetto), nonché tra quelle di procurement dei rispettivi Paesi. Infine, si richiede eventuali progetti di compensazioni industriali. Secondo quanto dichiarato dalla Difesa svizzera, l’acquisizione (che prevede un costo di 6 miliardi di franchi, pari a 5,56 miliardi di euro) dovrà garantire i fondamentali compiti di pattugliamento aereo permanente di un numero non inferiore ai 4 aerei per almeno 4 settimane al mese per evitare violazioni dello spazio aereo nazionale ed una secondaria capacità di supporto alle forze terrestri. Per quanto concerne l’acquisizione del sistema missilistico di difesa aerea (valore della commessa 2 miliardi di franchi, pari a 1,85 miliardi di euro), le richieste sono state inviate alla Francia per l’Eurosam SAMP/T ed agli USA per i PATRIOT PAC-3 della RAYTHEON. Secondo quanto previsto dal Governo svizzero, una volta acquisiti, i sistemi ed i caccia resteranno in servizio per non meno di 30 anni. Per entrambe le gare la presentazione delle proposte è attesa per la fine del prossimo agosto, mentre la decisione finale sulle acquisizioni non arriverà prima del 2021, tenuto conto dell’iter burocratico svizzero che prevede prima una valutazione tecnica finale che verrà effettuata dallo Stato Maggiore e, successivamente, un voto popolare sulla questione tramite referendum, prima della pronuncia finale del Consiglio Federale.

anteprima logo RID DAMEN vince la gara per le MKS180 tedesche

L’azienda olandese Damen si è aggiudicata la gara per le fregate multiruolo MKS180 della Marina Tedesca. Il programma prevedeva la costruzione di 4 unità pensate per il Forward Basing lontano dalla madrepatria per cicli operativi di 2 anni. Nel 2015, infatti, il programma era partito con un budget di 3,5 miliardi di euro per 4 navi e 2 opzioni, ma ora si prevede di comprare subito tutte e 6 le unità, che saranno più pesantemente armate delle controverse F-125, includendo capacità ASW e AAW. Per le MKS180 si è arrivati a prevedere un dislocamento fra 9.000 e 10.000 t per una lunghezza di 155 m o più, con un design simile a quello delle F-125 ma evoluto e completato con un numero da definire di pozzi MK41 per missili superficie-aria “a medio raggio”. Il design integra spazi per moduli di missione e per un nucleo imbarcato di 70 elementi in aggiunta a circa 110 membri d’equipaggio. In gara erano rimasti solo in 2, Damen, in cooperazione con Blohm & Voss e Thales, e il team composto dalla holding GNY, German Naval Yards, e da Thyssen-Krupp, con la sua sussidiaria Marine Systems (TKMS). TKMS era stata originariamente a capo di un terzo team, insieme a Lürssen, ma nel 2018 la loro proposta era stata respinta. Nell’agosto dello stesso anno, TKMS aveva trovato accoglienza presso GNY come sub-contractor per il progetto. Per TKMS e quindi di fatto per il settore tedesco della costruzione di grandi unità militari di superficie, la vittoria di Damen è un durissimo colpo. Thyssen-Krupp ha già ripetutamente cercato di disfarsi di TKMS negli anni scorsi, e questa sconfitta potrebbe riaprire la ferita. Damen, per parte sua, promette di costruire le unità nel cantiere Blohm & Voss di Amburgo, garantendo anche lavoro ad altri cantieri del gruppo Lürssen, di cui Blohm & Voss è diventata sussidiaria nel 2016. L’azienda si impegna anche a spendere circa l’80% del valore del contratto in Germania. Il Governo ora prevede che, fatti salvi ritardi dovuti ad azioni legali dei concorrenti o altri problemi nella negoziazione, si possa formalizzare il programma già in primavera. Controversie e scontri politici paiono inevitabili viste le nubi che si formano all’orizzonte per il futuro del cantiere TKMS di Kiel. La battaglia in Parlamento e nei tribunali sarà tutta combattuta sul coinvolgimento delle aziende tedesche.

anteprima logo RID Leonardo vince la gara dell’US Navy per l'elicottero da addestramento

Leonardo si è aggiudicata la gara per il nuovo elicottero da addestramento dell’US Navy, denominato TH-73A e basato sulla customizzazione dell’AW-119, battendo la concorrenza di Bell ed Airbus. Il contratto ha un valore di oltre 176 milioni di dollari e comprende la fornitura, da completare entro l’ottobre 2021, di 32 macchine, più un pacchetto iniziale di parti di ricambio, supporto e addestramento per piloti e tecnici. Il TH-73A rimpiazzerà il TH-57 oggi in servizio (Bell 206). Le attività produttive saranno principalmente eseguite presso lo stabilimento Leonardo di Philadelphia che già produce l’AW-119, venduto in oltre 320 esemplari (a clienti per il 70/80% para-pubblici) nel mondo. Per tutti i dettagli RID 2/20.

anteprima logo RID Il Generale bullo e il futuro della Libia

La mediazione del Presidente Putin e le pressioni incrociate che hanno portato aduna bozza per un cessate il fuoco permanente in Libia, bozza sottoscritta ieri da Serraj, non sono riuscite al momento a riportare a più miti consigli Haftar. Il Generale ha lasciato Mosca senza firmare non accettando di ritirare le sue truppe sulle linee di cessate il fuoco individuate, dimostrandosi ancora una volta ciò che è sempre stato: un inaffidabile bullo. Del resto la sua biografia parla chiaro. Tuttavia, un documento su cui dialogare adesso c’è e se alla fine Haftar si convincesse a firmare si aprirebbe una nuova stagione per il Paese del Nordafrica e con essa la strada per una missione di interposizione sotto mandato ONU per garantire il monitoraggio ed il rispetto di un cessate il fuoco permanente. Si parla già di un contingente dell’UE con soldati italiani, spagnoli, francesi e tedeschi. L’auspicio forte è che l’Italia possa guidare tale contingente attraverso il quale garantire in ultima analisi i suoi forti interessi in Tripolitania. Le 2 parti dovrebbero poi trovare un più ampio accordo politico sul futuro del Paese. Un accordo che potrebbe pure limitarsi a sancire la situazione di fatto sul terreno, ovvero la divisione del Paese in 2. Un esito che tutti gli attori in questi mesi volevano evitare (a parole) ma che poi alla fine potrebbe costituire uno sbocco fisiologico, dovuto al sostanziale equilibrio sul campo sancito dalle armi. La Libia tornerebbe così alle origini – prima cioè che l’Italia la inventasse come tale: con una Tripolitania e una Cirenaica separate ed un Fezzan sostanzialmente autonomo ed anarchico. A prescindere da quello che accadrà, le ultime settimane di conflitto hanno dimostrato soprattutto una cosa. A differenza di quanto ripetuto come un mantra dall’Italia, la forza militare è stata decisiva. In Libia si è creata infatti una gigantesca situazione di fatto segnata dallo stallo e dall’incapacità delle 2 parti di superarsi e “riunificare” il Paese, mentre 2 attori esterni – Russia e Turchia – hanno incrementato il loro peso nella crisi grazie al supporto militare offerto ai 2 contendenti. I 700-800 consiglieri russi – spediti da Putin in Libia per inquadrare le sgangherate “armate” di Haftar ed assicurasi una posizione di influenza in Cirenaica assieme all’alleato egiziano - ed i droni con qualche centinaia di miliziano jihadista siriano - inviati da Erdogna a dar manforte al maldanto Serraj per espandere la propria influenza in Cireniaca oltre l’”ottomana” Misurata – sono la dimostrazione che la politica del fatto compiuto, a fronte di uno scenario incerto e reso volatile dal “ripiegamento” americano, è un’opzione sempre più proficua. Chi non se ne rende conto, è perduto. Per inciso stiamo parlando dell’Italia che in questi mesi ha dormito il sonno dei giusti e dei pacifici non rendendosi conto che la sua “posizione di scuola” era stata superata dagli eventi. Il risultato è che nel suo cortile di casa ci sono oggi 2 ingombranti vicini che prima non c’erano.

anteprima logo RID TEJAS, primi voli dalla portaerei VIKRAMADITYA

Il Light Combat Aircraft indiano TEJAS ha fatto storia l’11 gennaio 2020 appontando per la prima volta sulla portaerei INS VIKRAMADITYA in navigazione nell’Oceano Indiano. Ai comandi del velivolo, l’esemplare NP-2 (Naval Prototype 2), c’era il Commodoro Jaideep Maolankar, in comando della campagna test per la variante navalizzata dell’LCA. Il 12 gennaio, il TEJAS ha portato a termine anche il primo decollo dallo ski jump della portaerei. Il velivolo dovrebbe operare a bordo nave per una decina di giorni. Questo imbarco avviene dopo 4 mesi dal primo ciclo completo di decollo e atterraggio sul mock-up di ponte di volo della base INS Hansa a Goa. Nonostante il successo di queste prive evoluzioni in mare, l’LCA navale è oggi soltanto un dimostratore tecnologico: la Marina Indiana ha messo in chiaro che non intende procedere oltre con il TEJAS, neanche dopo aver visto il design proposto dal Defence Research and Development Organisation (DRDO) per l’evoluzione MK2 navale, ulteriormente modificata rispetto a quella per l’Aeronautica, di per sé già ampiamente diversa dall’odierno TEJAS. Per soddisfare i requisiti della Marina è ora previsto un ulteriore programma (Twin Engine Deck Based Figher, TEDBF) per l’acquisizione di un caccia imbarcato bimotore che dovrebbe andare in volo per la prima volta nel 2026.