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anteprima logo RID F-35B, verso un gruppo integrato Marina Aeronautica

Si va verso un gruppo integrato di F-35B tra Aeronautica e Marina Militare: una forza di 30 velivoli “a disposizione della Difesa” nel cui ambito gli F-35B dell’AM potranno operare dal CAVOUR e dal TRIESTE e gli F-35B dell’Aeronautica da terra. E’ quanto ha dichiarato oggi il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Enrico Credendino, intervenuto a margine della cerimonia di imbascamento di 7 nuovi incursori del GOI svoltasi nella storica base del Varignano. La forza, in caso di operazioni navali, sarebbe sotto comando Marina, e sotto comando Aeronautica in caso di operazioni a terra. Dei segnali in questo senso si sono già visti con i primi appontaggi di un F-35B dell’AM da nave CAVOUR, mentre la prossima settimana un F-35B della MM opererà assieme ad un F-35B dell’Aeronautica in un'attività addestrativa dall’Isola di Pantelleria. Ulteriori dettagli su RID 3/22.

anteprima logo RID Israele acquista 3 nuovi sottomarini lanciamissili dalla Germania

Israele ha sottoscritto un accordo con i cantieri tedeschi TKMS di Kiel per la fornitura di 3 nuovi sottomarini che andranno a rimpiazzare in seno alla Mairna Israeliana i DOLPHIN I attualmente in servizio. La nuova classe sarà denominata DAKAR. L’azienda tedesca ha rilasciato un rendering che mostra un battello caratterizzato da una grande falsatorre estesa per buona parte dello scafo. Una falsatorre così grande potrebbe significare maggiori spazi per le operazioni con le forze speciali ma anche con droni. Non è tuttavia nemmeno da escludere che la stessa falsatorre possa ospitare celle di lancio verticale per l'impiego di missili da crociera o di missili balistici (come sugli ex sovietici GOLF e sull’attuale GORAE nordcoreano, nei quali, appunto, nella falsatorre sono collocati i pozzi verticali per il lancio di missili balistici). Ricordiamo che i sottomarini DOLPHIN israeliani impiegano i missili da crociera, probabilmente equipaggiati con testate nucleari, TURBO POPEYE, impiegabili dai tubi lanciasiluri. Secondo alcune fonti l'ultimo dei 3 DOLPHIN II, attualmente impegnato nelle prove in mare, il DRAKON, potrebbe essere più prestante dei predecessori e già dotato di celle VLS.

anteprima logo RID IRON FIST 2022, Giapponesi e Americani si addestrano alle operazioni anfibie

E’ iniziata l’esercitazione anfibia bilaterale tra Americani e Giapponesi denominata IRON FIST 2022 presso le acque e le aree addestrative antistanti la base dei Marines di Camp Pendleton in California. La stessa sarà la prima esercitazione complessa che vedrà l’impiego intensivo in mare degli Amphibious Combat Vehicle (ACV) di Iveco DV/BAE Systems. Supportati dalle unità navali del Navy Amphibious Squadron 5, le forze anfibie dei 2 Paesi svolgeranno un intensa attività tra spiagge e poligoni focalizzata sull’addestramento al tiro, la ricognizione anfibia, l’assalto con combinazione di fuoco e manovra, il supporto logistico e medico seabased e l’integrazione del supporto di fuoco da sorgenti multiple. L'attività, a difficoltà crescente, culminerà con un assalto combined dal mare in ambiente urbano. Le forze americane partecipanti all’esercitazione saranno rappresentate dagli uomini e donne provenienti dalla I Marine Expeditionary Force (MEF) di Camp Pendleton e della III MEF di Okinawa (Giappone), mentre il Paese del sol levante parteciperà con elementi provenienti dall’Amphibious Rapid Deployment Brigade, reparto costituito nel 2018. Nel dettaglio, le forze giapponesi partecipanti, includono elementi dell’Amphibious Assault battalion, una compagnia d’assalto di fanteria ed un team del Field Artillery Battalion con operatori e sistemi UAV. Nonostante il limitato numero rispetto alle edizioni precedenti, le forze giapponesi, lavorando a stretto contatto con quelle americane, considerano critica la loro partecipazione alla IRON FIST 2022, data la chiara necessità di accrescere le proprie capacità nel condurre operazioni anfibie joint e combined, quale parte di una più ampia campagna navale difensiva contro possibili minacce nell’area del Pacifico.

anteprima logo RID Consegnati i primi 6 RAFALE alla Grecia

Sono stati consegnati all’Aeronautica Greca i primi 6 caccia Dassault RAFALE. I velivoli, che sono stati presi in carico dal cliente sulla base di Tanagra, fanno parte di un pacchetto, la cui fornitura è stata formalizzata nel gennaio 2021, comprendente 18 RAFALE – 12 prelevati direttamente dalla linea dell’Aeronautica Francese e 6 di nuova costruzione – ai quali si sono aggiunti nello scorso autunno 6 ulteriori esemplari, inizialmente previsti in opzione. Ulteriori dettagli su RID 3/21.

anteprima logo RID Un futuro (anche) da drone carrier per il GARIBALDI?

Nei prossimi mesi Nave GARIBALDI sarà impegnata nell’esercitazione NATO COLD RESPONSE in Norvegia, assolvendo il ruolo di CATF-CLF (Commander Amphibious Task Force-Commander Lnading Force). Nel 2024 verrà sostituito dal TRIESTE nel ruolo di unità comando e piattaforma aerea per operazioni anfibie, in concomitanza al ritiro degli ultimi AV-8B Harrier dal servizio e della contemporanea IOC degli F-35B. In considerazione del valore dell’unità, e della sua vita residua, la Marina Militare sta valutando le ipotesi per il futuro impiego. Come era già stato indicato da RID giusto un anno fa, lo Stato Maggiore Marina intende perseguire il progetto SIMONA (Sistema di Messa in Orbita Navale) per il lancio di satelliti, in maniera autonoma, rapida e flessibile. Il progetto potrebbe essere realizzato con fondi europei, perché la piattaforma servirebbe anche al lancio di payload civili o dual-use, sia per utenti nazionali, che europei, che NATO. Si tratta di lanciatori VEGA per la messa in orbita di satelliti LEO (orbita bassa) con una massa di circa 300 kg. Oltre a questo ambizioso progetto il GARIBALDI dovrebbe essere impiegato per la valutazione di sistemi d’arma, tra cui si citano anche missili ipersonici, e come drone-carrier per droni aerei, navali e subacquei. Quest’ultima è una vera e propria primizia di cui RID è venuta a conoscenza nelle ultime ore. Il possibile utilizzo di drone carrier è un campo dove diversi Paesi (Turchia, Cina, Regno Unito, Stati Uniti) stanno attualmente concentrando l’attenzione, grazie all’accresciuta capacità operativa che potrebbe essere assicurata con l’impiego in ambito marittimo di droni sia per la sorveglianza/ricognizione che per l’attacco, che necessitano di un ponte di volo relativamente lungo per il decollo e l’appontaggio. Maggiori approfondimenti sui prossimi numeri di RID.

anteprima logo RID Velivoli senza pilota per le portaerei, la Royal Navy accelera

La Royal Navy ha avviato l’acquisizione di un primo nucleo di droni ad ala fissa da usare a bordo delle sue portaerei, iniziando la Fase 1 del progetto VAMPIRE. Gli obiettivi sono 2: nel breve termine, acquisire un sistema di velivoli senza pilota che possano essere usati come Aggressor per simulare attacchi aerei e navali contro la flotta nelle esercitazioni. Questo requisito è reso urgente dall’ormai prossimo ritiro degli HAWK T1 del 736 Naval Air Squadron, ed è il più facile da soddisfare: nei mesi scorsi erano già stati testati a bordo della HMS PRINCE OF WALES dei droni Qinetiq BANSHEE Jet 80+. I requisiti minimi prevedono manovrabilità di 6G e velocità di 200 m/s ad altitudini comprese fra meno di 50 piedi (15 m sulla superficie del mare) e 25.000 (7.600 m di quota) con bassa osservabilità sia infrarossa sia radar fra le bande C e K. Il drone sarà lanciato con l’ausilio di una catapulta e il recupero avverrà tramite paracadute, in acqua o su terra ferma. I requisiti di base sono facilmente soddisfabili, così da permettere la consegna dei primi 4 droni, un lanciatore ed una stazione di controllo già entro fine marzo. Tuttavia, viene anche richiesto “un chiaro percorso di crescita” per far evolvere il sistema verso un ruolo più ampio e prestazioni più significative: altitudine meno di 20 e oltre 35.000 piedi, velocità transonica (250 m/s ed oltre) con manovrabilità elevata a 9G; carico di missione comprensivo di un radar AESA e di torretta EO/IR per assolvere a missioni ISR e di guerra elettronica e, soprattutto, recupero direttamente sul ponte della nave, tramite una qualche forma di cavo di arresto. Le prestazioni di altitudine, velocità e manovrabilità non rappresentano un particolare problema, con diversi droni bersaglio che potrebbero da subito garantire quel tipo di performance. Più complesso, ovviamente, è l’integrare un carico di missione con radar e torretta elettro-ottica e, soprattutto, sviluppare una modalità di recupero direttamente sul ponte della nave. Oltre ai primi 4 droni, la Royal Navy ne riceverà un altro nel 2023 e ancora nel 2024, con opzione per fino ad altri 10. Oltre al primo set lanciatore e control station, esistono opzioni per altri 2 set. Il progetto VAMPIRE è il “fratello minore” del più ambizioso VIXEN, che punta a velivoli senza pilota di dimensioni e pesi molto più elevati, con capacità di Strike, Airborne Early Warning, per sostituire gli elicotteri MERLIN CROWSNEST nel ruolo, e possibilmente persino tanker imbarcato. VAMPIRE è chiaramente un progetto apripista che la Royal Navy spera di sfruttare non solo per colmare il gap Aggressor ed acquisire in tempi brevi una soluzione unmanned ISR / EW imbarcata, ma proprio per cominciare a sviluppare le soluzioni tecniche per rendere possibile in futuro le operazioni con il sistema VIXEN. Da notare come entrambi i programmi adottino nomi che rimandano ad importanti caccia imbarcati del passato. In particolare il VAMPIRE fu il primo jet ad operare da portaerei, e l’uso di questo nome per questo particolare progetto non appare casuale.

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