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anteprima logo RID La US Navy abbatte drone iraniano nel Golfo

Nella tarda serata di ieri, il Presidente Trump ha comunicato che l’unità d’assalto anfibio USS BOXER, appartenente alla classe WASP, da poco transitata nello Stretto di Hormuz, ha abbattuto un velivolo a pilotaggio remoto iraniano. Ancora non è chiara la dinamica dell’abbattimento – nello specifico, se sia avvenuto tramite sistemi non cinetici “soft kill” (jamming sulle radiofrequenze del segnale, magari tramite il nuovo sistema C-UAS trasportabile LMADIS in dotazione ai Marines) o abbia implicato l’utilizzo di sistemi di difesa ravvicinata CIWS PHALANX ma, secondo quanto comunicato dal Pentagono, nonostante i ripetuti avvertimenti, il velivolo era giunto a circa un migliaio di metri dalla nave, il che farebbe presupporre l’utilizzo dei sistemi PHALANX per la difesa di punto, piuttosto che dei missili antiaerei RIM-116. Anche sul tipo di apparecchio abbattuto non esistono ancora conferme, sebbene è possibile che possa trattarsi di un UAV da sorveglianza e ricognizione tipo MOHAJER-4B/SADEGH-1 appartenente alla Marina dei Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran). Al momento, tuttavia, Teheran smentisce di aver perso velivoli. Per quanto riguarda la BOXER, la nave guida un gruppo navale composto da altre 3 navi – l’unità da sbarco anfibio HARPERS FERRY dell’omonima classe, la base mobile expeditionary USS LEWIS PULLER e un cacciatorpediniere classe BURKE – con oltre 4.500 uomini a bordo, appartenenti in larga parte alla 11ª Marine Expeditionary Unit, ed un gruppo di volo basato su 2 squadroni: il VMA-214, con 6 caccia leggeri a decollo e atterraggio verticale AV-8B+ HARRIER II, e il VMM-163, con 12 convertiplani MV-22B, 4 elicotteri d’attacco AH-1Z VIPER, 4 elicotteri da trasporto medio CH-53E ed altrettanti utility UH-1Y. Se da un lato l’abbattimento del velivolo iraniano, avvenuto secondo la Casa Bianca in acque internazionali, “pareggia” quello del RQ-4A Broad Area Maritime Surveillance Demonstrator (BAMS-D) della US Navy di un mese fa, dall’altro rappresenta un ulteriore elemento di una sempre meno improbabile escalation di eventi nell’area, che includono anche il sequestro della petroliera RIAH battente bandiera panamense, ma appartenente ad una società di Singapore legata agli EAU, effettuato dai Pasdaran 24 ore prima dell’abbattimento dell’UAV iraniano.

anteprima logo RID Un radar AESA per i B-52H

Boeing ha selezionato Raytheon come fornitrice dei nuovi radar a scansione elettronica attiva, AESA, destinati ai 76 bombardieri strategici B-52H STRATOFORTRESS dell’USAF. Secondo il contratto – il cui valore non è stato comunicato - l’azienda si occuperà della progettazione, dello sviluppo, della produzione e del supporto di tali sistemi che dovrebbero essere basati sulla stessa tecnologia della famiglia di radar APG-79/82, utilizzati sulla flotta di cacciabombardieri F-15E STRIKE EAGLE ed F/A-18 SUPER HORNET/EA-18G GROWLER. Il nuovo radar incrementerà le capacità di navigazione, mappatura, detezione e ingaggio simultaneo di bersagli multipli dei B-52H, rispetto all’attuale sistema a scansione meccanica Northrop Grumman AN/APQ-166, il cui ultimo upgrade risale a circa 30 anni fa. L’incremento nel raggio di detezione dei bersagli, consentirà di poter sfruttare appieno tutto l’inviluppo di volo dei cruise lanciabili dal velivolo, a cominciare dai Lockheed Martin JASSM. Inoltre, in aggiunta alle funzioni base citate, il sistema AESA potrebbe fornire ai vecchi bombardieri avanzate capacità di guerra elettronica e di trasmissione dati a lunga distanza ad altre piattaforme. La produzione a basso rateo dovrebbe partire nel 2024 e i radar equipaggeranno gli STRATOFORTRESS fino al loro ritiro dal servizio, previsto negli anni ’50.

anteprima logo RID Leonardo, certificato l'elicottero TH-119

Leonardo ha annunciato oggi che il suo nuovo elicottero da addestramento TH-119 ha ottenuto la certificazione americana da parte della FAA (Federal Aviation Administration). Il TH-119 è l’unico elicottero monomotore al mondo attualmente certificato per operare secondo le regole del volo strumentale IFR (Instrument Flight Rules). Basato sull’AW119, modello di grande successo sul mercato americano e mondiale, il TH-119 viene offerto da Leonardo alla U.S. Navy per la sostituzione dei TH-57 da addestramento della Forza Armata, programma denominato Advanced Helicopter Training System TH-73 (precedentemente noto come TH-XX). La certificazione IFR è per l’appunto uno dei requisiti fondamentali di tale programma. Una decisione dell’US Navy è attesa nei primi mesi del prossimo anno ed, in caso di selezione del TH-119, presso lo stabilimento produttivo di Leonardo a Philadelphia potrebbero essere realizzate fino a 130 macchine. Proprio a Philadelphia vengono infatti già prodotti gli AW119 per i clienti di tutto il mondo. Tutti i dettagli su RID 9/19.

anteprima logo RID La Turchia fuori dall'F-35

La reazione americana alla consegna della prima batteria di S-400 alla Turchia non si è fatta attendere e la Casa Bianca ha annunciato la cancellazione della partecipazione turca al programma F-35 e la definitiva sospensione delle consegne dei velivoli alla Turchia. Inoltre entro il 31 luglio tecnici e piloti di Ankara negli USA dovranno rientrare in patria. La questione è politica, ma anche tecnica poiché tra S-400 ed F-35 c’è un'incompatibilità di fondo. Con il sistema antiaereo russo, infatti, il velivolo dovrebbe volare solo in maniera non stealth poiché rischierebbe altrimenti di essere abbattuto considerando che gli Americani non hanno nessuna intenzione di condividerne i codici di identificazione e temono che la caratterizzazione radar dell’F-35 possa finire ai Russi, che non aspetterebbero altro. A ciò bisogna aggiungere il fatto che l’S-400 non è integrabile nella difesa aerea NATO, di cui la Turchia fa parte, sia per questioni tecniche e di interfaccia, ma anche perchè si rischierebbe il trasferimento di informazioni NATO-sensibili sempre ai Russi. Per quanto riguarda la cancellazione della partecipazione di Ankara al programma F-35, ricordiamo che Washington aveva già interrotto le consegne di parti, supporto e manualistica indispensabili per preparare l'Aeronautica Turca a prendere in consegna gli F-35, di cui aveva ricevuto i primi 2 esemplari, su un totale previsto di 100 (più eventualmente anche una ventina di F-35B per la LHD ANADOLU), tuttora “fermi” a Luke. Ankara è un partner di Livello 3 nel programma Joint Strike Fighter, a cui ha contribuito con 195 milioni di dollari nella fase di sviluppo, ed è parte integrante con le sue aziende della catena di fornitura. In particolare, TA è second source, dopo Northrop Grumman, della sezione centrale di fusoliera, produce il 45% dei piloni di carico per armi aria-terra ed elettronica associata, nonché il rivestimento in composito dei portelli della baia interna; Kale è fornitrice unica a livello globale di alcuni elementi del carrello, mentre altre componenti vengono prodotte in sub-fornitura; Roketsan e Tubitake realizzano, in partnership con Lockheed Martin, il missile standoff SOM-J trasportabile internamente al velivolo. A ciò bisogna aggiungere altra componentistica strutturale e non. Infine, la Turchia si era anche assicurata la produzione dei motori F-135 per la sua flotta, oltre che lo status di deposito di manutenzione principale per i motori degli F-35 dell'area mediterranea ed europea. Il Pentagono si è già da tempo attivato per rimpiazzare i fornitori turchi ed ha stimato che il ri/orientamento in altri paesi della catena di fornitura turca costerebbe almeno 600 milioni di dollari solo di costi non ricorrenti.

anteprima logo RID Un nuovo ICBM per gli USA: parte la gara

L’USAF ha rilasciato una RFP (Request For Proposal) per l'acquisizione del nuovo missile balistico intercontinentale - Ground Based Strategic Deterrent – destinato al rimpiazzo dei MINUTEMAN III attualmente in servizio. Nella gara sono contrapposte Boeing e Northrop Grumman che già da tempo stanno conducendo gli studi per la maturazione delle tecnologie e la riduzione del rischio del programma. Il contratto, con il quale si darà avvio al progetto di dettaglio ed alla produzione dei primi prototipi, dovrebbe essere assegnato entro il prossimo anno.

anteprima logo RID L’Australia cerca un rimpiazzo del TIGER

L’Australia ha emesso una richiesta di informazioni per il programma “Land 4503” riguardante l’acquisizione di 29 nuovi elicotteri d’attacco che andranno a sostituire i 22 TIGER ARH da ricognizione armata a partire dal 2025, anno in cui scadrà il recente contratto di supporto firmato da Airbus e Australian Army. Nella richiesta ufficiale, Canberra indica i requisiti del velivolo che dovrà essere: impiegabile in missioni di ricognizione armata in scenari profondamente contestati; compatibile con l’utilizzo prolungato a bordo delle 2 unità d’assalto anfibie classe CANBERRA; già in servizio (ma anche le fregate dovevano esserlo e poi si è scelto le Type 26...); compatibile per il trasporto a bordo dei C-17 della RAAF; infine, che abbia capacità MUM-T (Manned Unmanned Teaming) (in particolare con gli MQ-9 REAPER in via di acquisizione nell’ambito del programma “Air 7003”). Il TIGER non ha mai particolarmente soddisfatto l’Australian Army che, dal 2016, poco dopo il raggiungimento della piena capacità operativa, ne ha richiesto la sostituzione adducendo problemi relativi alla scarsa disponibilità operativa, agli alti costi di manutenzione dei motori ed ai problemi logistici. Alla RFI dovrebbero aver risposto tutte le principali aziende elicotteristiche: da Airbus, a Boeing, che potrebbe proporre l’AH-64E GUARDIAN, passando per Leonardo, che potrebbe offrire l’AW-249 (da tempo si vocifera dell’interessa australiano per la nuova macchina d’attacco dell’EI). Dettagli e approfondimenti su RID 9/19.

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