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RID - Rivista Italiana Difesa 08-01-2019 Vola il primo Tu-22M3M data: a cura di:

Dopo i test a terra effettuati durante il mese di agosto, ed in leggero ritardo sui tempi previsti, lo scorso 28 dicembre è stato completato il volo del primo bombardiere strategico a geometria variabile russo Tu-22 BACKFIRE-C, recentemente aggiornato allo standard M3M. Il velivolo, decollato dallo stabilimento della UAC Gorbunov di Kazan, ha effettuato un volo della durata di 37 minuti ad un’altitudine di 16.400 piedi (poco meno di 5.000 metri) durante il quale sono stati effettuati i test di volo dei vari sistemi oggetto dell’aggiornamento alla nuova variante. I risultati di tale test, e delle successive prove previste per i primi mesi del 2019, serviranno come base dati per l’analisi precedente all’avvio del refit sul primo lotto di circa 30 dei nominali 67 Tu-22M operativi. Nello specifico, l’aggiornamento M3M prevede l’integrazione di una nuova suite per la guerra elettronica (probabilmente alloggiata nel radome comparso sulla coda dell’aereo dove una volta era presente la torretta a controllo remoto che alloggiava una mitragliatrice binata Gsh-23L, ora rimossa), nonché la sostituzione di quasi l’80% degli equipaggiamenti avionici con passaggio a sistemi digitali per il controllo degli apparati dedicati a navigazione, comunicazione, puntamento (con montaggio del computer digitale SVP-24-22), propulsione FADEC, carburante ed armamento. La sostituzione del sistema di controllo armi, in particolare, consentirà un allargamento della panoplia di ordigni trasportabili, che comprende il missile a lunghissimo raggio Kh-32 (fino a 3 missili nella variante standard antinave, specificatamente progettata per essere utilizzata contro i CSG della US Navy, e in quella aria-sup), il missile tattico aria-sup Kh-15 (fino a 12), nonché il nuovo missile ipersonico Kh-47M2 KINZHAL (fino a 4 missili), tutti ordigni armabili con testate convenzionali o nucleari. Oltre all’integrazione di nuove armi, il refit comprende un nuovo cockpit digitale basato sul sistema radar Zaslon 1NV-1/NV-45, preferito al radar a scansione elettronica passiva IRBIS-E presente sui caccia multiruolo Su-35 che nel 2011 sembrava destinato al futuro refit dei Tu-22. Altre dotazioni previste dal refit quelle riguardanti il nuovo sistema di navigazione NO-45.03M - basato sul sistema di navigazione inerziale 2000-04 e su uno GLONASS assistito -, la una nuova suite di comunicazione S-505-45, il nuovo sistema IFF 623-3D-23, il sistema digitale per il controllo del volo ABSU-145MTs e un datalink. Inoltre, la carenatura spuntata sul muso dell’aereo dovrebbe alloggiare una sonda per il rifornimento in volo - di ritorno dopo essere stata eliminata in seguito ai negoziati START I del 1991 - che permetterà di incrementare notevolmente il raggio d’azione dei Tu-22. Secondo quanto comunicato dalla Tupolev, anche i sistemi di autodifesa del velivolo sono stati aggiornati e migliorati. Al momento, invece, non è prevista la sostituzione dell’apparato propulsivo - basato su una coppia di turbofan Kuznetsov NK-25 - nonostante riferimenti recenti di un upgrade dei motori dei BACKFIRE con gli NK-32-02 che verranno installati sulla nuova variante M2 del bombardiere strategico Tu-160 BLACKJACK, variante che prevede un elevato grado di comunalità con la M3M dei BACKFIRE-C. È verosimile ritenere che il possibile refit dei motori venga effettuato una volta che saranno verificate le performance degli NK-32-02 sui Tu-160, in particolare la riduzione dei consumi a parità di livello di spinta garantita (pare) da tali propulsori.


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