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RID - Rivista Italiana Difesa 08-02-2019 Due nuovi missili per la Russia Subito pronti i piani per 2 nuovi missili dopo l'uscita dal Trattato INF data: a cura di:


Il Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha annunciato l'intenzione di Mosca di sviluppare 2 nuovi sistemi missilistici a medio/intermedio raggio entro il 2021, come immediata risposta al ritiro Americano dal trattato Intermediate-Range Nuclear Forces (INF). Il trattato, siglato a Washington l'8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorba?ëv, stabilisce un limite di 500 Km per la gittata dei missili, sia a testata convenzionale sia nucleare, lanciati da terra.

Il primo nuovo sistema russo sarà una variante per lancio da veicoli del missile cruise KALIBR da 2000 Km di gittata (in realtà è più corretto parlare di famiglia di missili, visto che esistono più varianti), già impiegato da sottomarini e unità navali di superficie, mentre il secondo sarà un nuovo missile ipersonico, probabilmente un sistema a lancio balistico con un veicolo di rientro planante.

L'uscita americana dall'INF, appoggiata dalla NATO, è stata causata dallo sviluppo e dal dispiegamento del missile russo 9M729, che può essere armato con testata convenzionale o nucleare e che è ritenuto in grado di superare ampiamente i 500 Km. Il 9M729 (anche noto come SSC-8) è un nuovo missile cruise, sviluppato a partire dall'esistente 9M728 (SSC-7) che arma le batterie ISKANDER e che sarebbe a sua volta derivato dalla famiglia KALIBR. A tal proposito la Russia ha recentemente organizzato un evento pubblico in cui ha mostrato un contenitore-lanciatore del 9M729 su cui delle linee bianche indicavano la suddivisione interna del missile, che però non è stato esposto.

Alla conferenza stampa era presente anche un veicolo di lancio, che tuttavia sembrava essere il già ben noto trasporto-lanciatore (TEL) del sistema missilistico ISKANDER. I grafici proiettati nell'occasione dal Ministero della Difesa mostrano che il TEL del 9M729 è una variante dello stesso veicolo, da cui si differenzia per una maggiore lunghezza e per la capacità di trasportare 4 missili invece di 2. L'evento, che nelle intenzioni di Mosca doveva dimostrare l'inesistenza dell'infrazione INF, ha in realtà soltanto incrementato i dubbi: i dati forniti mostrano che il 9M729 è lungo 7,93 m e ha un diametro di 514 mm, che lo rendono più grande del famoso TOMAHAWK americano (con gittata di 2000 Km) e di alcune delle varianti della famiglia KALIBR. Il 9M729 è 53 cm più lungo del precedente 9M728 da cui discende, ma i Russi sostengono che rispetto a questo, a causa di una testata e di un sistema di controllo e manovra diversi, abbia un raggio d'azione inferiore di 10 km, arrivando al massimo a 480 Km. Secondo gli Stati Uniti e la NATO la gittata dichiarata dai Russi è falsa e ci sarebbero già stati lanci di prova del nuovo missile su distanze ben superiori ai 500 Km. Di fatto, quindi, con il 9M729 i Russi avrebbero già in servizio il nuovo cruise che viola il Trattato INF.

Quanto al secondo sistema, la Russia ha già sviluppato un glider ipersonico, chiamato VANGUARD, che viene montato su vettori balistici intercontinentali e rilasciato come un normale veicolo di rientro. Dopo l'ultimo test nel dicembre scorso, lo sviluppo del sistema è stato descritto come completato, con il raggiungimento, in fase di rientro in atmosfera, di una velocità di Mach 27, ovvero 27 volte superiore alla velocità del suono. La testata avrebbe una potenza di ben 2 megatoni. Il nuovo ipersonico a medio/intermedio raggio potrebbe essere costituito semplicemente da un VANGUARD di minori dimensioni, montato su un vettore balistico con minore gittata.

 

Gli Stati Uniti hanno ufficialmente ribadito in occasione del ritiro da INF che non pianificano di schierare nuovi sistemi a testata nucleare, ma che hanno cominciato studi per missili a lungo raggio a testata convenzionale. In particolare i più probabili “beneficiari” del ritiro da INF sono il Long Range Precision Strike, ovvero il nuovo missile pensato per rimpiazzare l'ATACMS e che finora puntava ad un raggio inferiore ai 500 Km; e l'ancora nebuloso Operational Fires (OpFIRES) che dovrebbe sviluppare un glider ipersonico lanciato da terra e pensato per la neutralizzazione di “bolle” di difesa stratificata del tipo Anti-Access Area Denial (A2AD).

Dal 2 febbraio, data di annuncio del ritiro Americano da INF, passerà un periodo di 6 mesi di sospensione prima del definitivo abbandono. Gli Stati Uniti si sono detti pronti a rimanere nel trattato purché la Russia smantelli il 9M729.

Il Ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin si è inserito nei giorni scorsi nella vicenda INF, avvisando Mosca che l'Ucraina a sua volta non si ritiene più vincolata dal trattato e che potrebbe quindi sviluppare missili a lungo raggio capaci di colpire Mosca. Per l'Ucraina sarebbe una sorta di deterrente, pur non nucleare, contro ulteriori aggressioni russe.

La Cina ha invitato Stati Uniti e Russia a negoziare per salvaguardare il trattato. Bisogna ricordare però che Pechino, non essendo vincolata da INF, si è costruita un vantaggio asimmetrico sugli Americani proprio grazie ad un enorme arsenale di missili cruise e balistici a raggio medio/intermedio, con testate nucleari, convenzionali e anche antinave.


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