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RID - Rivista Italiana Difesa 11-06-2019 Ipersonico: il ritorno dell’Airpower data: a cura di:

Nel 2014 in Italia fu tenuto un primo simposio dal quale emerse che l’ipersonico avrebbe avuto un grande impatto sulle conflittualità inter-statali future. Nel 2019, dopo 5 anni, si è tenuto il terzo simposio e alcuni Paesi sono già pronti (2020) a schierare nuove armi ipersoniche. Quali impatti vi saranno sulla sicurezza internazionale con lo schieramento delle armi ipersoniche? Questa è la domanda ricorrente tra gli analisti di settore. Le lezioni apprese nell’ultimo secolo di storia sono tante, ma una in particolare risulta essere più evidente: i conflitti hanno una data di inizio, ma quasi mai una data di fine. I conflitti, quasi sempre, iniziano perché una delle 2 parti pensa di poter prevalere sull’altra. La realtà del conflitto ha dimostrato invece che, il più delle volte, l’analisi dell’avversario non è stata accurata ma soprattutto non risulta essere chiaro cosa sia possibile raggiungere impiegando il potere militare. Appartenere alla traiettoria tecnologica, tracciata dalla ricerca scientifica, è il determinante per poter scrivere la storia futura degli stati, sia nella competizione commerciale sia per i rapporti di forza tra i contendenti. L’innovazione trasforma il modo di pensare in tutti i settori della vita di un Paese, compreso quello della conflittualità. L’era nucleare iniziata quasi alla fine della Seconda Guerra Mondiale provocò una precipitosa corsa delle grandi potenze di allora verso la nuova forma di confronto inter-statale. La corsa al nucleare aprì la strada alle varie strategie di confronto. Si passò dalla risposta nucleare massiccia a quella flessibile. Reagan e Gorbachev si convinsero che un confronto nucleare non potesse essere vinto e non doveva mai essere combattuto. Furono firmati molti trattati per la limitazione delle armi nucleari tra le 2 superpotenze e ciò dette la percezione di un ridotto rischio nucleare per il mondo. La proliferazione nucleare è comunque continuata e i Paesi che percepiscono minaccia esterna nei loro confronti tentano di raggiungere lo status nucleare per esercitare deterrenza. I trattati, purtroppo, sono stati ridotti a temporanea convenienza tra i Paesi e si è perso il valore antico dei “Patti” che erano molto più dei contratti. Il concetto di “Dominance degli USA” ha permeato tutti i settori, da quello militare per finire a quello dell’energia. Gli USA sono i soli ad aver sviluppato il “Global Reach” con forze militari convenzionali. L’alta capacità delle forze convenzionali è stata la strategia USA per esercitare la “Dominance” militare, considerando le forze nucleari come riserva strategica. Le stesse considerazioni non possono esser fatte per i maggiori competitori degli USA. La Russia nel 2014, per i fatti dell’Ucraina, ricordò agli USA che era una grande potenza nucleare determinata a non farsi offendere da chicchessia, ribaltando le conclusioni cui erano giunti Reagan e Gorbachev. La Cina ha più volte espresso di voler essere la potenza dominante nel Mar Cinese Meridionale e non desidera interferenze da parte degli USA, né tantomeno negoziare. La Russia e la Cina stanno lavorando insieme da tempo sia nel campo tecnologico sia in quello diplomatico e supportano Paesi considerati ostili dagli USA (Iran e Corea del Nord). Le 2 superpotenze asiatiche sono state soggette a sanzioni di vario tipo da parte degli USA e ciò ha rafforzato il “sentiment” di lavorare insieme in funzione anti USA. La tecnologia, nel mondo odierno, non è da considerare monopolio solo di una parte. Quando un Paese esprime superiorità tecnologica, la parte avversa farà di tutto per limitare le conseguenze di tale superiorità. Sono nate così le bolle A2/AD russe e cinesi che sono diventate limitatamente penetrabili alle minacce del potere aereo. Sempre nel 2014, la RAND Corporation segnalava: “ we are living in a new missile age of sort...high precision and high velocity delivery sistems including: …. guided and manouvering reentry vehicles, anti ship missiles of various missiles, missile boosted hypersonic glide vehicles, missile boosted anti satellite weapons”. La previsione della RAND si è concretata anche a breve termine perché gli USA hanno raggiunto un buon livello nell’ipersonico. La sorpresa è venuta dalle altre 2 superpotenze, Cina e Russia, che hanno dichiarato la raggiunta maturità nel campo ipersonico con schieramento delle armi a partire dal 2020, almeno per la Russia. La fine del mondo bipolare e la crescita esponenziale cinese nel campo tecnologico sono stati gli ingredienti di questa accelerazione. Il campo ipersonico è stato sempre affrontato dal punto di vista tecnico, raramente da quello dottrinale e strategico. Sotto il profilo tecnico vi sono 2 armi con capacità ipersonica. Tale capacità è stata possibile raggiungerla grazie a 2 potenti sviluppi tecnologici: la disponibilità di nuovi materiali permeati di nano tecnologia in grado di resistere, in modo continuo, a temperature prossime ai 3000°C e motori scramjet (air breathing) in grado di funzionare con regolarità. Le prime armi sono testate multiple nucleari plananti altamente manovrabili sganciate da missili in grado di colpire obiettivi con velocità prossime a Mach 20: appartengono alla famiglia delle armi strategiche. Le seconde si riferiscono a cruise missile, a più corta gittata rispetto alle prime, dotati di motori scramjet in grado di muoversi nell’atmosfera a velocità ipersonica e lancati da velivoli o altre piattaforme convenzionali: appartengono alla famiglia delle armi di offesa che rendono gli attuali sistemi di difesa convenzionali inefficaci. Ambedue gli armamenti sono altamente offensivi e presumibilmente anche i cruise missile torneranno ad essere nucleari. La tecnologia ha saputo rinnovare l’eterna lotta tra la difesa e l’offesa. Siamo tornati ai tempi dell’inizio del nucleare dopo la Seconda Guerra Mondiale: assisteremo alla corsa al riarmo nucleare con potenza degli armamenti molto variabile in funzione degli scopi, e si riparlerà di soglia nucleare. Le armi ipersoniche, per le loro caratteristiche di velocità, in prima approssimazione possono essere paragonate alla caduta di meteoriti sulla terra. I sistemi di difesa antimissile concepiti per contrastare una minaccia con caratteristiche diverse nel tempo passato sono pertanto da considerarsi oggi inefficienti. Parimenti le aree altamente difese del tipo A2/AD sono oggi penetrabili dall’ipersonico. Dunque, oggi la deterrenza nucleare basata sull’ipersonico non è contrastabile. Vi è un ulteriore impatto sul comando e controllo: il ciclo decisionale “Observe-Orient-Decide-Act comporta tempi più lunghi rispetto a quanto impiegano le armi ipersoniche per giungere a bersaglio. Dopo l’osservazione mancano, con gli attuali sistemi di difesa, le possibilità di Orient Decide and Act. Le tipologie di armi delle precedenti generazioni sono limitatamente impiegabili. L’osservazione e la ricognizione aerea dei target dovrà esser fatta da grande distanza per non entrare nei grandi raggi d’azione delle nuove armi, ma ciò vuol dire affidarsi prevalentemente ai satelliti da ricognizione in orbita bassa. La combinazione ipersonico e satelliti in orbita bassa sembra oggi la migliore combinazione per il “targeting”. Il multi Domain Operation Concept di recente elaborato dovrà essere aggiornato. L’ipersonico, quindi, non è un’evoluzione tecnologica di poco rilievo, anzi, essa introduce un nuovo tipo di conflittualità, che rende la parte satellitare (Leo) ancora più importante rispetto ai precedenti scenari, ma anche ulteriori variabili. Gli esperimenti cinesi, russi, americani e, nel 2019, indiani, che hanno evidenziato la capacità missilistica di abbattimento dei satelliti, sono gli indicatori più rilevanti dell’importanza dei satelliti da osservazione in orbita Leo. Chi dominerà la Spazio avrà vantaggi, con l’ipersonico, nell’atmosfera, su terra e sul mare. I Russi hanno sviluppato il sistema missilistico ipersonico AVANGARD (Mach 20) per annichilire la capacità antimissile americana, ritenuta, da loro, destabilizzante degli equilibri di forza globali. Il sistema sarà schierato a partire dal 2020. I Cinesi hanno sviluppato sia “glider” sia motori ramjet/scramjet per dotarsi di armi ipersoniche antinave. Il JAGENG 1 waverider è decollato e atterrato con successo. L’”Institute of Mechanics dell’Accademia cinese delle scienze sta costruendo un’industria per la produzione commerciale di motori ipersonici per le applicazioni civili e militari. Gli analisti ritengono che i missili da crociera ipersonici cinesi siano stati sviluppati per negare agli USA la dominance nel Mar Cinese Meridionale, rivendicata dai Cinesi. Il solo possesso della capacità ipersonica che non è contrastabile con le difese attuali e convincerà la flotta USA a mantenersi molto distante dalle coste cinesi e da Taiwan. Altri Paesi quali Australia, Gran Bretagna, Francia, India, ecc. stanno sviluppando l’ipersonico ma sono indietro rispetto ai 3 Paesi menzionati: lo sviluppo dell’ipersonico necessita di “moneta pesante” e non tutti i Paesi sono disposti a grandi investimenti. Anche l’Unione Europea ha lanciato un programma ipersonico, ma solo per il campo civile; il civile ipersonico non presenta, oggi, applicazioni di qualche rilievo. L’Unione Europea potrà raggiungere lo stato dell’arte tecnologico nell’ipersonico solo se completerà il suo processo di unione con la costruzione di un’industria per la difesa continentale. Serve, infatti, come si diceva “moneta pesante”. La strategia USA basata sul global reach della capacità convenzionale volge al termine. Si aprono nuovi scenari che vedranno la Cina e la Russia contendere il potere globale agli USA, con la corsa ad armamenti nucleari grandi e piccoli. Il legame dei 2 Paesi avversari di Washington è sempre più forte sia a causa della guerra commerciale USA contro la Cina sia delle continue sanzioni contro la Russia a valle dei fatti ucraini. La via della seta passa anche per Mosca e i due Paesi cercheranno di dedicarsi, non senza difficoltà, all’Unione economica euroasiatica. Ritornano sulla scena i missili di teatro. Per ora il “Third offset strategy” sembra a favore di Russia e Cina che hanno saputo creare, a loro favore, asimmetria strategica militare. In Italia gli effetti del primo simposio sull’ipersonico hanno sollecitato alcuni settori avanzati industriali in collegamento con le università, a sviluppare nuovi materiali permeati da nano tecnologia resistenti ad altissime temperature. Per i motori aeronautici e quindi per quelli ipersonici, invece, la risposta industriale langue. Sia in Italia sia in Europa serve in definitiva un piano di investimenti per lo sviluppo del futuro in tutti i settori principali di competizione.


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