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RID - Rivista Italiana Difesa 17-12-2019 Libia: partita la nuova offensiva di Haftar data: a cura di:

Dopo la riorganizzazione delle proprie forze, in seguito alle ingenti perdite in termini di uomini, mezzi e soprattutto terreno subite la scorsa estate, con l’arrivo di rinforzi dalla Cirenaica - circa un migliaio di unità, principalmente appartenenti alla 106ª Brigata Forze Speciali) - e dal Fezzan - circa 200 uomini della Brigata Tariq Ibn Ziyad ed altrettanti del 302° Battaglione, provenienti  dall’area di Ueddan/Al-Jufra, rimpiazzati da 300 miliziani sudanesi del SLA posti a protezione delle postazioni meridionali - e di rifornimenti di materiale da Egitto ed EAU, lo scorso 11 dicembre è partita la nuova offensiva dell’LNA contro Tripoli. Le direttrici dell’offensiva sono quelle che partono da Tagiura e Qaser Bin Gashir verso la cittadina di Ain Zara in direzione nord, mentre a sud LNA sta provando ad avanzare dai villaggi di Zahra e Nasiryya verso nordest, per tagliare i rifornimenti che dalla capitale raggiungono Gharyan ancora in mano alle milizie del GNA. Sembrerebbe che in meno di una settimana l’LNA di Haftar sia avanzato per circa 20 km, giungendo a ridosso di Ain Zara. Inoltre, durante l’offensiva è stato abbattuto un UCAV BAYRAKTAR TB2 di produzione turca nei pressi di Ain Zara. L'impiego dei BAYRAKTAR da parte delle milizie tripoline è garantito dal supporto in loco di personale regolare turco presente a Misurata e Mitiga. A tal proposito, secondo quanto comunicato dal portavoce ufficiale del LNA Al-Mismari, l’aeroporto di Mitiga e quello di Misurata sarebbero stati colpiti ripetutamente per eliminare le basi operative del personale turco presenti in loco. Nelle azioni sarebbero stati impiegati ancora una volta i 6 UCAV WING LOONG-2 di fabbricazione cinese donati ad Haftar dagli EAU. A tali velivoli, peraltro, potrebbero aggiungersi altrettanti UCAV CH-4B cinesi, velivoli in dismissione dall’Aeronautica Giordana che arriverebbero tramite cessione da Amman – altro alleato di Haftar – o tramite acquisto degli stessi via EAU (altro operatore degli apparecchi cinesi) e successivo trasferimento al LNA. Nel frattempo, la base aerea di Benina Bengazi ha visto l’arrivo di un C-130J e di un velivolo FALCON F900 dell’AM, nonché di un C-17 del 437°Airlift Wing dell’USAF, impiegati per l’evacuazione medica di personale civile libico e, nel caso del GLOBEMASTER III, di unità SOF statunitensi. Sempre a Bengasi sono giunti nuovi veicoli blindati Terrier LT-79, giunti dall’Egitto, e APC AL WAHSH ex giordani.

Tronando al BAYRAKTAR, quello della scorsa settimana sarebbe il terzo abbattimento rivendicato dal LNA in meno di un mese, facendo seguito a quello di un UAV statunitense, risalente alla fine di novembre, e al MQ-9 PREDATOR-B appartenente al 32° Stormo dell’AM, precipitato il 20 novembre. Su quest’ultimo, tuttavia, esistono ancora dubbi rispetto alla veridicità dell’abbattimento, non potendo ancora escludersi il problema tecnico stando a quanto comunicato da SMD e da alcune fonti di RID. Indipendentemente dall’apparecchio italiano, l’abbattimento del velivolo statunitense e, soprattutto, di quello turco, testimoniano l’utilizzo di sistemi antiaerei PANTSIR S1 di fabbricazione russa forniti dagli EAU. Il loro impiego, peraltro, potrebbe implicare la presenza di personale non libico (emiratino o russo, vedi gruppo Wagner) per la gestione dei PANTSIR. Peraltro, l’esistenza di personale russo in Libia non è certo una novità – RID ne parlava quasi 2 anni fa – e sicuramente rappresenterà una presenza destinata a continuare e a crescere, tenuto conto che gran parte degli interessi energetici di Mosca si trovano nelle zone controllate da Haftar (area tra Ghadames e Sirte 3 blocchi complessivi, tra cui quello situato nel bacino di Hamada dove la settimana scorsa sono riprese le operazioni della compagnia petrolifera/gassifera Tatneft).

Sul fronte GNA nel frattempo, oltre ad aver ottenuto il pieno supporto politico della Turchia nonché un più strutturato appoggio militare, come confermato durante l’incontro del 15 dicembre tra Erdogan e Serraj ad Ankara, le sue milizie continuano a ricevere supporto materiale dal “Sultano” tramite 2/3 navi cargo (tra cui la MSB1 battente bandiera di St. Vincent e Grenadine), che effettuano la spola settimanale tra i porti turchi di Gemlik ed Iskenderun e quello di Misurata, e 4 aerei noleggiati da imprenditori turchi e libici, tra cui un Boeing 747 della moldava Aerotranscargo, che eseguono 2 voli alla settimana da Istanbul a Misurata. Oltre ad includere UCAV TB2 e MRAP KIRPI, durante uno di questi rifornimenti sono stati consegnati anche alcuni sistemi missilistici spalleggiabili MANPADS SA-7 utilizzati per l’abbattimento di un MiG-23MLD del LNA ad opera delle milizie Al-Wafeq, abbattimento avvenuto il 7 dicembre, poco prima dell’avvio dell’offensiva delle forze fedeli ad Haftar. Attualmente il controllo del GNA sulla capitale e su gran parte della sua periferia meridionale (da Ain Zara in su) non appare in discussione, mentre le milizie di Serraj, i cui ranghi sono stati incrementati con l’arrivo di unità da Misurata e Sirte e con la piena partecipazione della Brigata Al Somoud guidata da Salah Badi - registrano maggiori difficoltà nel mantenere il controllo sulle linee di rifornimento verso Gharyan ed avanzare, contemporaneamente, da Twaishah verso l’area dell’ex Aeroporto Internazionale e quella di Qasr Bin Ghashir, roccaforti del LNA e una dei due punti d’origine dell’offensiva verso Tripoli. A nord di tale area si segnalano pesanti scontri, in particolare tra il villaggio di Yarmouk e l’asse stradale Wadi Alrabie.


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