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RID - Rivista Italiana Difesa 07-10-2020 G2G italiano, un modello incompiuto (per ora) data: a cura di:

Avevamo tutti salutato con soddisfazione la modifica normativa all’Art.537 Ter. del Codice dell’Ordinamento Militare, introdotta con l’ultima Legge di Bilancio, che ha rafforzato il rudimentale modello G2G italiano consentendo alla Difesa  di svolgere, nei confronti degli Stati con i quali sussistono accordi di cooperazione o di assistenza tecnico-militare, oltre alle attività di supporto tecnico-amministrativo, sostegno logistico e assistenza tecnica, anche attività di carattere contrattuale. In pratica, con questa norma è stata introdotta nell’ordinamento italiano la possibilità per il Ministero della Difesa di gestire tutti gli aspetti della gestione contrattuale, compresi quelli di natura finanziaria, così come il loro coordinamento, in nome e per conto di uno Stato estero, o più Stati esteri, in modo tale che esso sia garantito sotto il profilo della stabilità e della continuità della relazione, e della tutela sotto il profilo del rispetto delle procedure, normative, ecc. durante tutta l’operazione. Insomma, con questo passaggio si è anche formalmente stabilito la possibilità per lo stato italiano di farsi garante presso uno stato estero di una commessa militare tramite la propria garanzia ed il proprio impegno nella gestione contrattuale. Tutto estremamente condivisibile e auspicabile, ed un passo in avanti enorme per un Paese come il nostro, salvo che a 9 mesi di distanza il regolamento che dovrebbe dare attuazione tecnica a questa norma non c’è. Il regolamento è infatti ancora quello del maggio 2015 che dava attuazione alla precedente formulazione legislativa nella quale era consentito alla Difesa di svolgere solo attività di supporto tecnico-amministrativo. Per cui il nuovo modello G2G italiano resta ancora sulla carta, fermo alla sola previsione normativa. Da qui, la necessità di completare l’opera visto, giusto per fare un esempio, la commessa FREMM all’Egitto che potrebbe aprire altre opportunità per l’industria nazionale della difesa e che come tale non può essere lasciata all’italico contingente dell’arte di arrangiarsi. Di tutto questo si è parlato in un Webinar dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), al quale hanno partecipato il Segretario Generale della Difesa, Gen. Falsaperna, e il Presidente dell’AIAD, Guido Crosetto.

Tutto l'articolo disponibile su RID 11/20.


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