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RID - Rivista Italiana Difesa 17-02-2021 La presenza militare russa e turca in Libia, nuovi dettagli data: a cura di:

Uno dei punti più critici per il nuovo Governo libico approvato il 5 febbraio sarà la gestione dell’ingombrante presenza militare di Turchia e Russia. I militari di Ankara, insieme a circa 5-6.000 mercenari siriani, sono concentrati in alcune località dell’Ovest. La presenza russa invece è affidata soprattutto a mercenari della Wagner, che sarebbero circa 2.000-3.000 dispiegati soprattutto nella Libia centrale e, in numeri minori, anche in alcune località chiave in Cirenaica. Il dispositivo turco fa perno sul triangolo Tripoli – Khoms – al-Watiya. La base aerea di al-Watiya, strappata a maggio 2020 all’LNA di Haftar, è rapidamente diventato lo snodo principale. Già nella seconda metà dell’anno scorso Ankara ha rimesso in funzione la pista e riparato alcuni degli hangar rinforzati e delle altre infrastrutture della base, tra cui la viabilità interna e perimetrale. Si è quindi presto sostituita all’aeroporto tripolino di Mitiga come destinazione dei cargo C-130 e A400M con cui l’Aeronautica Turca garantisce i rifornimenti in Libia. A fine 2020 risalgono invece le 12 aree di stazionamento ai 2 lati della pista che potrebbero preparare un futuro dispiegamento degli F-16 di Ankara. Questo sia in caso di nuova escalation del conflitto, sia nel caso di un approfondimento della cooperazione in materia di difesa con Tripoli. La difesa di Watiya è garantita da almeno 5 MIM-23 HAWK (di cui 2 batterie HAWK 21, inizialmente dispiegate sull’aeroporto di Misurata, una delle quali probabilmente messa fuori uso da un raid aereo nemico su Watiya a luglio 2020), a cui si aggiunge il sistema missilistico sup-aria a corto-medio raggio HISAR, asservito al radar 3D KALKAN, e i cannoni antiaerei Korkut e GDF-003 da 35 mm. Khoms potrebbe diventare il corrispettivo navale di Watiya. Benché la Turchia abbia usato in modo continuativo il porto di Misurata come punto d’ingresso in Libia, è nella città costiera 100 km a est di Tripoli che da aprile 2020 sono iniziati dei lavori di ripristino e ammodernamento delle strutture portuali. Qui peraltro stazionerebbero unità navali turche, tra cui almeno una fregata Classe G. Infine, la Turchia mantiene una presenza all’aeroporto di Mitiga nella capitale. Qui è basato il Defense Security Cooperation and Training Aid Consultation Command, centro di coordinamento delle attività di addestramento svolte dalle Forze Armate turche a favore delle forze del Governo di Unità Nazionale. A quello tripolino si affiancano altri 4 centri simili, rivelando l’importanza che Ankara attribuisce a queste attività per cementare i rapporti con i Libici e per dare risalto al lato “legittimo” del supporto militare fornito. Secondo il Ministero della Difesa turco, a fine novembre 2020 il training era stato ultimato per 2.300 militari libici. Gran parte dell’addestramento si svolge in Libia. A Tajoura, sud-est della capitale, Ankara ha creato un poligono di tiro compreso nel centro d’addestramento Omar al-Mukhtar (dedicato all’eroe della resistenza libica contro l’Italia coloniale, scelta piuttosto indicativa della volontà turca di sostituirsi all’Italia come referente per lo meno in Tripolitania). Alla base navale di Khoms si svolgono le attività di addestramento subacqueo. A Mitiga ha sede il team EOD per lo sminamento addestrato dai Turchi. Elementi della Guardia Costiera vengono addestrati anche al pattugliamento marittimo. Altre attività di training includono operazioni di controllo della folla e su terreno urbano (MOUT). In basi in territorio turco (tra cui Konya) si svolge invece l’addestramento all’uso di sistemi di difesa aerea e anti-drone. Per quanto riguarda la Russia, fin dal ritiro dai sobborghi di Tripoli avvenuto lo scorso giugno, i mercenari della Wagner si sono dedicati a consolidare le posizioni nella Libia centrale creando un dispositivo di postazioni fortificate, opere difensive e basi lungo la direttrice nord sud che da Sirte porta fino a Jufra. Il sistema difensivo russo è costruito attorno a una lunga trincea che corre parallela all’asse viario Sirte-Jufra coprendone il lato ovest. I lavori proseguono da mesi e, a fine gennaio, constavano di almeno 70 km di trincea e oltre 30 postazioni variamente fortificate. In gran parte concentrate alla periferia sud di Sirte, nei pressi della base aerea di Ghardabiya interamente occupata da elementi della Wagner, queste postazioni sono dislocate a intervalli regolari lungo l’intera trincea. Più di recente si sono moltiplicate le opere attorno allo snodo viario strategico di Jufra, dove si incontrano le 2 direttrici principali provenienti dalla Tripolitania, la più importante via per la Cirenaica non lungo la costa e l’unica direttrice veloce per il capoluogo del Fezzan, Sebha. Parallelamente all’avanzamento della diplomazia per la formazione di un nuovo esecutivo, passo che prevederebbe la contestuale riapertura della strada costiera tra Tripoli/Misurata e Agedabia/Bengasi, i mercenari hanno accelerato i lavori di espansione e fortificazione presso le basi aeree di Jufra e Brak al-Shati. Queste ultime potrebbero sostituire Ghardabiya come hub principale, se la presenza a Sirte dovesse diventare difficilmente sostenibile o troppo costosa politicamente, soprattutto in caso a Sirte venissero ricollocate alcune istituzioni libiche come proposto da più parti. Jufra e Brak si aggiungono così alla base aerea di al-Khadim, dove la presenza russa è accertata da tempo a fianco di quella emiratina. Tra quest’ultima e Jufra sono dispiegati gli almeno 14 aereirussi, tra SU-24 FENCER e Mig-29 FULCRUM, giunti in Libia via Siria a maggio 2020. Jufra, dove la Wagner è segnalata almeno da novembre 2019, conta su un sistema di difesa che include un numero non precisato SAM a corto raggio di PANTSIR-S1, una batteria di obici da 122 mm, radar portatili IL 122M GARMON e radar VHF early warning P-18 (SPOON REST D secondo la nomenclatura NATO). A Brak, la più recente tra le basi maggiori dove l’avvio dei lavori di fortificazione risale a ottobre 2020, sono dislocati dei PANTSIR S, 3 radar P-18 e un GARMON. La scelta di potenziare Jufra e Brak ha una valenza strategica di prim’ordine. La posizione centrale rispetto al territorio libico consente di mantenere una certa pressione sull’Ovest, garantire il controllo del bacino petrolifero della Sirte da cui proviene l’80% degli idrocarburi del Paese, e presidiare i principali snodi viari tra le 3 regioni storiche della Libia. Tutto ciò restando senza una forte presenza sulla fascia costiera, che potrebbe innescare una reazione da parte degli Stati Uniti e della NATO di fronte a una minaccia concreta al fianco sud dell’Alleanza, ma garantendosi comunque una libertà di manovra più che sufficiente nel Paese e un grado notevole di influenza sulla politica libica. In questo senso, il radicamento attuale della Wagner può essere propedeutico al ritorno in forze di aziende russe in Libia, alle quali spetterebbe il compito di entrare legalmente nello sviluppo delle infrastrutture strategiche, sia viarie che marittime (terminal petroliferi, porto di Tobruk). D’altro canto, elementi della Wagner continuano a mantenere una presenza discreta nei principali porti di esportazione degli idrocarburi, Sidra e Ras Lanuf. Non va infine sottovalutato il radicamento della Wagner nella regione meridionale libica, tra il campo petrolifero di Sharara, Ghat e al-Wigh (ma la presenza dei mercenari russi è segnalata anche nel quadrante sud-orientale del Paese, ricco di oro e terre rare), che rafforza la proiezione russa da nord verso l’Africa saheliana e centrale, dove la Wagner è già attiva in Paesi come la Repubblica Centrafricana.


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