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RID - Rivista Italiana Difesa 04-03-2021 Arrivati in Libia gli osservatori ONU data: a cura di:

Il 2 marzo è atterrato a Tripoli il team di osservatori ONU chiamato a monitorare la tregua raggiunta il 23 ottobre scorso tra le forze di Haftar e i gruppi armati della Tripolitania, in vista delle elezioni generali previste per dicembre 2021. Non si tratta della forza di interposizione di cui si era vagheggiato nei mesi scorsi, ma di una missione di breve periodo con scopi di raccolta informativa. Il gruppo è composto da 10 persone (personale ONU di stanza a New York e a Tunisi, in quest’ultimo caso afferente alla missione UNSMIL), viaggerà sempre disarmato e si fermerà in Libia per 5 settimane. La protezione del team è affidata al Comitato militare 5+5, organo formato da rappresentanti militari dell’Est e dell’Ovest. Gli obiettivi della missione sono 2: monitorare il cessate-il-fuoco lungo la linea di contatto (che passa grossomodo lungo la direttrice nord-sud tra Sirte e Jufra) e verificare la presenza o meno di mercenari stranieri. Oltre alla capitale, i funzionari ONU dovrebbero fare tappa anche a Misurata e Bengasi, mentre già oggi sono arrivati a Sirte per incontri preliminari con il 5+5. Non è chiaro se quello atterrato a Tripoli sia l’unico team che sarà inviato nel paese. Da alcune fonti si apprende che il compito di verificare lo stato dell’arte sui mercenari spetterebbe a un secondo gruppo di osservatori che arriverebbe nel Paese nel prossimo futuro. Altre fonti (diplomatiche, di stanza a New York) invece sostengono che i 10 osservatori manderanno al quartier generale ONU un rapporto preliminare sulla tregua e sui mercenari già il 19 marzo. Non è chiaro il metodo di indagine che seguirà il team e soprattutto se sarà libero di spostarsi per il paese, al di là delle sole città costiere, oppure se potrà basarsi soltanto su informazioni fornite dalle parti. In questo secondo caso, è possibile che gli osservatori ricostruiscano solo parzialmente il quadro libico specie per quanto riguarda gruppi armati stranieri attivi nel Paese. Secondo l’ONU sarebbero presenti circa 20.000 mercenari, tra cui elementi siriani assoldati dalla Turchia (ma in parte ridispiegati in Nagorno Karabakh lo scorso autunno), mercenari russi della Wagner, ed un massiccio numero di sudanesi. Ma già il 1° marzo sono stati segnalati movimenti della Wagner, che avrebbe spostato verso est i suoi effettivi presenti nella base di Ghardabiya, pochi km da Sirte, su 8 bus e 2 pick-up Toyota. Un trasferimento “leggero” che fa ipotizzare non una vera e propria smobilitazione quanto piuttosto un semplice spostamento temporaneo di uomini da un’area dove l’occhio degli osservatori ONU può arrivare facilmente. Non si registrano per ora movimenti in altre parti del Paese dove i mercenari russi hanno costruito in pochi mesi imponenti opere difensive, concentrate nell’area centrale libica attorno a Jufra e Brak al-Shati, e neppure presso i terminal petroliferi di Sidra e Ras Lanuf e il sito estrattivo di Sharara, dove è segnalata da tempo una presenza russa.


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