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RID - Rivista Italiana Difesa 24-03-2021 IRON DOME per Arabia Saudita ed EAU? data: a cura di:

Il 15 marzo l’Arabia Saudita ha subito 3 nuovi attacchi di droni QASEF K2 lanciati dai ribelli Houthi, che hanno colpito l’aeroporto internazionale di Abha e la base aerea King Khalid. Esattamente una settimana prima era stata invece colpita la raffineria di Ras Tanura. Nonostante l’aiuto ricevuto dalla Francia con il dispiegamento di un radar Saab GIRAFFE (Task Force JAGUAR), e la massiccia presenza di batteria PATRIOT di fornitura statunitense, i sauditi sembrano incapaci di frenare l’offensiva aerea degli Houthi. Secondo fonti saudite nel corso degli ultimi 4 anni sono stati abbattuti 311 missili e 343 droni. La difesa aerea saudita comprende 6 battaglioni con missili MIM-104 PATRIOT PAC-3 e ben 60 batterie di artiglieria contraerea con cannoni da 35mm Rheinmetall. È quindi in questo scenario che sta accadendo quello che fino a pochi mesi fa sarebbe stato considerato impossibile. Secondo indiscrezioni pubblicate dal Jerusalem Post, i Sauditi avrebbero chiesto di proteggere le proprie infrastrutture critiche con il sistema di difesa aerea multi-missione IRON DOME della Rafael. Non è ancora chiaro se si tratterebbe di un ordine diretto tra Arabia Saudita e Israele, oppure se verrebbe rischierata una delle 2 batterie dello US Army recentemente equipaggiate con l’IRON DOME. Alcuni giorni fa, infatti, era già circolata voce del rischieramento di una batteria statunitense nel Golfo Persico. Anche gli Emirati Arabi Uniti, alleati dei Sauditi nella guerra dello Yemen, sarebbero interessati allo stesso sistema. Il sistema IRON DOME comprende 3 componenti: il radar di scoperta e tracking EL/M-2084 (portata da 5 a 70 km, capacità di tracciare fino a 120 bersagli contemporaneamente e di ingaggiarne 20), una batteria di missili TAMIR con 20 armi (90 kg, 3 m, gittata 2-40 km), e un posto di comando. Mentre IRON DOME ha già dimostrato eccellenti capacità C-RAM e VSHORAD, non ci sono ancora conferme delle sue prestazioni contro le minacce emergenti (droni, loitering munition), tanto che si parla insistentemente dello sviluppo di una nuova variante.


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