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RID - Rivista Italiana Difesa 02-04-2021 Proteggere Guam data: a cura di:

Il Comandante dell’Indo-Pacific Command statunitense, l’Ammiraglio Philip S. Davidson, ha pubblicamente dichiarato, con lo scopo di esercitare pressione sul Congresso, la vulnerabilità dell’Isola di Guam e l’urgente necessità di dotarla di una maggiore protezione visto il proliferare di sistemi d’arma a lungo raggio nell’arsenale cinese. L’Ammiraglio Davidson ha confermato, senza mezzi termini, che Guam rappresenta oggi un facile bersaglio da colpire, con un costo e un rischio irrisorio per le Forze Armate cinesi (PLA). Il sistema Terminal High-Altitude Area Defence (THAAD) presente sull’Isola è infatti stato considerato non pienamente idoneo al contrasto delle attuali minacce cinesi rappresentate da missili da crociera a lungo raggio (potenzialmente anche ipersonici) lanciati dai bombardieri H-6K o dai nuovi missili balisitic DF-26. Quest’ultimo, capace di effettuare strike chirurgici con munizionamento convenzionale e nucleare, viene soprannominato negli ambienti cinesi, ma non solo, il “Guam Express”, proprio a sottolinearne il carattere di arma concepita per l’attacco all’Isola. Per questa ragione l’Ammiraglio Davidson sta spingendo per schierare a Guam una stazione AEGIS ASHORE e rafforzare le difese antiaere ed antimissile dell’Isola. Tale proposta rientra all’interno della più vasta Pacific Defense Iniative per il quale saranno stanziati tra i 4 e i 6 miliardi di dollari nel solo bilancio 2022 ed altri 22 miliardi nel corso dei successivi 5 anni. La chiara volontà dei vertici americani è quella di rafforzare le difese dell’Isola, che deve restare l’hub della capacità di proiezione di potenza delle forze USA nel Pacifico.


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