LEONARDO
Viaggi RID
logo RIDa cura della Rivista Italiana Difesa
RID - Rivista Italiana Difesa 17-05-2021 La Germania spinge per far entrare altri Paesi nel carro europeo. La proposta di RID data: a cura di:

La Germania sta spingendo sempre più per aprire ad altri paesi la cooperazione – finora ristretta alla Francia – sul futuro carro europeo. Si tratta di uno sforzo in realtà complicato dalla ritrosia di Parigi, sempre “gelosa” delle prerogative della propria industria nazionale – ma anche da un panorama industriale che vede già un’integrazione tra i 2 Paesi nell’ambito della joint venture tra Nexter e Krauss Maffei Wegman, KNDS. Società della quale però non fa parte l’altro campione tedesco del settore terrestre, ovvero Rheinemetall. La partita dunque si presenta molto complessa. Per ora nel programma è stata accolta la Gran Bretagna come osservatore, ma Berlino vorrebbe vedere assegnato un tale status pure all’Italia. Su questo sfondo, nel nostro Paese si sta giocando la battaglia per lo sviluppo e la realizzazione del nuovo Armoured Infantry Combat System (AICS), destinato a rimpiazzare in seno all’EI il DARDO. Un battaglia che ha visto il prepotente ingresso in scena di Rheinmetall, con la sua controllata Rheinmetall Italia, e che sta mettendo di fronte l’esigenza dell’Esercito di acquisire un nuovo veicolo nel più breve tempo possibile, con la necessità di tutelare al meglio l’industria nazionale. A fronte di questa situazione, la nostra proposta è cambiare completamente paradigma e sviluppare un sistema dei sistemi terrestri in senso lato, basato su cingoli e ruote, e capace di integrare la “componente” MBT e la “componente” IFV (Infantry Combat Vehicle) con componenti più innovative, quali: veicoli non pilotati per compiti di supporto, logistici e di appoggio, veicoli specializzati nella guerra elettronica, veicoli specializzati nell’impiego di loitering munitions e droni, veicoli per il lancio di missili a lungo raggio, ecc. E’ chiaro, dunque, che nell’ambito di un programma così ristrutturato in chiave europea ci sarebbe spazio e soddisfazione per tutte le principali industrie dei Paesi più importanti del Vecchio Continente.


Condividi su: