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RID - Rivista Italiana Difesa 06-07-2021 Raytheon ottiene il contratto per i nuovi missili cruise nucleari aviolanciabili americani data: a cura di:

Dopo aver battuto la concorrenza di Lockheed Martin, con una selezione avvenuta nell’aprile 2020, Raytheon si è aggiudicata il contratto da 2 miliardi di dollari del Governo americano per lo sviluppo e la costruzione dei nuovi missili nucleari da crociera, Long-Range Standoff Weapons (LRSW/LRSO), che equipaggeranno i bombardieri B-52 e B-21. L’USAF ha in pianificazione di dotarsi di almeno 1000 missili per rimpiazzare gli Air Launched Cruise Missile entrati in servizio nel lontano 1982. La Raytheon procederà con la costruzione del nuovo sistema d’arma presso i suoi stabilimenti di Tucson, in Arizona, e prevede di completare la consegna entro il 2027. Inoltre, secondo quanto pianificato dall’USAF, il nuovo missile imbarcherà la nuova testata nucleare W80-4, attualmente in sviluppo presso il Dipartimento dell’Energia della National Nuclear Security Administration. I missili cruise aviolanciabili dell’USAF rappresentano solo una delle capacità che formano la triade nucleare americana; le altre 2 sono i Sea Launched Ballistic Missiles (SLBM) imbarcati sui sottomarini SSBN classe COLUMBIA e gli Intercontinental Ballistic Missile (ICBM) basati a terra, in territorio americano. Il Pentagono ha precisato quanto modernizzare il suo tridente nucleare rappresenti una priorità per il Governo del Presidente Biden, dopo che la necessità è stata oculatamente evitata dal Presidente Obama e dallo stesso Presidente Trump, considerando gli elevati fondi necessari per realizzare la sua modernizzazione/sostituzione. Oltre ai 2 miliardi di dollari per la sostituzione dei missili cruise infatti, altri 111 sono già stati previsti per la sostituzione degli ICBM Minuteman, entrati in servizio negli anni ‘70. Il responsabile del programma per l’USAF, Elizabeth Thorn, ha sottolineato quanto questo contratto sia un primo, importante, passo, non solo per la modernizzazione della triade nucleare, quanto nel sostenere la progettazione, sviluppo e manifattura dell’industria missilistica a stelle e strisce, nonostante l’intera strategia nucleare americana sia attualmente sotto un’attenta opera di revisione.


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